
di Giuseppe Augieri
A me convince questa tesi «C’è un ascensore sociale che non funziona più». Le motivazioni, più sociologiche che economiche, (che non escludono però quelle economiche) sono da ricercarsi nella vita nei ghetti con servizi pubblici scadenti e diffusa povertà di immigrati di seconda e terza generazione. Questi ragazzi non riescono a cambiare status, non hanno accesso a quello a cui ha accesso chi è francese da sempre. Paradossalmente, i genitori sono più integrati. Loro, invece, si sentono traditi. Insomma «c’è un problema di promessa mancata». E questo li accomuna ai genitori.
Ma il problema dell’ascensore sociale rotto è generalizzato. C’è anche in Italia. Le classi medie per la prima volta da 4-5 generazioni vedono i figli che stanno peggio di come stavano loro. E vedono indicazioni fumose di prospettive altrettanto fumose. Questo provoca un rigetto del sistema. In tutti, italiani e immigrati. Che, nelle grandi metropoli italiane vanno determinando le stesse condizioni delle banlieue. Dalla criminalità, alla violenza gratuita, ai Flash mob per fare risse.
Se in Francia i gilet gialli sono stati l’espressione della classe media urbana, dei commercianti, ma anche dei contadini; se in Francia ci sono stati scontri sulle pensioni; se il confronto con i magrebini è stato durissimo, tutto questo dice che la “rivolta” è trasversale alle classi sociali. Vero: se la forma di protesta in Francia viene comunque da manifestazioni collettive, anche nelle sue forme più estreme, da noi, in Italia, la protesta resta più individuale: non vado a votare, non pago le tasse. Non credo sia meno pericolosa: intanto perché sembra inascoltata. E perché, se poi il passaggio al “collettivo” ci dovesse essere, le forme violente le dobbiamo mettere nel conto.
Sarò una testa dura, ma continuo ad affannarmi nel chiedere di ricercare soluzioni ai mille problemi che abbiamo con la logica del passo dopo passo. Della ricerca del giusto che sia anche possibile. Nella logica del riformismo. «La nazione non si riconquista» dice Giuliano Ferrara. «…..La nazione si ricostruisce su basi solide di tolleranza, di fraternità, di eguaglianza che non umilia e non livella, di libertà che non scatena, che non esclude ma implica un esercizio riconosciuto dell’autorità».
Sapete bene a chi rivolgo questo pensiero.





