
Vertice SCO a Tianjin: cosa è successo e perché conta.
Il 25º vertice dei capi di Stato della Shanghai Cooperation Organisation (SCO) si è tenuto a Tianjin dal 31 agosto al 1º settembre 2025, con la presidenza 2025-26 che passa ora al Kirghizistan. Hanno partecipato i leader dei 10 membri (Cina, India, Russia, Pakistan, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Bielorussia) oltre a osservatori e partner di dialogo.
Xi Jinping ha detto che la SCO ha “maggiori responsabilità” nel garantire pace e stabilità e nel promuovere sviluppo tra i membri; Pechino ha proposto una banca di sviluppo, una piattaforma energetica e nuove linee di credito per sostenere progetti comuni.
Vladimir Putin ha preso parte al vertice e ha avuto colloqui con Xi. Il Cremlino ha fatto sapere (Ushakov) che i due hanno discusso anche dei recenti contatti Russia-USA e dello stato delle relazioni bilaterali “alla luce dei recenti sviluppi”. Xi–Modi: “partner, non rivali”. È stato il primo faccia-a-faccia vero e proprio dopo anni di gelo: Xi ha detto a Modi che per Cina e India “è la scelta giusta essere partner piuttosto che rivali”. I due hanno discusso del confine himalayano e di passi per stabilizzarlo.
Alla tre giorni cinese sono agganciate numerose bilaterali: Erdogan ha visto Putin a Tianjin (Ucraina al centro), mentre il presidente iraniano Masoud Pezeshkian partecipa sia al vertice sia alle celebrazioni di Pechino. Kim Jong-un è in Cina per la parata del 3 settembre.
Mosca e Pechino hanno siglato un memorandum giuridicamente vincolante per costruire il gasdotto Power of Siberia-2 (circa 50 bcm/anno via Mongolia) e aumentare i flussi del PS-1 da 38 a 44 bcm/anno. Restano da definire prezzo, tempi e ripartizione dei costi: il che segnala che Pechino mantiene il vantaggio negoziale.
Oltre alla banca e alla piattaforma energetica, Pechino ha offerto l’accesso al sistema satellitare BeiDou ai membri SCO, come alternativa ai sistemi occidentali.
Il vertice si svolge sullo sfondo delle nuove tariffe globali USA introdotte nel 2025 dall’amministrazione Trump (ad esempio, 50% su molte importazioni dall’India), che stanno spingendo vari Paesi asiatici a diversificare.
La formula “partner, non rivali” è un messaggio al mercato e agli apparati militari di entrambi i Paesi: ridurre la frizione e riaprire canali. Rigiardo i confini non c’è un accordo di merito, ma un impegno a “gestire correttamente le differenze” per stabilizzare la LAC, con la probabile riattivazione dei formati militari e diplomatici.
Con tariffe USA su molte categorie e l’esigenza di mantenere autonomia strategica, l’India sfrutta la SCO per riequilibrare senza abbandonare QUAD/G7+. (Inferenza basata su mosse recenti e contesto tariffario USA).
Russia e Cina passano dal “senza limiti” con il memorandum su PS-2, che non è un contratto di fornitura: il che sta a significare che finché il prezzo non è fissato, il leverage resta a Pechino. Nel frattempo, Mosca aumenta i volumi via PS-1.
Xi e Putin presentano la SCO come contrappeso a blocchi occidentali, pur non essendo un’alleanza militare.
Secondo il Cremlino, Xi e Putin hanno discusso anche dei più recenti contatti Russia-USA (Ushakov).
La SCO oggi, in breve, ha 10 membri, (con la Bielorussia entrata nel 2024). La Segreteria a Pechino e la struttura RATS a Tashkent.
La Presidenza 2025-26 affidata al Kirghizistan (“25 anni di SCO: insieme per un mondo stabile, sviluppo e prosperità”).
Xi ospita il più grande parata militare mai tenuta in Cina, con oltre 20 leader stranieri previsti (tra cui Putin, Kim e Pezeshkian). La kermesse mostrerà nuovi sistemi (missili ipersonici, droni). La parata stessa è una vetrina strategica oltre che un evento commemorativo.
Tutto ciò premesso non è azzardato pensare che la triade Cina-India-Russia usa la SCO possa coordinare interessi, limitando i costi della competizione bilaterale e degli attriti con l’Occidente.
Pechino ottiene, in questo scenario, opzioni per coprire un quinto della domanda di gas al 2030 (stima ricorrente negli studi), mentre Mosca tenta di rimpiazzare l’Europa. Ma prezzo e tempi restano il nodo.
L’apertura di Modi verso Xi, in piena stagione di tariffe USA, segnala che Nuova Delhi vuole più margine di manovra, senza rompere con Washington.
Una banca nell’ambito SCO, come pure una piattaforma energia e BeiDou offerti ai membri compongono un ecosistema parallelo (finanza, infrastrutture, tecnologia) a guida cinese.
Riguardo il confine Sino-Indiano sono stati assunti solo impegni politici a proseguire il dialogo, senza predefinire un prezzo né cronoprogramma, ove il memorandum è “vincolante” ma commercialmente incompleto. Peraltro i dettagli saranno negoziati a parte.





