
Gli impavidi corrispondenti e inviati (?!?) dei media d’occidente continuano il loro lavoro dagli hotel di Tel Aviv, Beirut e Damasco. Nessuno di loro è sul campo, al netto di coloro che accettano di circolare sotto scorta di Hamas in ameni Tour guidati dell’orrore con distribuzione finale di veline da copia-incollare predisposte dall’Ufficio Governativo per i Media di Hamas (GMO).
Ma esistono eccezioni.
Yasser Abu Shabab viene intervistato dal Wall Street Journal e riporta una realtà ignota agli altri corrispondenti. O magari nota… ma divulgarla potrebbe metterli in pessima luce agli occhi del GMO.
Shabab è un capo tribù di beduini, che hanno sempre goduto di autonomia in questi anni, anche sotto il giogo di Hamas. Una tribù che vive in una zona di Gaza dove Hamas è stata eliminata da almeno due mesi.
Una Zona in cui la guerra è finita. Si trova nella parte orientale di Rafah.
Le Forze Popolari, un gruppo palestinese indipendente sotto la guida di Shabab si sono assicurate 50 km² di terra che peraltro è abitata, da generazioni, dalla tribù beduina dei Tarabin presente nella striscia dal XVI secolo.
Nelle ultime sette settimane è diventata l’unica area di Gaza governata da un’amministrazione non affiliata ai tagliagole. Le pattuglie armate tengono fuori Hamas e la Jihad islamica palestinese, che non tollerano questa presa di posizione autonoma. Di conseguenza, a Rafah est, le persone hanno accesso a ripari, cibo, acqua e forniture mediche di base, il tutto senza il timore che Hamas rubi gli aiuti o si trovi nel fuoco incrociato con l’esercito israeliano.
L’effetto è stato enorme: niente più vittime di attacchi aerei, niente più caotiche linee di soccorso, niente più ordini di evacuazione e niente più paura di case con trappole esplosive o bambini usati come scudi umani, anche se c’è ancora molto da migliorare, ora le persone dormono la notte senza paura.
Questa non dovrebbe essere l’eccezione a Gaza: potrebbe essere il modello, la nuova norma. La stragrande maggioranza dei gazawi rifiuta Hamas. Non vuole che un gruppo (sempre più esiguo di tagliagole) rimanga al potere dopo la fine della guerra.
Ma sebbene odi Hamas, continua a temerlo. Da quando sono iniziate le proteste all’inizio di quest’anno per chiedere la fine della guerra, almeno 90 manifestanti sono stati uccisi, i più fortunati sono costretti a nascondersi.
La tribù Tarabin è insorta quando Hamas ha ucciso Fathi Abu Shabab e Ibrahim Abu Shabab, rispettivamente fratello e cugino di Yasser Shabab, il leader della tribù, mentre cercavano di raccogliere aiuti presso una ONG.
Altri 52 membri della tribù sono stati assassinati nelle loro case, ed è stato a quel punto che i Tarabin hanno imbracciato il kalashnikov e hanno iniziato a ripulire il loro territorio dai tagliagole. Hamas controlla ancora l’accesso agli aiuti e domina istituzioni come l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi nel Vicino Oriente, o l’Unrwa. Hamas ha messo una taglia su Yasser Shabab, etichettandolo come traditore, criminale e collaborazionista.
Nel frattempo centinaia di famiglie premono per entrare nella enclave dove la guerra è cessata a testimonianza che i palestinesi sono esausti ed esacerbati per il giogo loro imposto da Hamas.
Yasser Shabab si è messo alla testa di questa ribellione riuscita in grado di ribaltare il regime dei tagliagole. 600.000 persone vogliono trasferirsi a Rafah est. Con un adeguato supporto, logistico e militare sono pronti ad assumersi la responsabilità della zona di Rafah, la più strategica in assoluto per la sua vicinanza al confine egiziano. Entro pochi mesi, quasi un terzo della popolazione di Gaza, potrebbe vivere al di fuori del ciclo di guerra, nel sud della Striscia liberata.
Le Forze Popolari guidate da Shabib chiedono agli Stati Uniti e ai Paesi arabi di riconoscere formalmente e sostenere un’amministrazione palestinese indipendente.
Vogliamo riflettere su questo e soprattutto renderlo noto o no?





