

Nell’edizione del 3 maggio, il Fatto Quotidiano riporta la seguente frase di Giuliano Di Bernardo: “Se la Chiesa ha ancora un barlume di razionalità deve eleggere papa Pietro Parolin. È l’unico modo per restituirle autorevolezza”.

Sparata a doppia pagina l’intervista di Giuliano Di Bernardo, concessa a Lorenzo Giarelli, potrebbe apparire come uno sgambetto, più che un sostegno all’attuale segretario di Stato vaticano, considerato uno dei possibili papabili.
Il Fatto Quotidiano definisce Giuliano Di Bernardo, un “«buon amico» del già Segretario di Stato vaticano, nonostante un’apparente incompatibilità: filosofo e massone, Di Bernardo è stato Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia prima di fondare la Gran Loggia Regolare d’Italia, l’Accademia degli Illuminati e il progetto Dignity”.
Avere l’appoggio di Giuliano Di Bernardo, protagonista di molte vicende della Massoneria italiana e internazionale, non sembrerebbe di buon auspicio per salire al Soglio di Pietro, data la formale e ufficiale avversità della Chiesa al mondo massonico.
Inoltre nell’intervista concessa a Lorenzo Giarelli, Di Bernardo critica pesantemente gli ultimi papi: “La Chiesa – afferma di Bernardo – ha iniziato il proprio declino dal Concilio Vaticano II. Già Wojtyla ha distrutto la Chiesa dalle sue fondamenta, Ratzinger ha cercato di fare qualcosa, ma quando si è accorto di che voragine c’era ha preferito ritirarsi. E Bergoglio ha continuato a distruggere l’apparato papale, l’istituzione della Chiesa”.
Di Bernardo con questa affermazione affonda il bisturi nell’antica ferita tra modernisti e conservatori che ha avuto uno dei suoi momenti di massimo confronto nel Concilio Vaticano II, aperto da Giovanni XXIII e formalmente, ma non sostanzialmente, chiuso da Paolo VI.
A leggere le dichiarazioni di Di Bernardo, Parolin sarebbe il candidato giusto per riparare l’istituzione della Chiesa e, date le critiche fatte agli altri papi, non si capisce bene sulla base di quale straordinaria capacità teologica e di governo.
Ancora più strana la parte dell’intervista riguardante la collaborazione tra Parolin e Di Bernardo “a diversi progetti”. Quali?
“Quando ho lasciato il Grande Oriente d’Italia (1993,ndr), il Vaticano mi fece sapere che avrebbe avuto piacere di avere un loro rappresentante tra i componenti dell’Accademia. Venni allora in contatto con Giorgio Eldarov, bulgaro, di grande intelligenza e che effettivamente è stato tra i fondatori dell’Accademia. Un giorno Eldarov mi disse che nella segreteria di Stato del Vaticano c’era una persona che voleva conoscermi. Mi trovai faccia a faccia con l’allora sottosegretario, Pietro Parolin“. “Di che anni parliamo?“, chiede Giarelli. Risposta: “Una ventina d’anni fa. È nata subito un’intesa e completa affinità elettiva, tanto è vero che abbiamo collaborato a diversi progetti. Siamo rimasti molto amici”.
Parolin fu sottosegretario tra il 2002 e il 2009. Giorgio Eldarov, francescano, è stato archimandrita (capo di un monastero) e ha vissuto quasi interamente la sua vita in Italia, dove si è laureato in teologia e si è specializzato al Pontificio Istituto Orientale di Roma. Nel 1966, quando ha preso le redini del programma della Radio Vaticana nella sua lingua madre, è stato insignito del titolo di archimandrita nella Basilica romana di San Clemente, sulla tomba di San Cirillo. Caduto il regime comunista, Giorgio Eldarov è tornato a Sofia, dove ha fondato e diretto il giornale cattolico “Abagar”.
Letta da un cardinale che sta decidendo a chi dare il voto e che conserva un distacco, quando non un’avversità, nei confronti del mondo massonico, l’intervista di Di Bernardo potrebbe avere un effetto negativo, configurandosi come uno sgambetto.
Tuttavia, non bisogna dimenticare, come scrisse il Gran Segretario del Grande Oriente d’Italia, Alfredo Diomede in un memoriale indirizzato a R. W. Bro. M.B.S. Higham, Grand Secretary of the United Grand Lodge of England, che “la stampa riferisce della costituzione in Svizzera a Lucerna della “Dignity Foundation” di cui egli [Giuliano di Bernardo, ndr] è il Presidente, mentre Vice Presidente è il Marchese di Northampton e nel Consiglio di amministrazione figurano il banchiere spagnolo Mario Conde, il Prof. Vittorio Mathieu, il Prof. Giorgio Cavallo, e altri”.
In un articolo pubblicato sulla rivista spagnola “Año Cero” si legge: «Di Bernardo, terminó rompiendo con el GOI y constituyó la Gran Logia Regular de Italia y la fundación “Dignity”. Esta última, legalizada en Suiza el 11 de abril de 1993, cuenta con la presencia de personajes ligados al Opus Dei y a la polémica logia Propaganda-2. A la presentación de “Dignity” asistieron Mario Conde y el Duque de Northampton, alto dignatario de la masonería inglesa».
Mario Conde è stato il presidente della società finanziaria spagnola Banesto che nel pieno del suo sviluppo negli anni ’80 e ’90, ha avuto rapporti con l’Opus Dei.
Possibile un messaggio ai cardinali che arrivi anche da parte di questi ambienti?
Interessante è anche quanto affermava Giuliano Di Bernardo in un’intervista a Roberto Galullo del Sole 24 Ore uscita il 26 gennaio 2015.
Alla domanda di che cosa sia il Dignity Order, presieduto da lui presieduto, Giuliano Di Bernardo, risponde: “Nel 2002 avviene il mio ritiro definitivo dalla massoneria. Alla base di tale decisione vi è la convinzione che la massoneria, faro luminoso dell’Occidente, stia perdendo irrimediabilmente la forza propulsiva che ha fatto di essa una guida saggia dell’umanità. Non perché i suoi principi e il fondamento iniziatico che li sorregge abbiano perso la loro rilevanza, quanto, piuttosto, per l’incapacità dei massoni a interpretarli nel senso autentico. La stessa massoneria inglese, madre di tutte le massonerie regolari del mondo, mostrava segni di una profonda crisi che preannunciava scismi e conflitti. Abbandonavo quella massoneria, cui ero stato iniziato nel lontano 1961 e che era stata una guida sicura della mia vita, per fondare l’Accademia Internazionale degli Illuminati. Il mio scopo era quello di riformare la massoneria, ritornando alle sue origini settecentesche, governata dalle élite pensanti. L’Accademia degli Illuminati si ispira, infatti, alla Royal Society inglese. L’Accademia ha successo e si diffonde anche all’estero. Intanto comincia a intravedersi una crisi mondiale non solo economica e finanziaria ma anche morale. La società reale accusa i primi colpi di questa crisi, che si annuncia lunga e dolorosa. Gli Illuminati non bastano più. È arrivato il tempo degli Operativi, profondi conoscitori dei livelli concreti della società. Dal connubio tra Illuminati speculativi e Illuminati operativi, si gettano le fondamenta di un nuovo Tempio dell’umanità, per affrontare le nuove sfide che già si preannunciano all’orizzonte. Nasce così nel 2011 “Dignity. Ordine per la difesa della dignità dell’uomo”. Le principali differenze tra Dignity e la massoneria sono le seguenti. Dignity è composta da élite, la massoneria da masse. 2. Dignity ammette le donne, la massoneria le esclude. 3. Dignity è internazionale, la massoneria è nazionale. La sede internazionale di Dignity è a Vienna, dove si riunisce il Consiglio del Gran Maestro. Dignity nasce in Italia e si diffonde anche all’estero. 4. Il Rituale di Dignity si ispira alla filosofia, i Rituali della massoneria si ispirano alla religione (Emulation inglese) o a fatti storici (il Goi). 5. Dignity e la massoneria hanno in comune il riferimento alla Tradizione esoterica dell’umanità, che inizia nel VI secolo a.C. in Grecia con i Misteri orfici. Ne fanno anche parte la Confraternita dei Rosacroce e l’Ordine degli Illuminati. L’Ordine Dignity nasce e si sviluppa nella più completa trasparenza. Le Associazioni che la governano sono state legalmente costituite e registrate secondo le leggi dei Paesi che le ospitano (Italia e Austria). Essa è, quindi, una certezza esoterica”.
L’affermazione più interessante è quella che Dignity “si ispira alla filosofia, i Rituali della massoneria si ispirano alla religione (Emulation inglese) o a fatti storici (il Goi)”.
Nell’intervista al Fatto Quotidiano, Giuliano Di Bernardo dice: “C’è un tema di inconciliabilità tra Chiesa e massoneria che è stata confermata da tutti i papi, perché dal ‘700 in avanti la Chiesa ha sempre ribadito che la massoneria è una religione e dunque chi vi appartiene non può essere cattolico. Finché non si supera questo principio, il resto non conta nulla”.
Di Bernardo, che mette in pubblico il suo rapporto con Parolin e che lo vorrebbe Papa, si propone, con il suo Dignity Order, che non è una religione, ma una filosofia, come interlocutore della Chiesa, relegando, ancora una volta, il mondo massonico nell’angolo angusto nel quale è stato cacciato in conseguenza di una legittimazione inglese che vede a capo della Massoneria un re e un capo religioso anglicano.
Tuttavia, la Massoneria non è nata nel 1717, non è suddita di Sua Maestà il re del Regno Unito e non è una religione.
Non solo, ma sarebbe opportuno che la Massoneria smettesse di cercare legittimazioni cattoliche o di altre religioni.
Giuliano di Bernardo, con la sua intervista, mette il dito nella piaga, ma lo fa solo a metà, perché il vulnus che ha creato confusione è quello della continua ricerca della regolarità da parte di un’istituzione che confonde un ordine iniziatico con una religione. Il vulnus è anzitutto inglese. Ed è dall’Inghilterra che, in primo luogo, è necessario emanciparsi, non per essere accettati dal Vaticano o per mettere mani in Vaticano, ma per fare quello che la Massoneria dovrebbe fare.





