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URBANISTICA, L’AGENZIA DELLE ENTRATE VERIFICHI LE AUTOCERTIFICAZIONE

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Si sta aprendo, come è giusto che sia, un’era politico-amministrativa centrata sulla trasparenza, dove linee carsiche vengono portate alla luce del sole.

I fatti urbanistici di Milano, con i giornali che mettono opportunamente in croce Il sindaco Sala, sono di tutta evidenza un grande problema che alcune volte va anche oltre il capoluogo Lombardo.

La politica della protervia che usa una burocrazia sclerotizzata nelle istituzioni locali per tollerare la stagione delle “furbesche autocertificazioni “nelle pratiche edilizie è stata portata allo scoperto: un potere che intreccia tanti interessi oggi è messo visibilmente a nudo.

Quello che emerge da tempo è che le procedure di legge e le normative troppe – se non quasi sempre – vengono sostituite da autocertificazioni – anche quando cozzano contro lo spirito della legge – ed accettate e/o tollerate dalle istituzioni amministrative locali e sotto gli occhi di tutti.

Una modalità di procedere, questa, dove “le verifiche “ con giochi artificiosi diventano sempre più lacunose e le furbizie interpretative concorrono pure ad incentivare artatamente la logica della concorrenza sleale tra professionisti ammanicati con imprese che operano sul mercato che non tutte hanno la stessa protezione politica .

Clientele, che segnalano un fenomeno degenerato in espansione particolarmente diffuso .

Se si va a guardare con quella bussola prevista dalla legge riguardante le norme indicate sui piani di prevenzione sui cantieri, si può riscontrare come questi tropppe volte appoggino su documenti approssimativi o peggio “su autocertificazioni “ che difficilmente poi sono oggetto di una verifica sul campo, ovvero sui cantieri.

La cultura della verifica è quanto di più ostico esista oggi tra gli amministratori territoriali .

Una verifica che sarebbe utile far passare anche tra le maglie della Agenzia delle entrate. Il  lavoro è messo a rischio infortuni troppe volte e troppe sono le volte che viene dimenticato dal legislatore se non addirittura rimosso. Il tutto mentre questi lavori edili vengono alla fine premiati con significativi e forti incentivi fiscali .

Una vergogna politica e istituzionali senza pari .

Ristrutturazioni ,110% , piano facciate 90% ,tutti elementi che dovrebbero essere certificati con intreccio sul tema della corretta applicazione della tutela della sicurezza dei cantieri .

Non può prevalere sempre la burocrazia e la furbizia delle procedure zoppe, sconclusionate e per nulla efficaci .

Sono molte le dissonanze che vanno registrate e messe in armonia all’interno delle istituzioni .

Furbizie volute ? Forse si, perché, come sosteneva Andreotti :”A pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina “.

Un tema che certo non riguarda solo la città di Milano – anche se il fenomeno è impressionante – ma anche moltissime altre città .

Non esiste trasparenza senza uno strumento di reale verifica sugli effetti dei benefici fiscali in gioco e questo è un tema che spetta all’agenzia delle entrate intervenire come forza sinergica efficace.

Milano pone oggi sul tappeto il bisogno di una “riflessione strategica “ che deve andare nella direzione opposta “della pietosa “richiesta al governo di condono fatta dal sindaco Sala .

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

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