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L’ULTIMA VERGOGNA DI BIDEN, GRAZIATO FAUCI

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Joe Biden ha graziato il dottor Anthony Fauci, il generale in pensione Mark Milley e i membri del comitato della Camera che ha indagato sull’attacco del 6 gennaio al Campidoglio, usando i poteri del suo ufficio nelle sue ultime ore per proteggersi (non proteggerli)  da una potenziale “vendetta” da parte della nuova amministrazione Trump.

E’ la stessa logica della grazia al figlio per evitare che sei metta il naso su di lui per gli affari con Cina, Russia e, soprattutto Ucraina.

Che Joe Biden sia stato il peggior presidente degli Stati Uniti non v’è dubbio, ma che abbia voluto esserlo fino all’ultimo respiro è davvero straordinario.

Dei graziati dell’ultima ora, Mark Milley, che si è ritirato nel 2023 dalla carica di presidente degli Stati Maggiori Riuniti, è stato a lungo bersaglio degli attacchi repubblicani sul ritiro delle truppe dall’Afghanistan. In seguito ha definito Trump un fascista per la sua condotta e per la responsabilità dell’assalto al Campidoglio.

Fauci, ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, è sotto inchiesta da tempo per le sue responsabilità in relazione ai laboratori gain of function, ossia per i laboratori che trasformano virus che attaccano animali in virus letali per gli esseri umani.

Ovviamente, data la montatura della Commissione del congresso sui fatti del 6 gennaio al Campidoglio, voluta da Nancy Pelosi, Biden ha messo al sicuro anche i membri di questo teatrino che non è servito a fermare la vittoria di Donald Trump.

“L’emissione di queste grazie non dovrebbe essere confusa con un riconoscimento che un individuo abbia commesso un illecito, né l’accettazione dovrebbe essere fraintesa come un’ammissione di colpa per un reato”, ha affermato Biden in una dichiarazione. “La nostra nazione ha un debito di gratitudine nei confronti di questi dipendenti pubblici per il loro instancabile impegno nei confronti del nostro Paese”.

E invece è proprio così, come per suo figlio, come per le medaglie a Soros.

Biden mette al sicuro o premia i componenti di una gestione, la sua, disastrosa da tutti i punti di vista e che si chiude con la massima porcheria, la grazia preventiva ad un uomo che deve essere indagato, non tanto per spirito di vendetta, ma per necessità di trasparenza e di verità su una delle vicende più schifose che ha coinvolto milioni di persone, portandole alla morte: la pandemia da Covid.

“Si tratta di circostanze eccezionali e non posso in coscienza non fare nulla”, ha detto Biden, aggiungendo che “anche quando gli individui non hanno fatto nulla di sbagliato – e in effetti hanno fatto la cosa giusta – e alla fine saranno scagionati, il semplice fatto di essere indagati o perseguiti può danneggiare irreparabilmente la reputazione e le finanze”.

Fauci è stato direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases presso i National Institutes of Health per quasi 40 anni, anche durante il mandato di Trump, e in seguito è stato il principale consulente medico di Biden fino al suo pensionamento nel 2022. Ha contribuito a coordinare la risposta della nazione alla pandemia di COVID-19 e ha suscitato l’ira di Trump quando si è opposto alle sue idee di salute pubblica non testate.

“Nonostante i risultati che i miei colleghi e io abbiamo ottenuto nel corso della mia lunga carriera di servizio pubblico, sono stato oggetto di minacce di indagini e procedimenti giudiziari motivate politicamente”, ha affermato Fauci in una dichiarazione. “Non c’è assolutamente alcuna base per queste minacce. Voglio essere perfettamente chiaro: non ho commesso alcun crimine”.

La decisione di Biden si basa sul timore che Donald Trump abbia una lista di nemici piena di persone che lo hanno ostacolato politicamente o hanno cercato di ritenerlo responsabile per il suo tentativo di ribaltare la sconfitta alle elezioni del 2020 e per l’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 6 gennaio 2021.

Proiezione psicologica degna di un pensiero che rivela il livello morale di chi ha occupato la Casa Bianca per quattro anni da presidente e per otto da vice presidente.

Biden ha trascorso anni ad avvertire che l’ascesa di Trump alla presidenza sarebbe stata una minaccia per la democrazia.

Per le grazie dell’ultima ora Biden ha ricevuto critiche anche dal suo stesso partito, in particolare per il pericolo di creare dei precedenti. Il senatore democratico Adam Schiff, anch’egli membro della commissione del 6 gennaio, ha espresso le sue preoccupazioni e ha dichiarato: “Il precedente di concedere amnistie a tappeto, amnistie a tappeto preventive all’uscita di un’amministrazione, credo sia un precedente che non vogliamo creare”.

Impedire qualsiasi eventuale indagine sulla gestione dell’emergenza COVID (e della campagna vaccinale) di Fauci, così come “proteggere” l’azione del Comitato su Capitol Hill, che voleva portare alla sbarra il leader repubblicano, sono un modo di “rispondere” piuttosto anomalo alla richiesta di non avere presidenze americane con poteri “illimitati”, ovviamente rivolta al suo successore.

La grande porcheria, comunque, non riguarda le altre grazie, ma quella concessa a Fauci, in quanto non solo tenta di evitare indagini sul Covid, ma mette al sicuro quelle possibili sui vaccini, che coinvolgono Big Pharma e i rapporti tra le grandi case farmaceutiche con i Dem.

Finalmente Joe Biden se ne è andato, ieri, quando Donald Trump ha preso possesso della carica di Presidente, ma lascia con vergogna.

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  • Redazione

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