
Il presidente della Corea del Sud Yoon Suk Yeol ha dichiarato la legge marziale di emergenza, affermando che la misura è necessaria per proteggere il Paese dalle “forze comuniste”.
“Per salvaguardare una Corea del Sud liberale dalle minacce poste dalle forze comuniste della Corea del Nord e per eliminare gli elementi anti-Stato…dichiaro con la presente la legge marziale di emergenza”, ha affermato Yoon in un discorso trasmesso in diretta televisiva alla nazione.
“Per salvaguardare una Corea del Sud liberale dalle minacce poste dalle forze comuniste della Corea del Nord”, questa è stata le motivazione vera addotta dal presidente.
Il parlamento è riuscito però a riunirsi e a votare contro.
Il Parlamento sudcoreano è stato bloccato e tutte le attività politiche vietate mentre gli elicotteri dell’esercito sono atterrati sul tetto dell’edificio. L’opposizione, rappresentata dal Partito democratico, ha invitato tutti i suoi deputati a riunirsi davanti alla sede del parlamento, dove al momento sono in corso scontri con la polizia, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap.
I deputati si sono comunque riuniti per bloccare la legge marziale. Con un’ampia maggioranza, 190 voti a favore su 300 (l’opposizione dispone di 170 seggi), l’Assemblea nazionale ha votato a favore del ritiro della dichiarazione.
Per legge Suk Yeol deve conformarsi alla decisione del Parlamento. Ma l’esercito ha dichiarato che “farà rispettare la legge marziale finché non verrà revocata dal presidente”.
Diversi membri del partito del presidente, il Partito del potere popolare, sono in disaccordo con la decisione. Tra loro c’è anche il leader del Partito, Han Dong-hoon, che in un post su Facebook ha sottolineato come la legge marziale sia sbagliata, affermando che intende “collaborare con i cittadini per fermarla”.
Intanto il won sudcoreano è sceso all’improvviso del 2 per cento (a 1.433 won per dollaro), dopo l’annuncio di Suk Yeol.
Il ministro della Difesa Kim Yong Hyun ha fatto sapere che tutte le forze armate nazionali sono state poste in stato di massima allerta in risposta alla direttiva del presidente. “Nel pomeriggio del 3 dicembre, il ministero della Difesa ha tenuto una riunione dei principali comandanti di tutte le forze armate e ha dato istruzioni di passare a un regime di servizio di emergenza e di rafforzare la prontezza al combattimento”, si legge nel comunicato.
Tra le accuse rivolte all’opposizione quella di controllare il parlamento, simpatizzare con la Corea del Nord e paralizzare il governo con attività anti statali.
Yoon ha fatto l’annuncio durante un briefing trasmesso in televisione, definendo la misura come cruciale per difendere l’ordine costituzionale del Paese. Non è ancora chiaro come questi provvedimenti influenzeranno la governance e la democrazia del paese.
Dalla sua vittoria alle elezioni nel 2022, Yoon ha affrontato difficoltà nel portare avanti le sue iniziative a causa di un parlamento controllato dall’opposizione.
L’indice di approvazione di Yoon è diminuito negli ultimi mesi. Il Partito del potere popolare, di orientamento conservatore e guidato da Yoon, si trovava in stallo con il Partito democratico di opposizione in merito al disegno di legge sul bilancio per il prossimo anno.
Inoltre, Yoon ha respinto le richieste di indagini indipendenti sugli scandali che coinvolgono sua moglie e alti funzionari, attirando rapide e forti critiche dai suoi avversari politici. Il Partito Democratico ha convocato una riunione d’emergenza dei suoi parlamentari in seguito all’annuncio di Yoon.
Maggioranza e opposizione in Corea del Sud sono unite nel condannare la legge marziale dichiarata dal presidente Yoon Suk-yeol.
Han Dong-hoon, il leader del Partito del Potere Popolare al potere a Seul, ha definito “sbagliata” la mossa e ha assicurato che “la bloccherà” con il sostegno della gente, in base a una nota diffusa a stretto giro dal messaggio tv di Yoon.
Dello stesso tenore la risposta del Partito democratico, forza principale d’opposizione, che ha parlato di azione “incostituzionale”, chiamando una convocazione d’urgenza dell’Assemblea nazionale, il parlamento di Seul.





