Home Politica estera L’IMPOTENZA GIURIDICA DI UN’EUROPA ALLO SFASCIO

L’IMPOTENZA GIURIDICA DI UN’EUROPA ALLO SFASCIO

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Israele rifiuta l’autorità della Corte penale internazionale e la legittimità degli ordini di arresto. Lo dice in un comunicato ufficiale. E fin qui niente di nuovo sotto il sole.

La novità arriva da Parigi, che ha messo in chiaro che l‘immunità impedirebbe nel suo territorio gli arresti voluti dalla Corte.

Il portavoce del ministro degli esteri francese Jean Noel Barrot ha detto chiaramente che uno Stato non può essere costretto ad agire in modo incompatibile con i suoi obblighi in base al diritto internazionale per quanto riguarda le immunità e che tali immunità si applicano al primo ministro Netanyahu e agli altri ministri coinvolti.

Detto in estrema sintesi, tutto questo sottile disquisire si traduce nel fatto che quanto decide la Corte penale internazionale è pura propaganda ad uso e consumo dei media.

La Corte non ha una propria polizia in grado di eseguire i mandati di arresto che, peraltro, sarebbero eseguiti nel territorio governato dall’imputato. Li vedete i poliziotti Cpi che arrestano Putin a Mosca o Netanyahu a Tel Aviv?

Il compito passa pertanto agli Stati aderenti, i quali, come si vede, non hanno la minima intenzione di eseguirlo e si trincerano dietro l’immunità.

La Corte penale internazionale, conseguentemente, è un ente inutile, costoso a da abolire.

L’immunità diplomatica, come spiegano i testi giuridici, comporta l’inviolabilità personale (particolari misure protettive e divieto di procedere con fermi, arresti o perquisizioni) e l’inviolabilità domiciliare.

Antonio Tajani, chiudendo il G7 degli Esteri si è mosso sul filo fragilissimo per illustrare la posizione italiana sui mandati d’arresto spiccati dalla Corte. «Rispetteremo il diritto internazionale», ha ribadito, accompagnandolo con molti “se” e “ma”.

«Bisogna capire di che diritto si parla”, per cui, secondo il ministro, «bisogna capire se le alte cariche dello Stato godono dell’immunità, e poi se le decisioni della Corte valgano anche per Paesi non firmatari (della Convenzione di Roma, ndr): insomma, ci sono molti dubbi giuridici».

Senza contare che al piano della teoria giuridica va affiancato quello della realtà: «Netanyahu in ogni caso non andrà mai in un Paese dove potrebbe essere arrestato. E poi, anche fosse, chi lo arresterebbe? La procedura è complessa, ci vuole il mandato di un magistrato, poi qualcuno che esegua effettivamente l’arresto; e si tratta di un capo di governo straniero, non di un privato cittadino. È un periodo ipotetico, una decisione inattuabile».

E’ opinione diffusa che gli organi dello Stato possano beneficiare di due diversi tipi di immunità dalla giurisdizione straniera: immunità di carattere funzionale (ratione materiae) e immunità di carattere personale (ratione personae).

L’immunità funzionale copre le attività svolte dagli organi nell’esercizio delle proprie funzioni e permane dopo la cessazione dalle funzioni. La ratio di questa norma risiede del fatto che le attività svolte in veste ufficiale dagli organi dello Stato sono svolte per conto dello Stato di appartenenza, che è il vero titolare dell’immunità e che può rinunciarvi.

Le immunità personali sono poste a beneficio di alcune specifiche categorie di organi dello Stato in ragione della posizione da questi ricoperta: agenti diplomatici, capi di Stato, capi di governo e ministri degli esteri. Le immunità personali sono molto ampie e coprono ogni tipo di attività svolta dagli organi che ne beneficiano, inclusi gli atti compiuti in veste privata. Si tratta di immunità di carattere temporaneo, di cui gli individui-organi cessano di godere non appena cessano dalla carica. La ragion d’essere di questo tipo di immunità risiede nel principio della “necessità funzionale”, cui spesso si fa riferimento con la formula ne impediatur legatio o ne impediatur officium, vale a dire la necessità che questi organi possano svolgere in piena libertà le loro funzioni, che sono cruciali per il buon andamento delle relazioni internazionali. Le immunità personali includono inviolabilità personale, immunità assoluta dalla giurisdizione penale e ampia immunità dalla giurisdizione civile.

Inutile dilungarsi in sottigliezze giuridiche. Quello che emerge è il combinato disposto di impotenza e di inutilità della Corte penale internazionale, che qualcuno vorrebbe come organo di politica internazionale e che, nei fatti, viene ridotta a mero strumento di propaganda.

Che l’Europa ospiti una serie di organismi che servono a propagandare le opinioni del globalismo mondialista, con i suoi corollari ideologici, è ormai cosa nota.

Il tema all’ordine del giorno è se possiamo permetterci ancora a lungo di perdere tempo con organismi inutili, impotenti e, conseguentemente dannosi, quando si dovrebbe mettere in atto, in tutto il suo possibile dispiegamento, l’intervento diplomatico degli Stati.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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