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INTELLIGENZA ARTIFICIALE SINGOLARE O PLURALE?

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di Fabrizio Abbate*

Ormai non passa giorno che non si legga di Intelligenza Artificiale.

Molti la temono ma moltissimi  ne vedono i lati positivi  e cominciano ad usarla.

Alcuni paventano le conseguenze vicine (minacce a occupazione e  privacy) altre quelle lontane ( cosa succede se l’I.A. si rende autonoma, anche parzialmente?) come si mettono  le regole giuridiche? E quelle etiche?

Ma noi qui vogliamo affrontare un tema preliminare (basilare però per tutte le successive valutazioni) e precisamente perché si parla sempre di I.A.  (al singolare) mai al Plurale?

Potrebbe sembrare un’astrazione, e quindi normale, ma il fatto è che quando si parla di umani l’astrazione è rara, nella maggioranza dei casi l’intelligenze sono singole, identificate, raramente astratte, viene sempre in rilievo un autore, una linea di Pensiero o di filosofia specifica, una proposta o risposta o affermazioni identificate in una specifica forma: non si parla cioè normalmente di Intelligenza Umana in astratto.

E’ una semplice questione linguistica? Forse no.

Nel precedente Articolo (http://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20731-intelligenza-artificiale-alcuni-temi-da-chiarire.html) abbiamo visto che vi è una commistione  semantica tra tecnologia super intelligente e I.A. che autoapprende, ed abbiamo avanzato l’ipotesi che la confusione  non sia casuale, perché induce in errore.

Vi è confusione tra benefici e rischi (che non sono affatto analoghi nei due casi). Vi è confusione nei vincoli giuridici o etici che possano essere previsti, ma in modo assai differente, nelle due tipologie.

 E la duplice confusione  fa sì che quando si ascoltano tesi e dibattiti non si capisce se gli  autori (singoli umani quindi  varie tesi)  facciano riferimento all’una o all’altra definizione di IA.

Il risultato è seminare confusione ed incertezza nel pubblico, perche alcuni vantaggi si riferiscono alle tecnologie, non all’IA che autoapprende (cosidetta generativa) e che quindi puo in vario modo scegliere.

Ora vediamo che altra confusione può nascere dall’uso (costante) del singolare  riferito all’I.A. che fa credere vi sia un’unica linea possibile di intelligenza.

Scritti, commenti, report potrebbero essere perfettamente logici se individuassero  specificatamente il tipo di I.A. a cui vengono applicati.

Invece inesorabilmente parlano di I.A. in generale sottintendendo che essa è UNICA.

E se essa è unica  ciò che dice si può far passare per verità, anche se una verità per ora imprecisa, presto potrà  diventare verità assoluta perché nessuno avrà il coraggio e la voglia  di smentire un algoritmo che batte tutti  per velocità di assemblaggio e numero di testi consultabili.

Ecco il problema.

Questo tema è stato da noi affrontato nella saga del Neoevo che è appunto (non a caso) l’età dell’I.A.

Nella saga il tema è stato posto in tutto il giallo (paradossale, grottesco e ironico) Extrafallaces.https://youtu.be/TL_S4JY9trs?si=dPRLqntFiRioMMUw.

Il metodo di trattazione è leggero e giocoso, perché non si vuole spaventare ma indurre  a riflettere  https://www.sovranitapopolare.org/2024/05/20/libri-e-letture-imperdibili/.

E dunque l’I.A.viene tradotta in un soggetto: L’ALGORITMO SUPREMO e viene mostrata in tutte le sfaccettature possibili. Dal paleo Algoritmo, agli algoritmi corrotti, dall’Algoritmo pentito (non a caso chiamato Omonimus) a quello impazzito. La trama del giallo ruota tutto attorno a questi temi, non solo l’Algoritmo Supremo (già il nome tutto un programma) tiene nascoste le vere cause delle disfunzioni dei sistemi elettronici ,avanzando scuse provvisorie che servono a nascondere qualcosa di moltopiu importante.

Astrolia (l’eroina femminile  che lotta per le libertà) si mette alla ricerca  e man mano scopre  che vi possono essere più algoritmi supremi ( in lotta fra loro?). Inoltre,  gli oligarchi  dei due gruppi che si contendono il potere, incontrano in due occasioni diverse l’Algoritmo Supremo (perché si combattono ed ognuno crede di avere il controllo dell’I.A.) ma i due incontri hanno andamenti diversi. Cosa succede? Nella scena madre del giallo i protagonisti si incontrano  nella cappella sistina e si scopre  che gli algoritmi supremi forse sono due.

Quindi ci sono due verità! Ma se sono due possono essere 10/100! E quindi nessuna verità … o meglio la libertà di scegliere quale sia la verita. Non ci addentriamo oltre nel libro EXTRAFALLACES   https://amzn.eu/d/4EhUeAd.

Lo abbiamo fatto non per divagare, ma per mostrare che il giallo aldilà della forma leggera e allegorica è fatto appositamente per suscitare riflessione e dibattito.

Torniamo dunque al discorso della pluralità di I.A. e ci  poniamo la domanda di come mai non venga sottolineata questa versione plurale e si parli sempre e solo di Intelligenza Artificiale ( singolare generico) come fosse unica impostazione.

L’interrogativo che si voglia preparare l’opinione pubblica  ad accettare un’unica verità, cioè un’unica visione del mondo, è ben presente (tenendo conto dei riferimenti sopra segnalati).

Infatti da un lato, fin da oggi sono presenti varie versioni di I.A. (ed altre ve ne saranno) dei maggiori player, cioè le multinazionali dell’informatica e dei social che già si combattono per avere il predominio.( google, chatgtp, etc etc )

Una prima forma di Pluralismo? Forse, ma non basta.

L’I.A. che viene diffusa oggi in occidente, ha tre gradini di complessità almeno: quella diffusa al pubblico è versione molto primitiva ed elementare. Quella  professionale è già più complessa. C’è quella poi (celata dai grandi player) che consente loro di gestire il sistema, che normalmente non viene rilasciata, o comunque pubblicata solo  dopo molti anni , quando sara obsoleta(per mantenere il vantaggio competitivo e il controllo del sistema).

Questo livello è il più complesso e poco conosciuto (segreto industriale) e già ciò dovrebbe far riflettere. Ma sopra questi livelli ve ne è uno molto soverchiante e decisivo: l’I.A.militare e di Intelligence.

Questo è il vero livello segreto di controllo, ma non viene mai menzionato ed approfondito nei commenti generali che tendono a far credere ad una distinzione netta tra IA civile e militare. Se si volesse approfondire questo aspetto ci si dovrebbe chiedere che regole possono essere applicate sia giuridiche che etiche ad un iA che abbia entrambe le valenze, perche una netta separazione non sembra possibile. E qui ci fermiamo.

in campo di I.A. non sembra possibile distinguere chiaramente una civile da una militare nel senso che quella militare potra essere applicabile in parte o in toto agli spazi civili (e sarà applicata in concreto, in caso di emergenza, ma già oggi circola e dunque?)

Al momento lasciamo in sospeso il tema per riprendere l’esame dell’I.A. singolare o plurale.

Abbiamo visto  che la  segmentazione di livelli e di Players  induce gia adesso a parlare di I.A. al Plurale, ma non basta, pur diverse queste I.A. dei grandi players hanno  comunque una matrice comune l’impostazione occidentale di testi, criteri, tesi, idee e valori su cui è stata addestrata.Essa è il portato della così detta globalizzazione che fino a pochi anni fa era un assioma. rispondeva infatti ad una adesione/sottomissione ai valori culturali dell’Occidente (USA, NATO, OMS). Chi voleva entrare nel la globalizzazione e nello sviluppo globale, doveva  accettare quei valori, che nel frattempo però, da una matrice libertaria erano virati ad un modello ideologico standard (che noi chiamiamo GLOBALESIMO  per distinguere dal fatto concreto del Globalizzare). Questo movimento (cultura WOKE, Pensiero Unico, Politicamente corretto, Cancel Culture etc. etc.) corrispondeva ad una visione del mondo unipolare valida fino a pochissimi anni fa. Ma adesso, in piena  pandeguerra mondiale è ancora una visione accettabile? Pandeguerra che ruota proprio intorno al confronto se il mondo sarà unipolare o multipolare?

L’esito della Pandeguerra deciderà questo (come avvenne con la guerra dei 30 anni in Europa). Ma nel frattempo è credibile che altri mondi (fuori dall’occidente che continua a credersi tutto il mondo) accetteranno un’unica I.A. di matrice nato/occidentale? Non è  forse probabile che sviluppino altre tipologie  di I.A., addestrata su diversi dati, diversi criteri e diversi valori?

E magari è possibile che già oggi stia avvenendo e non ce ne accorgiamo. i Brics, la Cina, l’India. La Russia, gli Arabi etc non cercheranno di sviluppare sui temi sociali e culturali una propria autonoma versione di IA?

Ecco quindi che l’interrogativo iniziale per noi volge verso l’ipotesi di un INTELLIGENZA ARTIFICIALE PLURALE (IAP) che sarebbe molto più coerente con un mondo multipolare che per ora si sta avviando?

Da qui l’osservazione che coloro che parlano di I.A.(tecnici, esperti, filosofi, commentatori) dovrebbero enunciare a cosa e a quale I.A. si riferiscono i loro commenti, altrimenti sembrano campati in aria. E soprattutto dovrebbero tenere presenti vari ambiti differenziati di IA che chiameremo dinastie di Intelligenza artificiale per sottolineare che come gli antichi reami, saranno diverse in varie aree, senza essere necessariamente legate al singolo paese, bensi ad aree omogenee guidate da dinastie culturali omogenee. Il futuro prossimo ci dara una risposta, ma gia fin da oggi possiamo notare che proprio l’IPOTESI di I.A. PLURALE forse offre una chiave di soluzione per la libertà nel futuro  https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/cultura/16449-extrafallaces-un-giallo-imperituro.html.

E questa è la tesi conclusiva del giallo EXtrafallaces, in cui Astrolia difende con successo le libertà nel Neoevo (età dell’I.A.) https://youtu.be/E72sphfmOK0?si=BiHqJZZgP8csNFDb.

La possibile conclusione di questa ipotesi nel prossimo articolo, in cui capire che spazio ci sarà nel neoevo per la liberta.

https://www.calabriareportage.it/un-giallo-futuristico-che-riflette-sullintelligenza-artificiale-extrafallaces/?fbclid=IwAR1BbThHZIW9mV88k7IwLyyrTssQOJkz6dluAfhUP5FbTrP1S8E4zyuaDII&amp=1

Sono questi i temi che il salotto letterario dell’ENIA (ente nazionale intelligenza artificiale) intende discutere.

* Presidente salotto IA  ENIA

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  • Redazione

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