
di Alessandro Roazzi
La nascita del “governo” Trump si presta a molte letture, difficile per me capirci qualcosa. Si intravede però a quanto leggo una sorta di limatura delle grida di allarme di questo periodo.
Intanto al Tesoro, a quanto pare, andrà non un ribelle ma una persona non sgradita da Wall Street, tanto per gradire. Trump non dimentica di essere quel…riccone che è.
Poi sarà pure una mera forma di convenienza ma la sottolineatura del ruolo della NATO non è da trascurare anche se fosse più volta verso …il Pacifico che verso l’Atlantico, in quanto sarebbe complicato anche per il tycoon stracciare legami secolari con il…vecchio mondo.
Certo resta un personaggio divisivo che fa dire ad uno scrittore famoso “non ci parliamo in famiglia”, cosa che in Italia sarebbe una benedizione visto che indicherebbe una attenzione generale alle prospettive comuni della nostro consesso socio politico…invece che la fuga dal voto. Fra litigio e indifferenza…buono il primo.
La scelta di fondo forse sarà quella di tentare da parte degli USA di rimettere al primo posto la politica senza rinunciare al ricorso alla deterrenza, ma rovesciando il rapporto con la politica come priorità. E pare un percorso in salita.
Trump, si dice, ha sempre l’uomo più’ ricco del mondo dalla sua parte con la proverbiale e controversa fantasia. Anche Trump ha il suo…””Tremonti” creativo?
Vedremo, la creatività può perdersi per strada nell’impatto con la realtà, per ora è inutile esercitarsi in anatemi, anche perché negli USA il partito democratico è probabilmente impegnato nella traversata del deserto…Ed il mondo non sta proprio molto bene…





