
John Elkann e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con il sostegno di Romano Prodi, nei giorni scorsi si sono precipitati, in nome della cultura e con il vessillo di Marco Polo in mano, dal presidente della Cina Xi Jinping.
In realtà sotto il nobile vessillo di Marco Polo -ne dà notizia il giornale La Verità con Tobia De Stefano ,un giornalista sempre attento a ciò che sta avvenendo nel mondo Stellantis- la vista in Cina e l’incontro della delegazione con Xi Jinping era propedeutica per preparare per Stellantis una comune strategia futura, utilizzando l’influenza cinese in Africa per pensare di ridisegnare lo sviluppo del settore auto ex Fiat utilizzando l’Africa come riassetto epicentro della strategia del gruppo Italo francese Stellantis .
Di fatto questo significherà un notevole depotenziamento nelle fabbrichi dei paesi europei, a partire dall’Italia e dalla Polonia .
I segni sono da tempo evidenti. Se si osserva come già si stanno sviluppando gli stabilimenti in alcuni paesi del nord Africa, risulta del tutto evidente che l’interesse è legato ad un rapporto più funzionale alla vicinanza delle materie prime – dove in Africa la Francia ha completamente perso peso politico e influenza geopolitica- e dove la Cina ha coperto il vuoto francese e quindi oggi Xi Jinping appare di fatto più attivo e interessato a utilizzare lacune e contraddizioni di una politica europea dell’auto in profonda crisi .
Cosa significa tutto questo ? La trama che da tempo si evidenzia potrebbe molto utile anche osservare le mosse costanti del segretario della Cgil Maurizio Landini a favore di John Elkann: andando oltre il fumo che nasconde convergenze indigeribili si ritrova un obbiettivo comune .
Usare il futuro della crisi dell’auto in Europa per puntare su giochi più rischiosi e convergenze innaturali sul piano della geopolitica .
Questo vorrebbe essere la lettura politica del viaggio di Marco Polo che nasconde la speranza fantasiosa di un cambio strategico un nuovo avventuroso “paradigma “basato su alleanze internazionali in politica estera sotto la benevolenza dell’alto Colle .
I fatti sono sotto gli occhi di tutti e pensar male diceva Andreotti si fa peccato ma spesso si indovina .
Quelle che si preparano nei fatti sono alleanze variabili, instabili e pericolose.
Per esempio esistono forze politiche in Europa che vorrebbero utilizzare il Wto con il fine di manipolare implicitamente la natura dell’alleanza della NATO ?
Oppure per rendere insignificante sul piano istituzionale e politico il ruolo di un’Europa che puntando tutte le carte politiche sulla scelta del green deal di fatto ha fatto in passo verso un baratro che rischia di portarla all’implosione?
Essendo abituati ad assistere ad una politica che traduce azioni mirate quasi esclusivamente ad un trasformismo costante, l’unico strumento per capire è legato alla cultura della verifica: una verifica che stampa e tv si rifiutano di mettere in pratica con un minimo di onestà culturale. Ci troviamo ad osservare invece che prevalentemente sviluppano solo narrazioni più o meno tossiche o propagandistiche .
Le alleanze internazionali valgono per l’Italia solo se ci sono amici personali alle leve di comando ? Sarebbe un gioco se ciò avvenisse molto ma molto pericoloso.
La riflessione politica della realtà oggi non è più evitabile .
Trump in America ha stravinto, conquistando democraticamente tutte le istituzioni di governo del Paese che è alla guida della Nato. Piaccia o meno, questa è la realtà .
Elon Musk nel governo userà tutti gli spazi per stimolare la cultura della verifica utilizzando il cielo per controllare la terra .
La politica dell’auto sarà sicuramente un osservato speciale, Stellantis compreso .
Detto ciò, osservo facendo un “esame di realtà “, che questo aggregato politico industriale e sindacale ha investito nel tempo contro se stesso ,perché ha sempre operato pensando che il potere stesse nella capacità di manipolazione, negando ogni momento di quella verifica che porta alla consapevole crescita in consapevolezza .
Così le visioni ideologiche implodono e fanno molto male .
Manie di onnipotenza fasulle ,che hanno bisogno di un arbitro “amico “ che manipola e possa proteggere, anche senza uno straccio di idea o di progetto . Magistrati costruiti con il sostegno di borse di studio , già negli anni 1970/73 ,il periodo dove fiorirono i pretori d’assalto che poi si sono trasformati in molti in procuratori della Repubblica nelle più importanti piazze politiche italiane .
Lo stesso dicasi dell’uso selvaggio degli “ottimati “ Monti , Ciampi ,Draghi per un uso improprio delle istituzioni .
Su questo versante inciampò per la verità anche Bettino Craxi con Giuliano Amato, fonte primaria di tanti guai .
Oggi specialmente si fanno i conti con lo snaturamento politico della socialdemocrazia europea con il green deal, le politiche sovietiche di pianificazione e la scelta marcata dell’alleanza con la tecno – finanza e delega politica implicita a George Soros .
Oggi il suicidio di una certa presunta sinistra sta per giungere alla meta con lo stessa protervia usata con il prossimo.
Perché ?
Perché oggi la verifica e il controllo non sono merce in gestione a soggetti pavidi ,che occupano a comando o sotto ricatto nelle istituzioni conosciute come classiche. Si sta aprendo una nuova era che dà priorità al cielo . Avanza con un controllo di migliaia di satelliti che impone, nel bene e nel male, “la cultura della verifica “ ,giorno dopo giorno in ogni luogo della terra .
Questo fattore nuovo produce ansia e incertezza ,ma nel mondo dei truci della politica perversa crea costantemente depressione senza possibilità di sbocco.
Quindi produce l’effetto di un’impotenza totale sul tradizionale vecchio mondo della politica della finanza e del mondo industriale monopolistico.
L’esame di realtà – oggi obbligato – se fatto con onestà e consapevolezza può rappresentare una risorsa importante e positiva da allenare e valorizzare come investimento culturale di sicura crescita .





