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IL MURO DI BERLINO E LA MANIPOLAZINE DEI SOLITI NOTI

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di Vito Schepisi 

Chi è nato nel terzo millennio non immagina neanche cosa sia stato il Muro di Berlino.
L’informazione oggi, se non riferita a questioni d’attualità, di gossip e di effimero, e se non rientra nell’interesse del mainstream, non esiste.
C’è stata una pressione silente, violenta e vile che ha provato, e ci prova ancora, a cancellare quella storia del passato che può ancora provocare imbarazzi e condanne.
Solo quella narrazione, in cui la parte politica che compila le pagelle di merito vanta legittimità e primati, pur nascondendo molte viltà ed orrori, è posta ripetutamente e per buona ragione all’attenzione del Paese.
L’antifascismo è una storia dell’Italia libera e democratica, e non si può concedere a nessuno alcuna paternità ed alcuna esclusività.
Anche la lotta partigiana è collettiva e non è stata solo storia di eroismi, e le non poche ombre grigie pesano ancora nella coscienza di chi ancora strozza e comprime tante verità nascoste, impedendone persino la divulgazione. Giampaolo Pansa ha dovuto subire più d’un ostracismo a suo danno.
L’antifascismo in Italia, nonostante siano passati 80 anni dalla caduta del regime fascista, è ancora usato per opporsi al pluralismo democratico, paventando ipotetici rigurgiti per delegittimare gli avversari politici.
Le brutalità e le violenze dell’altro orrore del secolo scorso, invece, e benché non diverse dallo spessore d’efferatezza e crudeltà del fascismo, registrano meno preoccupazioni, quasi fossero lontane nel tempo e definitivamente sopite … come la guerra tra Sparta e Atene o quella tra Roma e Cartagine.
Nella notte tra il 12 ed il 13 agosto del 1961 a Berlino fu eretto un Muro che tagliava in due la Città.
Con la Conferenza di Jalta del 1945, infatti, Berlino venne divisa in 4 quattro settori: la Francia controllava la parte nord-occidentale, l’Inghilterra quella occidentale, gli USA quella sud-occidentale, mentre tutta la parte orientale fu posta sotto il controllo dell’Unione Sovietica.
Quella barriera innalzata ai confini della parte di Berlino controllata dall’URSS, aveva diviso le famiglie, le amicizie, i sentimenti, gli interessi e le abitudini quotidiane che normalmente coinvolgono le comunità urbane.
Prima il filo spinato, posto all’improvviso nella notte, e poi i blocchi di cemento, i cavalli di frisia e le barriere d’alta tensione.
Anche gli interni degli edifici furono murati, separando le famiglie.
I berlinesi che si frequentavano, che si parlavano, che lavoravano insieme, che intrecciavano rapporti tra loro, d’improvviso dalla sera alla mattina non potevano più farlo.
Sono stato a Berlino nell’agosto del 1971, dieci anni dopo l’erezione del Muro, nella notte tra il 12 ed il 13 agosto del 1961.
Ho attraversato il Muro per recarmi nel settore Est sia il 12 che il 13 agosto del 1971.
Il 12 agosto, con un permesso che scadeva a mezzanotte, le prove della sfilata militare del giorno successivo m’impedivano l’accesso alla Friederich Strasse – ove c’era l’unico passaggio per accedere alla metro che riportava turisti e stranieri ad Ovest – ho rischiato la chiusura del varco.
Il 13 agosto del 1971 la Berlino comunista, con una oceanica parata militare, celebrava la divisione della città: celebrava il Muro!
Ero là anche il 13 agosto mattina per registrare nei miei ricordi un episodio della Storia: Erich Honecker che dal palco sulla Unter den Linden celebrava l’erezione (10 anni prima) del Muro.
La sua voce era severa, dura, autoritaria. Non avevo mai visto e sentito niente di simile dal vero.
Non capivo le parole ma ne interpretavo la violenza.
Mi venne in mente il discorso che John Fitzgerald Kennedy, Presidente USA, pronunciò il 15 giugno del 1963 durante la sua visita a Berlino: “Ci sono molte persone al mondo che non comprendono, o non sanno, quale sia il grande problema tra il mondo libero e il mondo comunista. Lasciateli venire a Berlino! … Ich bin ein Berliner! (sono un berlinese)”.
Mi sono sentito berlinese anch’io!
Su quel Muro che ho avvicinato e toccato dalla parte Ovest (dalla parte Est non ci si poteva avvicinare e chi provava ci rimetteva la vita) i morti (ufficiali) sono stati 140, mentre sono stati circa 5.000 coloro che in numerose eroiche imprese sono riusciti a superarlo per raggiungere la libertà in Occidente.
Il 9 novembre del 1989, dinanzi al grido di libertà dei berlinesi, a cui s’unì quello dell’intero mondo, veniva giù il Muro, travolto dalle contraddizioni e dal fallimento del nuovo regime d’orrore che, imposto dall’URSS nell’Est ‘Europa, s’era sostituito al nazifascismo.
Quel Muro, abbattuto dal vento della LIBERTA’, era rimasto in piedi per 28 lunghi anni.
Oggi, 9 novembre 2024, sono trascorsi 35 anni dal 9 novembre del 1989, quando Berlino ed i berlinesi, superando tantissimi ostacoli, si sono uniti in un’unica Città.

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