
La notizia è che nell’ultimo rapporto pubblicato dall’Ecri, la commissione antirazzismo del Consiglio d’Europa, viene denunciata la profilazione razziale da parte dei corpi di pubblica sicurezza italiani. Al governo la richiesta di “istituire un organismo per le pari opportunità pienamente indipendente”.
L’indegna accusa nei confronti dell’Italia è del tutto consona ad un organismo di parte, largamente infiltrato da George Soros e dai suoi molteplici tentacoli.
Il Consiglio d’Europa, va chiarito, è un’organizzazione internazionale, con sede a Strasburgo, che riunisce 46 paesi europei. La sua missione è quella di promuovere la democrazia e di proteggere i diritti umani e lo stato di diritto in Europa.
Nulla a che fare con il Consiglio europeo, istituzione dell’Unione europea, composta dai capi di Stato e di governo degli Stati membri e dal Presidente della Commissione europea, volta alla pianificazione delle politiche comunitarie.
Per capire cosa sono alcune organizzazioni comunitarie che navigano accanto alle istituzioni, presentandosi come se fossero organi dell’Unione Europea, è interessante quanto scrive nel suo libro “Soros e la società aperta”, una delle penne più serie e pregiate del nostro giornale, Roberto Pecchioli.
Nel capitolo: “Nulla sfugge alla morsa. Il Consiglio d’Europa e la Corte Europea dei diritti dell’uomo (CEDU)”, Roberto Pecchioli scrive: “La morsa di Soros, della sua rete e in generale delle grandi fondazioni private è estesa agli Stati nazionali, a organismi transnazionali come l’Unione Europea e l’Europarlamento, ma anche a molti organismi privati che esercitano un importante ruolo internazionale. Abbiamo già riferito del coinvolgimento dei Soros- padre e figlio – con il Forum Economico Mondiale. Istituzioni internazionali ed europee della cui proclamata indipendenza è lecito dubitare. Più di un’ombra si allunga su organismi ed enti che l’immaginario collettivo considera ingenuamente indipendenti e terzi, ma che di fatto sono soggetti a pesanti condizionamenti economici (chi finanzia generosamente davvero non pretende o almeno chiede qualcosa in cambio?) che possono diventare macigni politici e ideologici. Un osservatorio sui problemi del diritto, l’ECLJ (European Council for Law and Justice- Centro Europeo per la Legge e la Giustizia) ha scoperto che l’OSF e la Bill and Melinda Gates Foundation sono i principali finanziatori del Consiglio d’Europa. Il 25 novembre 2020 in un’intervista alla rivista Valeurs Actuelles 26 il direttore di ECLJ ha rivelato che dalle relazioni finanziarie annuali del Consiglio d’Europa si evince che l’OSF (Open society foundations, ndr) e la fondazione di Bill Gates sono i due maggiori donatori privati dell’organizzazione. L’OSF ha versato quasi 1.400.000 dollari tra il 2004 e il 2013, Bill Gates 690.000 dollari tra il 2006 e il 2014. La Open Society ha sostenuto altresì altre iniziative del Consiglio d’Europa, in particolare l’Istituto Europeo di Arte e Cultura Rom. Dal 2015 non vi è più traccia di finanziamenti diretti, ma il Consiglio d’Europa ha nel frattempo istituito un fondo speciale per ricevere tali contributi fuori bilancio. Appare sorprendente che un’organizzazione politica intergovernativa sia tanto permeabile al finanziamento privato. Il problema si pone non solo per il Consiglio d’Europa, ma anche per la Corte Penale Internazionale (CPI) che ha ricevuto 115.000 dollari dalla Open Society nel 2017 27, e ancor di più per l’OMS e anche per l’ONU”.
Le organizzazioni transazionali, continua Pecchioli, “sono diventate il terreno di caccia di Soros e altri, con il concreto rischio di collusioni di ogni genere; perfino i conclamati “diritti umani “sono stati privatizzati nell’interesse degli obiettivi e dei convincimenti personali di pochissimi ipermiliardari. L’ex segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, ha definito Georges Soros suo “buon amico”, mentre il Commissario per i Diritti Umani, il lettone Nils Muiznieks è stato direttore dei programmi della Open Society fino al suo insediamento presso il Consiglio d’Europa nel 2012. Poltrone prestigiose per oligarchi globali in un singolare gioco dei quattro cantoni”.
Uno scandalo che ha investito la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), affiliata al Consiglio d’Europa, di cui rappresenta l’organo giurisdizionale, la dice lunga su cosa sono queste organizzazioni e per quali interessi operano.
“Un rapporto del sopraccitato ECLJ, pubblicato nel febbraio 2020 – riferisce Roberto Pecchioli -, ha rivelato che almeno ventidue dei cento giudici della Corte dal 2009 al 2019 sono stati collaboratori di ben sette ONG, e hanno trattato in numerose occasioni casi sostenuti dalle stesse ONG, in flagrante conflitto di interessi. Ben dodici membri dell’OSF diventati giudici della Corte a Strasburgo e la rete di Soros è tra i finanziatori delle altre sei. Diciotto giudici si sono occupati di ottantotto casi patrocinati dalle ONG di loro provenienza. In astratto, si potrebbe ipotizzare che un’associazione legata a Soros fosse in grado di presentare ricorsi – ad esempio in materia di porti aperti all’immigrazione o di adozione di bambini a coppie omosessuali – e poi ottenere una sentenza da parte di un collegio giudicante – o addirittura di un giudice monocratico- legato a quella stessa organizzazione”.
Ora è del tutto chiaro che queste organizzazioni nulla hanno a che fare con le istituzioni europee e che chiunque si azzardasse ad invocarne le determinazioni per dire cosa o non deve fare lo Stato italiano è un mentitore, colluso con organizzazioni che da tempo attaccano l’Italia e i suoi governi quando non rispondono alle ideologie ammalate dei cosiddetti filantropi.
Fa bene Giorgia Meloni a dire: “L’ECRI, organo del Consiglio d’Europa, accusa le forze di polizia italiane di razzismo? Le nostre Forze dell’Ordine sono composte da uomini e donne che, ogni giorno, lavorano con dedizione e abnegazione per garantire la sicurezza di tutti i cittadini, senza distinzioni. Meritano rispetto, non simili ingiurie”.
Il Presidente del Consiglio dovrebbe aggiungere, e con il Presidente l’intera compagine di Governo, che le ignobili accuse di organismi finanziati dai soliti sedicenti filantropi ammalati di ideologie folli non vanno non solo prese in considerazione, ma rigettate con sdegno, in quanto frutto di menzogne organizzate per destabilizzare lo Stato italiano.





