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IMMIGRAZIONE, ORMAI NON C’E’ PIU’ SPAZIO PER GLI IMBROGLIONI

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di Marforius

La criticità e la conflittualità fra Governo e una parte della Magistratura creatasi peraltro in questi giorni, riguardo l’immigrazione, sta smascherando ulteriormente coloro che vogliono ingressi indiscriminati, ignorando fintamente i problemi immensi e sempre più crescenti che si sono creati, grazie a decenni di antipolitica nei confronti del nostro Paese, al di là della limitata adeguatezza di questo Governo, che certo non sta mostrando capacità adeguate.

Purtroppo, oltre che essere il Paese dei guelfi e ghibellini, che strumentalmente si divide per occupare il potere e non certo per ragioni ideali, siamo anche il Paese che dopo il crollo del fascismo, che ha azzerato il nascente Stato risorgimentale, ha visto formalmente rinascere lo Stato democratico repubblicano, che purtroppo è stata occupato sin dalla sua nascita da un consorzio di soggetti politici, che hanno occupato la res pubblica e che spesso hanno avuto ed ancora hanno come referenti soggetti esterni al nostro Paese.

Tanto per capirci, basta pensare a chi ha perpetrato per decenni un vero e proprio alto tradimento, mediante azioni del tutto contrarie agli interessi del nostro Paese, e a chi per di più ha ricevuto enormi finanziamenti da soggetti dichiaratamente nemici.

Come non ricordare, solo per mero esempio, anche se si tratta di un qualcosa di marginale, la Schlein e la Boldrini, le quali hanno a suo tempo presentato un’interrogazione parlamentare con la quale chiedevano conto al Governo dell’azione volta a fronteggiare le Ong che non rispettano le leggi italiane, forse pensando davvero che i cittadini siano lobotomizzati. Cosa replicata in modi analoghi dal PD e dai 5 Stelle allorché, in questi giorni, hanno chiesto sanzioni contro l’Italia, rea di cercare soluzioni riguardanti questa problematica epocale.

Ma forse è meglio evitare, almeno al momento, recriminazioni riguardo il passato, ove in realtà ha prevalso opportunismo e tanta ipocrisia, perché non c’è più tempo da perdere.

Il problema è arrivato ad essere di dimensioni tali da non poter essere gestito con astratte logiche moraleggianti, ormai deve essere affrontato come un qualcosa di eccezionale, visto che si è ben al là di limiti ulteriormente sopportabili, e quindi non gestibile con un preteso buonismo. Ci vuole ben altro per contrastare una criticità di siffatta portata, per di più alimentata da soggetti che vogliono destabilizzare coloro nei confronti dei quali si concentra e si scarica il fenomeno migratorio, favorendo, altresì, gli interessi collaterali della criminalità organizzata, gruppi terroristici e organizzazioni che rispondo a talune élites, che hanno tra i loro obiettivi la destabilizzazione dell’occidente.

Purtroppo, gli utenti mediatici occidentali sono in balia della disinformazione sia interna che esterna. Il che ha convinto molti, all’interno del nostro Paese, che sia assolutamente normale che ci si debba fare carico di arrivi illegali e sistematici, che sono palesemente organizzati da soggetti esterni, i cui obiettivi sono, come cennato, geopolitici, economici e sinanco una sorta di guerra non convenzionale.

Pochi ricordano che l’ONU dovrebbe essere il soggetto deputato a intervenire in questa sorta di conflitto epocale. Come pure non è assolutamente accettabile che soggetti confessionali, nel nostro caso vestiti di bianco, si pongano a capo di una sorta di terzomondismo di parte.

Ma cercando di inquadrare il problema, anche tenendo conto di basilari concetti umanitari, c’è alla base di tutto una incoerenza e una violazione delle più elementari logiche che riguardano gli assetti degli Stati, che ancora esistono e che avrebbero il dovere di far rispettare le proprie regole.

Forse può apparire non politicamente corretto, nella logica woke che si sta diffondendo, ma chi viola un confine si vede addirittura premiato con un sostegno ed assegnazioni di risorse finanziarie, che non di rado sono superiori a quelle riservate ai cittadini del Paese che subisce questo fenomeno.

Purtroppo, da anni si è tollerato – per ragioni meramente partitocratiche, alle quali si sono accompagnati interessi inconfessabili di molti soggetti – tutto questo, creando una sorta di assuefazione.

Assuefazione che rende nei fatti difficile un’azione rapida, efficace, che in tempi ragionevoli porterebbe il fenomeno a una dimensione quasi trascurabile. Basti pensare all’azione svolta dalla Spagna, che ha significativamente compresso il fenomeno.

Forse è arrivato il momento della verità, ove finalmente bisogna contarsi, fra chi lavora per il proprio Paese e chi continua a sostenere altri.

Non c’è più spazio, tertium non datur. Il Governo deve assumere, in immediato, i provvedimenti che necessitano.

Per quale motivo l’immigrazione deve interessare, in pratica, in prevalenza l’Italia? Appare abbastanza evidente, che in sostanza si è creato un conventum ad excludendum (o forse meglio un conventum fraudolentum), finalizzato a far diventare il nostro Paese un campo profughi e una ONG globale, sulla quale scaricare il fenomeno e affrancare gli altri da questa terribile problematica.

Un paese serio, ad esempio la pur discutibile Gran Bretagna, avrebbe già occupato le coste dei paesi, che permettono partenze a go go, senza alcun rispetto dei diritti umani e che sono coinvolti in tutto questo.

Certamente non va dimenticato quanto a suo tempo la Bonino confessò, rammentando che il governo Renzi ha proposto di far assumere al nostro Paese tale fenomeno, in cambio di una certa tolleranza europea riguardo la politica di bilancio, con la quale poi gestire come al solito la spesa pubblica anche con criteri clientelari.

Ma ormai questo non può essere più tollerato, anche dal punto di vista del bilancio dello Stato, che non può peraltro sopportare costi immensi, che aggravano un debito pubblico, da tutti definito, a cominciare dall’Europa, enorme ed insostenibile.

Smettiamola pure di dire che noi abbiamo bisogno di immigrati, solo perchè molti rifiutano certi lavori, non è accettabile che si rifiuti un lavoro ovviamente onesto.

A questo punto il governo deve adottare provvedimenti di rigore, se non il blocco navale, centri di rimpatrio, introduzioni di norme chiare, che non lascino margini a “discrezionalità fantasiose”, come pure cominciare a fronteggiare chi tifa contro e si compiace per quanto accade, in ossequio al principio che taluni nemici dello Stato adorano: tanto peggio tanto meglio.

Poi ci meravigliamo se si parla di un Paese alla rovescia. Un paese dove va posto fine a questo coacervo partitocratico; è ormai indispensabile che i cittadini tornino ad occuparsi della cosa pubblica e incomincino a mandare a casa questa indecente classe (si fa per dire) politica.

Arrivando alla cronaca di questi giorni, ben ha fatto il governo a deliberare il decreto relativo alla individuazione dei paesi sicuri. Ma questo è un pannicello caldo. In realtà va in primis puntualizzato che nell’ambito europeo gli stati sono sovrani e non sudditi di un consorzio di stati, che esternalizzano talune loro funzioni.

Da qui discende anche che appare indegno come i soliti noti, fautori di una immigrazione senza regole, cerchino cavilli e busillis per annullare l’azione volta ad attenuare questa enorme problematica. Soliti noti che contestano le spese, forse inopportune, relative al centro creato in Albania, ma che fanno finta di ignorare i miliardi e miliardi spesi per l’immigrazione fino ad oggi, oltre ai costi sociali in materia di giustizia, ordine pubblico, sanità e quant’altro, che ne sono derivati.

Per non parlere poi di un saltimbanco della politica che contesta i costi riguardanti l’ormai noto centro albanese, dimenticando il disastro epocale dallo stesso causato con il super bonus, il reddito di cittadinanza, banchi a rotelle e monopattini. Una opposizione seria dovrebbe al contrario chiede conto anche riguardo la voragine dell spesa che deriva da tutto questo, soprattutto in un paese come l’Italia, il cui debito pubblico è pari a 3.ooo miliardi di euro.

Poi, ammesso pure, ma non concesso che le norme derivate dal contesto europeo possano essere di rango superiore, cosa significa? Se queste norme sono sbagliate vanno, e da subito, modificate. Chi si appella a queste norme, interpretandole peraltro in mala fede, dimostra che vuole che questa situazione non venga modificata, anzi…

A questo punto visto che le quinte colonne, che da decenne lavorano contro il proprio paese, vanno stanate, comprendendo coloro che si annidano nel cosiddetto deep state, ovvero i vari organismi dello Stato.

Meloni, Nordio e compagni se ci siete battete un colpo.

Autore

  • Redazione

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