Dalle primissime proiezioni date dalla Commissione elettorale nazionale moldava sul voto nel referendum altamente simbolico della Moldavia per l’inserimento dell’obiettivo strategico dell’adesione all’Ue in Costituzione il ‘No’ è in testa con il 58,09%, contro il 41,91% del Sì.
Il dato riguarda 456 sezioni su 2.219 per 143.655 voti.
Il quesito era così formulato. Ribadita “l’identità europea del popolo della Repubblica di Moldavia” e “l’irreversibilità del percorso europeo” si dichiara “l’integrazione nell’Unione Europea come obiettivo strategico”.
Il risultato, se verrà confermato definitivamente, è un sonoro no a Bruxelles.
Nel Paese che si estende tra Romania e Ucraina ieri – domenica 20 ottobre – i cittadini si sono recati alle urne anche per le elezioni presidenziali.
Stando ai primi risultati, la presidente uscente Maia Sandu (europeista e candidata con il Partito di Azione e Solidarietà) è in testa con il 34,12%.
Il dato è nettamente inferiore ai sondaggi di Cbs-Axa che la vedevano al 35,8%.
Segue da vicino il candidato filorusso socialista Alexandr Stoianoglo, con il 30,06%. E con il 15,11% Renato Usatii. Se nessun candidato dovesse ottenere più del 50 per cento dei voti, il 3 novembre si terrà il ballottaggio. Il dato è stato diffuso dalla Commissione elettorale nazionale nel primo punto stampa a un’ora dalla chiusura dei seggi e riguarda 319 sezioni su 2.219.




