Home Opinioni UNA PROPOSTA INDECENTE DI LETTA “NEPOTE”, LA FORNERO SENATORE A VITA

UNA PROPOSTA INDECENTE DI LETTA “NEPOTE”, LA FORNERO SENATORE A VITA

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di Vito Schepisi

E’ stata lanciata da Enrico letta, l’idea dell’etica dubbia che negli anni dei capovolgimenti dirompenti ci mancava.
L’ex segretario PD ha proposto di nominare senatore a vita la Prof.ssa Elsa Fornero, ex Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale (16 novembre 2011 – 28 aprile 2013) nel Governo Monti.
Il merito della Professoressa, per Enrico Letta, è stato quello d’aver introdotto quella riforma delle pensioni che ancor oggi fa imprecare e storcere il naso a moltissimi italiani.
L’ex DC può esprimere tutti i suoi desiderata, ma, per buona nostra ventura, non spetta a lui proporre alcunché (la sua opinione conta quanto quella di un qualsiasi altro cittadino italiano).
L’ideatore del campo largo col M5S (con cui già volava più d’uno straccio ed il reciproco impegno del “mai”) incassata precipitevolissimevolmente la pesante sconfitta alle elezioni politiche del settembre del 2022, s’era rifugiato a Parigi.
Come un piccolo re che, paventando che il suo regno (il PD) colasse a picco, sceglie l’esilio.
L’Italia però è l’Italia! Con la sua attrazione fatale!
Non c’è niente che sia più piacevole che stare in Italia.
Lo è anche per i politici perdenti, benché non mostrino consapevolezza di quanto fosse stato inconsistente il loro progetto politico.
La sinistra da sempre è stata portatrice di visioni ideologiche, connesse con le istanze dei ceti più deboli.
Le battaglie della sinistra, anche quando estreme, si rivolgevano alla concretezza salariale, al contenimento degli orari di lavoro, alle lotte antagoniste contro il capitale, al dissenso avverso la borghesia delle rendite di posizione.
La sinistra lottava per la tutela della salute dei lavoratori e per l’inviolabile diritto alla pensione: ferma sul contenimento dell’età pensionabile, dei contributi e dei tempi.
Ma Letta lo ha capito perché nel 2022 ha perso le elezioni?
Ha capito che la sinistra italiana a cui, invece, si chiedeva solo di sposare il riformismo, abbandonando il massimalismo, non era (e non è ancora) credibile?
Questo campo largo col M5S, in cui il populismo ed il velleitarismo, le urla e la confusione, l’improvvisazione e l’insulto, il feticcio dell’antipolitica e l’autoritarismo dei modi facevano presa solo sulle fasce più reazionarie.
Cosa aveva a che fare la sinistra italiana col populismo fascistoide?
Ha realizzato Letta che il progetto politico del PD diventava sempre più perdente, se si abbandonavano le battaglie per i diritti dei lavoratori, elasticizzando le ore di lavoro, mettendo in forse i diritti acquisiti, tra cui anche la certezza della pensione, annacquando le lotte per le istanze sociali, tradendo le concretezze salariali e lasciando che i quartieri più poveri delle grandi città diventassero luoghi di violenze e di abusi?
Letta che “Torna a Surriento” (come nella canzone che rievocava un fatto storico che nei primi anni del ventesimo secolo coinvolse l’allora Capo di Governo Giuseppe Zanardelli) per lanciare l’idea della nomina a senatore a vita dell’ex Ministro Fornero.
Tutti possono proporre qualcosa, la questione è che le proposte d’un certo spessore dovrebbero essere aderenti a principi di merito oggettivi ed ampiamente riconosciuti.
Dovrebbe, invece, essere un passato da chiudere quello dei Capi dello Stato che nominavano i senatori a vita per poter far quadrare il pallottoliere dei conti parlamentari.
La nomina d’un senatore a vita dovrebbe essere un’eccezione legata al gradimento del Popolo Italiano e all’armonia del Parlamento.
La nomina dei senatori a vita, nel numero massimo di 5 (quanti sono attualmente: Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia e Liliana Segre), è previsto dall’art 59 della Costituzione Italiana: “Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario…”.
Non mi sembra che sia il caso della Prof. Fornero, né si potrebbero prendere in seria considerazione le motivazioni del tutto inventate da Letta: per “Quello che ha subìto in questi 10 anni, con le accuse e le critiche, per aver salvato l’Italia…”.
Se fosse una provocazione verso coloro che hanno subito ingiustizie e soprusi, sarebbe … una proposta indecente.
Sarebbe, infatti, un affronto al buonsenso, nominare senatore a vita chi, da ministro, ha incontrato molti dissensi, introducendo misure rivelatesi punitive per la parte più esposta e meno difesa del Paese, quale, ad esempio, quella dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.
Il suo provvedimento, nel 2012 ha riversato sui lavoratori e sui pensionati le colpe di anni di scelte politiche sbagliate.
Le responsabilità di chi ha dissipato e saccheggiato i versamenti previdenziali dei lavoratori, usandoli come salvadanaio per fare assistenza e clientele, non possono ricadere a danno di chi ha lavorato per il numero di anni previsto, pensando di poter poi vivere con serenità l’età più avanzata della propria vita e di poter essere libero di dedicarsi e godersi il tempo libero, i figli e i nipoti.
La giusta quiescenza non è la vecchiaia, quando si sopiscono la voglia e le energie.

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