
Continua la manfrina ormai indecente con la quale il presidente dell’Ucraina Zelensky va presentando in giro il suo “Piano per la vittoria” che già dal titolo appare ridicolo, se non indecente.
E’ ora di fare i conti con la realtà ed è ora che i cosiddetti alleati occidentali dicano a Zelensky che deve piantarla con il suo tour propagandistico basato sul nulla, mentre manda al massacro il suo popolo ormai inutilmente.
Il presidente ucraino, dicono le cronache, ha presentato il suo piano per vincere la guerra contro la Russia agli alleati occidentali, che non ne sono rimasti entusiasti.
Forse sarebbe ora che gli alleati uscissero dal cerchio magico della cialtronaggine che va oltre l’indecenza e cominciassero a dire la verità, a cominciare dal fatto che i Paesi europei sono disarmati ed essendo disarmati non sono in grado di sostenere le richieste dell’Ucraina.
Della pochezza delle armi europee ho scritto ieri e a tal proposito ripropongo la tabella dell’Istituto tedesco Kiel.

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/20187-per-fare-la-guerra-bisogna-avere-le-armi-non-le-chiacchiere.html
Continuare a millantare aiuti che non si possono dare perché non ci sono è operazione indegna, in quanto gioca, propagandisticamente, sulla pelle di migliaia di ucraini, mandati al fronte a morire.
Non a caso, forse per la vergogna di doversi esprimere, nessun Paese ha finora approvato o commentato pubblicamente il piano, nonostante a diversi leader europei siano state presentate le proposte di Zelensky durante il suo tour nelle capitali europee, da Londra a Berlino.
Nessuno ha dato indicazioni di voler appoggiare il piano, mentre alcuni hanno espresso preoccupazione per la scadenza ravvicinata fissata da Zelensky, che a fine settembre ha dato agli alleati solo tre mesi per adottare i principi fondamentali del piano.
Anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, al quale Zelensky ha presentato per la prima volta il piano durante un viaggio negli Stati Uniti, non ha mostrato pubblicamente un grande entusiasmo.
Sebbene il leader ucraino abbia mantenuto il silenzio sui dettagli del piano, alcuni aspetti sono venuti alla luce.
L’adesione dell’Ucraina alla Nato, la possibilità per il Paese di utilizzare le armi occidentali a lungo raggio per colpire in profondità la Russia, la fornitura di risorse per rafforzare le difese aeree e di altro tipo dell’Ucraina e l’intensificazione delle sanzioni contro la Russia sono tutti elementi centrali del piano.
Zelensky ha affermato che il piano è necessario per l’Ucraina per poter iniziare il processo di negoziazione della pace.
Il presidente vuole mettere in atto il “piano per la vittoria” prima del giuramento del nuovo presidente degli Stati Uniti il prossimo anno.
E’ giunta l’ora di dire a Zelensky che la deve piantare di vendere illusioni, mentre la gente muore.
Con molta onestà e lucidità Tatarigami, giornalista e analista ucraino, su X, scrive: “Dirò quello che molti potrebbero pensare ma esitano a dire: l’Ucraina sta perdendo la guerra e la tendenza è negativa se non si prendono misure drastiche. Si possono avere dibattiti su cosa costituisca una sconfitta o una vittoria, e sì, la sopravvivenza dell’Ucraina finora è una grande vittoria. Ma anche se la Russia fermasse l’avanzata e andasse sulla difensiva, non abbiamo le risorse per reclamare territori fino ai confini del 2022, per non parlare dei confini del 1991. Ciò è dovuto a molti fattori: mobilitazione ritardata, aiuti insufficienti, applicazione debole delle sanzioni, mancanza di volontà politica in Occidente, cattive decisioni militari, aiuti ritardati a causa di preoccupazioni di de-escalation e la pura realtà di combattere un paese con una popolazione quattro volte superiore alla nostra, con numeri superiori in quasi tutti i settori e una delle più grandi industrie militari, sostenuta da regimi come la Corea del Nord, che contribuiscono più di alcuni paesi europei con PIL molto più grandi. La carenza di manodopera è un altro problema, ma è un discorso a parte. La leadership ucraina ha una buona parte della responsabilità di questi problemi. Tuttavia, se l’Occidente non può fornire le 14 brigate richieste da Zelensky, perché discutere di arruolarne centinaia di migliaia in più? Dobbiamo riarmare completamente molte più brigate esistenti. Chi le pagherà? Siamo onesti: c’è poco entusiasmo negli Stati Uniti o in Europa per finanziare tutto questo. Se la Russia mantiene i suoi territori occupati, comprometterà uno dei principi fondamentali della sicurezza europea: i confini non possono essere ridisegnati con la forza d’invasione. Nel 2014, la Russia ha violato questo ordine, portando all’invasione del 2022. Questa volta, non sarà solo l’Ucraina a fallire: saranno l’Ucraina, gli Stati Uniti e l’Europa occidentale a non sconfiggere la Russia. Qualcuno potrebbe citare la Guerra d’inverno della Finlandia, come esempio di cosa avrebbe dovuto fare l’Ucraina, ma quella guerra durò tre mesi e si concluse con la cessione di territorio da parte della Finlandia, il pagamento di riparazioni sotto forma di macchinari e l’affitto di un porto ai sovietici. Anche la demografia ucraina odierna è molto diversa: la fascia di età 18-25 anni è tra le più piccole, una realtà in tutta l’Europa moderna. A meno che l’Ucraina e l’Occidente non creino un piano serio per aumentare radicalmente gli aiuti a sostegno della mobilitazione, in cui l’Ucraina si impegna a mobilitare più persone a condizione che siano adeguatamente armate e addestrate e l’Occidente fornisca una solida difesa aerea per intercettare i missili in modo altrettanto deciso come fanno gli Stati Uniti con Israele, l’Ucraina perderà la guerra di logoramento. Ciò costringerà a una pace sfavorevole e a una migrazione di massa dall’Ucraina verso altri paesi, creando un precedente pericoloso e facendo sembrare che l’Occidente abbia perso contro la Russia agli occhi del mondo, soprattutto tra i nemici dell’Occidente”.
Analisi appassionata e lucida che chiama in causa non le chiacchiere, ma la realtà dell’Occidente, che non è in grado di dare all’Ucraina quello che Tatarigami elenca come necessario.
La realtà, nel frattempo, incalza.
La presentazione del piano da parte del presidente ucraino al parlamento del Paese, annunciata lunedì dal consigliere presidenziale Serhii Leshchenko, arriva mentre l’esercito del Paese sta subendo pesanti perdite lungo il fronte orientale, mentre le forze russe si avvicinano alla città orientale di Pokrovsk.


Le truppe degli occupanti russi recentemente sono avanzate lungo il bordo orientale del saliente ucraino nella regione di Kursk, a sud-est di Kupyansk, vicino a Toretsk e a sud-est di Pokrovsk.
Lo scrive l’Istituto per lo studio della guerra (ISW) .
Le truppe russe sono recentemente avanzate lungo il confine orientale del saliente ucraino nella regione di Kursk.
I combattimenti di posizione continuano a ovest del saliente di Kursk nel distretto di Glushkiv, ma non ci sono stati cambiamenti confermati in prima linea. Fonti russe riferiscono di combattimenti in corso nella zona di Novy Shlyakh (a sud-ovest di Glushkovo).

Nelle cartine le zone cerchiate in rosso sono qualle conquistate dai russi e quelle in verde gli obiettivi prossimi a cadere.
Le autorità ucraine hanno ordinato l’evacuazione obbligatoria della città di Kupiansk, nella regione nord-orientale di Kharkiv, mentre le forze russe si avvicinano e i funzionari hanno difficoltà a fornire servizi durante l’inverno.
Kupiansk è caduta in mano alle forze russe nelle settimane successive all’invasione del febbraio 2022, ma è stata riconquistata dalle truppe ucraine più tardi nello stesso anno.
Il governatore regionale di Kharkiv, Oleh Syniehubov, ha dichiarato di non poter più garantire il ripristino dell’elettricità, del riscaldamento e dell’approvvigionamento idrico ai quartieri oltre il fiume Oskila a causa dei continui bombardamenti. Tutte le squadre di riparazione sono immediatamente sotto il fuoco russo”.
E’ ora di trarre le conseguenze della realtà del fronte, di quella delle forze disponibili, umane e di materiale e di smetterla di fare propaganda cialtronesca che va ben oltre l’indecenza, mentre la gente muore.
Dopo la presentazione del piano della vittoria al Parlamento ucraino, Mosca ha subito espresso il suo niet. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha detto che il Cremlino respinge il “piano di vittoria” presentato dal presidente Volodymyr Zelensky e invita l’Ucraina a “svegliarsi”. “L’unico piano di pace possibile – ha aggiunto Peskov – è che il regime di Kiev comprenda che la sua politica è senza prospettiva e che è necessario svegliarsi”.
Intanto, le forze armate russe hanno conquistato nelle ultime 24 ore altri due villaggi nell’est dell’Ucraina: Nevskoye, nella regione di Lugansk, e Krasny Yar, in quella di Donetsk.
Le truppe di Mosca hanno guadagnato posizioni anche nella regione di Donetsk, in quella di Zaporizhzhia, con la conquista del villaggio di Levadne, e vicino alla città mineraria di Pokrovsk, dove è caduto il villaggio di Mykhailivka, alla periferia di Selydové.
I 5 punti del “Piano di vittoria” di Zelensky
Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato alla Verkhovna Rada, che il ‘Piano di vittoria’ è composto da cinque punti e tre allegati classificati.
Primo punto: invito alla NATO- Zelensky ha sottolineato che per decenni la Russia ha sfruttato l’incertezza geopolitica in Europa, in particolare il fatto che l’Ucraina non sia un membro della NATO. Ciò ha spinto la Russia a invadere la sicurezza ucraina.
Secondo punto: Difesa- “E’ realistico – afferma Zelensky – difendere le nostre posizioni sul campo di battaglia in Ucraina mentre contemporaneamente portiamo la guerra sul territorio russo, in modo che i russi sentano davvero cosa significhi la guerra e, nonostante la propaganda russa, inizino a rivolgere il loro odio verso il Cremlino”.
Terzo punto: deterrenza- C’è anche un allegato classificato sotto questo punto, che è già stato fornito ai leader degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Francia, dell’Italia e della Germania. “La leadership russa agisce in modo aggressivo solo quando è convinta di non ricevere una risposta distruttiva adeguata. Quando la Russia sa che ci sarà una risposta e capisce quale sarà quella risposta, sceglie i negoziati e la coesistenza stabile anche con gli avversari strategici. Per questo motivo, è possibile dissuadere la Russia dall’aggressione sia verso l’Ucraina sia verso l’intera Europa”.
Quarto punto: potenziale economico strategico – Zelensky ha affermato che l’Ucraina ospita risorse naturali, tra cui metalli di importanza critica per un valore di trilioni di dollari. Tra questi rientrano uranio, titanio, litio, grafite e altre risorse di valore strategico che rafforzerebbero la competizione globale tra la Russia e i suoi alleati e l’Ucraina con il mondo democratico.
Quinto punto: considerazioni postbelliche – “Dopo questa guerra, l’Ucraina avrà uno dei contingenti militari più esperti e più grandi. Questi sono i nostri guerrieri che avranno una vera esperienza di guerra moderna, un’esperienza di successo nell’uso di armi occidentali e un’esperienza diversificata nell’interazione con le forze armate della NATO”.
Inutile dire che sono posizioni irrealistiche che creano solo illusioni e propaganda.
La realtà incalza.





