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COSTITUZIONE, OBBLIGO DI ACCOGLIENZA CERCASI

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di Marforius

I giorni scorsi ha avuto una vasta eco una sorta di mantra indirizzato erga ommnes, ovvero al popolo, evidentemente ritenuto bue, con il quale si sostiene che la nostra Costituzione prevede l’obbligo dell’accoglienza nei confronti di chi arriva nel nostro paese, compresi ovviamente (per non dire prevalentemente) i cosiddetti migranti irregolari.

Naturalmente l’immigrazione è un qualcosa di complesso, che non può essere discettato e analizzato con un articolo di giornale. Dovremmo parlare di ONU, del riconoscimento di Stati che non hanno i minimi requisiti per essere definiti tali e che spesso sono governati non certo da gentiluomini. Dovremmo poi parlare anche di chi promuove ed utilizza l’immigrazione per destabilizzare altri soggetti statuali. Come pure dovremmo rilevare e denunciare l’immondo commercio economico sottostante, che è divenuto un business ultra miliardiario, che alimenta tutta la filiera ben conosciuta, ma che pochi osano nominare (le solite organizzazioni cooperative monocromatiche e soggetti legati ad un piccolo ma influente stato extracomunitario che confina per intero con l’Italia).

Naturalmente, dovremmo parimenti interrogarci sui costi finanziari e sociali, che a quanto pare i soliti furbastri vogliono scaricare sul nostro Paese, pari a miliardi e miliardi di euro.

Allora c’è da chiedersi perché viene lanciato questo mantra. Una delle risposte è molto semplice. In un contesto politico (si fa per dire), come quello italiano, nel quale non esistono più  autentiche aggregazioni politiche, ma solo comitati elettorali che voglio occupare la cosa pubblica, cosa può fare il normale cittadino, se non bere l’ennesima informazione e quindi neanche porsi il problema di dissentire nei fatti e soprattutto con il voto, anche riguardo questa tematica.

Nessuno si chiede come mai le Ong, che spesso battono bandiera non italiana, che sono semplicemente privati che vorrebbero farsi passare furbescamente per soggeti parapubblici (“para” si, anche grazie alla nostra insipienza), come mai vogliono riempirci di clandestini. Eppure è evidente, guadagnano moltissimo e soprattutto svolgono un’azione destabilizzatrice nei confronti del nostro Paese. Tutto ciò grazie anche al fatto che dopo l’avvento del fascismo al quale è seguita una Repubblica nata sotto il segno della partitocrazia, non siamo tornati ad essere un Stato  ove i cittadini sono soggetti primari del sistema, ai quali chi governa deve rendere effettivamente conto del proprio operato. Nel nostro Paese i cittadini sono nei fatti sudditi, che per di più  spesso diventano complici, allorché cercano mancette e privilegi dai padroni di turno.

Ecco perché allora le pecorelle vanno indottrinate, soprattutto quando sono cloroformizzate da un sistema del tutto inefficente e burocratizzato all’inverosimile.  Ma tutto questo non può continuare perché il sistema non può sopportare oltre, in quanto siamo ai limiti dell’implosione, che le solite quinte colonne promuovono per conto terzi.

Ma una speranza c’è, cari pifferai magici cercate di smetterla perché finalmente si comincia a capire. Peraltro i pifferai magici sono i migliori alleati di questo governo, che pur carente sotto molti aspetti, viene comunque preferito a chi cura interessi di parte e interessi di soggetti esterni, proprio come qualcuno ha fatto per decenni.

Amen awomen

 

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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