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FAVORIRE GLI ACCORDI DI ABRAMO, IMPERATIVO STRATEGICO PER L’ITALIA

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Gli “Accordi di Abramo” sono i più importanti accordi internazionali di stabilizzazione dell’area Medio Orientale degli ultimi secoli.

Un successo per la diplomazia USA, con il coinvolgimento di Israele e dei principali Paesi Arabi, a partire dai Paesi del Golfo e che avrebbe a seguire coinvolto l’Arabia Saudita.

Processo interrotto il 7 ottobre 2023 con l’invasione di Israele da parte dei macellai di Hamas su mandato dell’Iran fino a tutto quello che è successo fino ad oggi, compresa la evidente presa di possesso in tema di controllo militare dei territori a ridosso della Blu Line da parte di Hezbollah sempre su mandato dell’Iran.

Ciò sta impedendo l’avvio dei lavori per la “Via del Cotone” che cambierà la vita di tutta l’area medio orientale.

Ma chi sono i reali nemici degli “Accordi di Abramo”?

Si potrà scrivere dell’Iran, alleato della Russia, ma è la Cina la principale avversaria degli Accordi, per ovvi interessi commerciali circa la Via della Seta. Non solo. Avversari sono anche le teocrazie islamiche che vedono negli Accordi una forma di liberalizzazione dei costumi sociali delle loro popolazioni.

Tutto quello che sta avvenendo, compresa la miopia politica dell’ONU e della UE, è la lotta furibonda per impedire l’attuazione di tali Accordi.

L’Italia ha un’occasione strategica: favorire gli Accordi di Abramo recuperando una centralità nel Mediterraneo. Per fare ciò sarebbe necessario utilizzare le risorse diplomatiche sane, dotare le Forze Armate di mezzi idonei, reimpostare la politica dell’intelligence estera.

Lo si deve fare in tempi rapidi, in quanto potrebbe scoppiare una nuova guerra civile in Libano con il coinvolgimento della Siria sciita legata all’Iran ed alla Russia.

Al fine di rendere chiari i contorni della sfida in atto pubblichiamo una selezione dei documenti firmati relativi ai quelli che sono denominati “Accordi di Abramo”.

La storia e la sua corretta interpretazione, si fonda sullo studio delle fonti e ciò significa studiare gli atti internazionali.

Consultando l’Enciclopedia Treccani, alla voce “Accordi di Abramo” si riporta integralmente la parte iniziale:

Dichiarazione degli Accordi di Abramo

Noi sottoscritti riconosciamo l’importanza di mantenere e rafforzare, in Medio Oriente e in tutto il mondo, una pace fondata sulla comprensione reciproca e sulla coesistenza, nonché sul rispetto della dignità umana e sulla libertà, compresa la libertà di religione.

Sosteniamo l’impegno a favore del dialogo interreligioso e interculturale per far progredire una cultura di pace fra le tre religioni abramitiche e nell’umanità intera.

Crediamo che il modo migliore per affrontare le sfide passi attraverso la cooperazione e il dialogo e che sviluppare relazioni amichevoli tra gli Stati promuova l’interesse per una pace duratura in Medio Oriente e nel mondo intero.

Desideriamo tolleranza e rispetto nei confronti di ogni persona, in modo da rendere questo mondo un luogo dove tutti possano godere di una vita dignitosa e piena di speranza, quali che siano la loro razza, la loro fede o la loro etnia.

Sosteniamo la scienza, l’arte, la medicina e il commercio perché siano di ispirazione all’umanità, consentano di sfruttare al meglio il potenziale umano e avvicinino le nazioni tra loro.

Cerchiamo di porre fine alla radicalizzazione e ai conflitti per poter offrire a tutti i bambini un futuro migliore.

Perseguiamo una visione di pace, sicurezza e prosperità in Medio Oriente e nel mondo intero.

Con questo spirito accogliamo con calore e traiamo incoraggiamento dai passi avanti già compiuti nello stabilire relazioni diplomatiche tra Israele e i Paesi vicini dell’area secondo i principi degli Accordi di Abramo. Siamo spronati dagli sforzi in atto per consolidare ed espandere queste relazioni amichevoli, basate su interessi condivisi e su un impegno comune per un futuro migliore.

Firmato

Benjamin Netanyahu

Abdullatif bin Rashid Al Zayani

Abdullah bin Zayed Al Nahyan

Donald Trump

ACCORDO ISRAELE-BAHRAIN

Accordi di Abramo: Dichiarazione di pace, cooperazione e relazioni diplomatiche costruttive e amichevoli

Proclamata dallo Stato di Israele e dal Regno del Bahrein il 15 settembre 2020

Sua maestà il Re Hamad bin Isa bin Salman al-Khalifa e il Primo ministro Benjamin Netanyahu hanno raggiunto un accordo per dare inizio a un’era di amicizia e di cooperazione per perseguire stabilità, sicurezza e prosperità nella regione del Medio Oriente, a beneficio di tutti gli Stati e dei popoli dell’area.

Con questo spirito il Primo ministro israeliano Netanyahu e il ministro degli Esteri Abdullatif Al Zayani si sono incontrati oggi a Washington, su invito del presidente degli Stati Uniti d’America Donald J. Trump, per sottoscrivere i principi degli Accordi di Abramo e inaugurare un nuovo capitolo di pace. Tale svolta diplomatica è stata favorita dall’iniziativa intrapresa del presidente Donald J. Trump degli Accordi di Abramo, la quale riflette il successo della perseveranza degli sforzi compiuti dagli Stati Uniti per promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente. Il Regno del Bahrein e lo Stato d’Israele confidano che questo sviluppo concorrerà a condurre a una situazione futura in cui tutti i popoli e tutte le fedi possano vivere insieme in uno spirito di cooperazione e godere di quella pace e di quella prosperità che si realizzano quando gli Stati si concentrano su interessi condivisi e sulla costruzione di un futuro migliore.

Le due Parti hanno discusso del loro impegno condiviso per far progredire la pace e la sicurezza in Medio Oriente, sottolineando l’importanza di abbracciare la visione degli Accordi di Abramo e ampliare il raggio della pace, riconoscendo il diritto di ciascuno Stato alla sovranità e a vivere in pace e in sicurezza e continuando nello sforzo di raggiungere una soluzione equa del conflitto israelo-palestinese.

Durante il loro incontro il Primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Abdullatif Al Zayani hanno concordato di stabilire relazioni diplomatiche complete, di promuovere una sicurezza duratura, di astenersi da minacce e dall’uso della forza, come anche di favorire la coesistenza e una cultura di pace. In questo spirito hanno approvato oggi una serie di passi che aprono un nuovo capitolo nelle loro relazioni. Il Regno del Bahrein e lo Stato di Israele hanno convenuto di ricercare intese nelle prossime settimane relativamente a investimenti, turismo, voli diretti, sicurezza, telecomunicazioni, tecnologia, energia, salute, cultura, ambiente e altri settori di reciproco vantaggio, e anche di raggiungere un accordo rispetto all’apertura delle ambasciate.

Il Regno del Bahrein e lo Stato d’Israele considerano questo momento un’opportunità storica e riconoscono la propria responsabilità nel perseguire un futuro più sicuro e prospero per le generazioni a venire, nei loro rispettivi Paesi e nell’intera regione.

I due Paesi esprimono congiuntamente il loro profondo ringraziamento e apprezzamento al presidente Donald J. Trump per il suo instancabile impegno e per il suo approccio unico e pragmatico nel portare avanti la causa della pace, della giustizia e della prosperità a beneficio di tutti i popoli dell’area. In segno di riconoscimento i due Paesi hanno chiesto al presidente Donald J. Trump di firmare questo documento, in veste di testimone della loro risoluzione condivisa e in quanto ospite di questo incontro storico.

Il Primo ministro Benjamin Netanyahu

Il ministro degli Esteri Abdullatif Al Zayani

Testimone

Donald J. Trump

ACCORDO ISRAELE-MAROCCO

Dichiarazione congiunta

Il Regno del Marocco, gli Stati Uniti d’America e lo Stato di Israele

Facendo riferimento alla conversazione telefonica tenutasi tra Sua Maestà il Re Mohammed VI e Sua Eccellenza il Presidente Donald Trump il 10 dicembre 2020 e alle dichiarazioni di portata storica da loro rilasciate in quello stesso giorno insieme a Sua Eccellenza il Primo ministro Benjamin Netanyahu dello Stato di Israele che annunciavano l’avvento di una nuova era nelle relazioni tra il Regno del Marocco e lo Stato di Israele

Accogliendo con favore l’opportunità creatasi attraverso gli straordinari sforzi e la leadership degli Stati Uniti d’America

Richiamando il proclama degli Stati Uniti relativamente al “Riconoscimento della sovranità del Regno del Marocco sul Sahara Occidentale”, secondo cui:

  • gli Stati Uniti riconoscono la sovranità del Marocco sull’intero territorio del Sahara Occidentale e confermano il loro     sostegno alla seria, credibile e realistica proposta di autonomia elaborata dal Marocco**,** in quanto unica base possibile di una soluzione equa e duratura della disputa sul territorio del Sahara Occidentale;
  • per agevolare l’avanzamento verso questo obiettivo gli Stati Uniti sosterranno lo sviluppo sociale ed economico in Marocco, compreso il territorio del Sahara Occidentale, aprendo a questo scopo un consolato nel territorio del Sahara Occidentale, a Dakhla, per promuovere l’economia e la creazione di opportunità di business nella regione.

Ricordando lo scambio di opinioni nel corso di quella stessa conversazione tra Sua Maestà il Re Mohammed VI e sua eccellenza Donald Trump sulla attuale situazione nell’area del Medio Oriente, rispetto alla quale Sua maestà il re ha ribadito la posizione immutata, coerente e costante sulla questione palestinese, e anche la sua posizione relativamente all’importanza di preservare lo status speciale della città sacra di Gerusalemme per tutte e tre le religioni monoteistiche per quanto compete a Sua maestà nelle vesti di Presidente dello Al-Quds Committee

Riconoscendo il ruolo storicamente svolto dal Marocco nell’avvicinare tra loro i popoli dell’area e nel promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente e considerati i particolari legami che Sua maestà intrattiene con la comunità ebraica marocchina, sia residente in Marocco sia nel resto del mondo, compreso Israele

Consapevole che stabilire relazioni diplomatiche complete, amichevoli e pacifiche è nell’interesse comune di entrambi i Paesi e farà progredire la causa della pace nell’area, migliorerà la sicurezza e dispiegherà nuove opportunità per l’intera regione

Tenendo presente la conversazione tra Sua maestà il Re Mohammed VI e Sua Eccellenza Donald Trump, Sua maestà il Re ha dichiarato che il Marocco e lo Stato di Israele intendono:

dare l’autorizzazione per voli diretti tra Marocco e Israele, anche per quelli di compagnie aeree marocchine o israeliane, nonché concedere il diritto di sorvolo;

riprendere immediatamente pieni contatti ufficiali tra le controparti marocchina e israeliana e stabilire relazioni diplomatiche complete, pacifiche e amichevoli;

promuovere una cooperazione economica bilaterale innovativa e dinamica;

perseguire la cooperazione rispetto a: commercio, finanza e investimenti; innovazione e tecnologia; aviazione civile; visti e servizi di consolato; turismo; acqua, agricoltura e sicurezza alimentare, sviluppo; energia e telecomunicazioni e altri settori che potranno essere concordati;

riaprire gli uffici di collegamento a Rabat e a Tel Aviv.

Sulla base di quanto precede, il Regno del Marocco, gli Stati Uniti d’America e lo Stato di Israele concordano:

  • di impegnarsi a rispettare pienamente i punti contenuti nella presente Dichiarazione, promuoverla e difenderla;
  • di stabilire che ognuna delle parti metterà pienamente in atto ciò che si è impegnata a fare e individuerà ulteriori campi di azione prima della fine di gennaio;
  • di agire di conseguenza a livello bilaterale, regionale e multilaterale.

Rabat, 22 dicembre 2020

Per il Regno del Marocco

Sad Dine El Otmani

Capo del governo

Per gli Stati Uniti d’America

Jared Kushner

Senior advisor del Presidente

Per lo Stato di Israele

Meir Ben-Shabbat

Consigliere per la sicurezza nazionale e capo del Consiglio nazionale per la sicurezza

Alon Ushpiz

Direttore generale, Ministero per gli Affari esteri

ACCORDO ISRAELE-EMIRATI ARABI UNITI

Accordo di pace degli Accordi di Abramo: Trattato di pace, relazioni diplomatiche e piena normalizzazione tra gli Emirati Arabi Uniti e lo Stato di Israele.

Il Governo degli Emirati Arabi Uniti e il governo dello Stato di Israele (d’ora in poi ‘le Parti’)

Aspirando alla realizzazione di una visione stabile, pacifica e prospera dell’area del Medio Oriente, a beneficio di tutti gli Stati e di tutti i popoli della regione;

Desiderando stabilire la pace, relazioni diplomatiche e amichevoli, cooperazione e piena normalizzazione dei rapporti tra loro e tra i loro popoli, in conformità con il presente Trattato, e per tracciare insieme un nuovo cammino che consenta di liberare il vasto potenziale dei loro Paesi e dell’intera regione;

Riconfermando la “Dichiarazione congiunta degli Stati Uniti, dello Stato di Israele e degli Emirati Arabi Uniti (gli “Accordi di Abramo”) del 13 agosto 2020;

Con la convinzione che un ulteriore sviluppo di relazioni amichevoli sia nell’interesse di una pace duratura in Medio Oriente e che le sfide possano essere efficacemente affrontate solo con la cooperazione e non con il conflitto;

Determinati ad assicurare una pace duratura, stabilità, sicurezza e prosperità ad entrambi gli Stati e a sviluppare e accrescere le loro economie dinamiche e innovative;

Riconfermando il loro impegno condiviso per la normalizzazione delle relazioni e per promuovere la stabilità attraverso l’attività diplomatica, una maggiore cooperazione economica, ed altre forme di stretto coordinamento;

Riconfermando anche la condivisa convinzione che il raggiungimento della pace e di una piena normalizzazione dei loro rapporti possa contribuire a trasformare il Medio Oriente dando impulso alla crescita economica, implementando l’innovazione tecnologica e creando relazioni più strette tra i popoli;

Riconoscendo che il popolo arabo e quello ebraico discendono da un comune antenato, Abramo, e, in questo spirito, stimolati a promuovere in Medio Oriente una realtà in cui Musulmani, Ebrei, Cristiani e persone di qualsiasi fede, denominazione, credenze e nazionalità possano vivere e si sentano coinvolti in uno spirito di coesistenza, comprensione e rispetto reciproci.

Ricordando l’incontro del 28 gennaio 2020, nel quale il presidente Trump ha presentato la sua Visione per la pace, e impegnandosi a perseverare negli sforzi per raggiungere una soluzione al conflitto israelo-palestinese equa, globale, realistica e duratura;

Ricordando i Trattati di pace tra lo Stato di Israele e la Repubblica araba di Egitto e tra lo Stato di Israele e il Regno hashemita di Giordania, impegnandosi a lavorare insieme per raggiungere una soluzione negoziata al conflitto israelo-palestinese che venga incontro alle legittime necessità e aspirazioni di entrambi i popoli, e per far progredire un processo di pace globale in Medio Oriente, la stabilità e la prosperità;

Sottolineando la convinzione che la normalizzazione delle relazioni tra Israele e gli Emirati sia nell’interesse di entrambi i popoli e contribuisca alla causa della pace in Medio Oriente e nel mondo;

Esprimendo grande apprezzamento nei confronti degli Stati Uniti per il loro importante contributo al conseguimento di questo risultato di portata storica;

hanno concordato quanto segue:

1. Pace, relazioni diplomatiche e normalizzazione: tra gli Emirati Arabi Uniti e lo Stato di Israele sono dunque stabilite la pace, le relazioni diplomatiche e una completa normalizzazione dei rapporti bilaterali.

2. Principi generali: le relazioni tra le due Parti seguiranno le disposizioni della Carta delle Nazioni Unite e i principi delle leggi internazionali che governano le relazioni tra gli Stati. In particolare, esse riconosceranno e rispetteranno reciprocamente la propria sovranità e il proprio diritto di vivere in pace e in sicurezza, sviluppare relazioni amichevoli e di cooperazione tra loro e i loro popoli, e comporre tutte le dispute tra loro con mezzi pacifici.

3. Istituzione delle ambasciate: le Parti si scambieranno ambasciatori residenti non appena ciò sarà praticabile dopo la firma di questo Trattato, e condurranno relazioni diplomatiche e consolari secondo le norme pertinenti del diritto internazionale.

4. Pace e stabilità: le Parti attribuiscono la massima importanza alla reciproca comprensione, alla cooperazione e al coordinamento tra loro, nell’ambito della pace e della stabilità, in quanto fondamentali pilastri dei loro rapporti e in quanto mezzi per potenziare questi aspetti nel Medio Oriente nel suo complesso. Esse si impegnano a compiere le azioni necessarie per prevenire qualsiasi attività terroristica o comunque ostile nei confronti dell’una o dell’altra, sia essa svolta sul proprio territorio o proveniente da esso, nonché a negare qualsiasi forma di sostegno ad attività di questo tipo all’estero e a non consentire che sia dato alcun supporto ad attività di questo tipo svolte nei loro rispettivi territori o provenienti da essi. Riconoscendo l’avvento di una nuova era di pace e di relazioni amichevoli tra di loro, come anche la centralità della stabilità per il benessere dei loro popoli e dell’intera regione, le Parti si impegnano a prendere in considerazione e discutere questi temi con regolarità e a giungere ad accordi dettagliati e intese rispetto al coordinamento e alla cooperazione.

5. Cooperazione e accordi in altri ambiti: come parte integrante del loro impegno per la pace, la prosperità, relazioni diplomatiche e amichevoli, cooperazione e piena normalizzazione, le Parti agiranno per portare avanti la causa della pace, della stabilità e della prosperità in tutto il Medio Oriente, e per liberare il grande potenziale dei loro Paesi e dell’intera regione. A questo scopo le Parti stipuleranno non appena possibile degli accordi bilaterali nei seguenti ambiti, come anche in altri ambiti di reciproco interesse che potranno essere concordati:

– Finanza e investimenti

– Aviazione civile

– Visti e servizi di consolato

– Innovazione, commercio e relazioni economiche

– Salute

– Scienza, tecnologia e uso pacifico dello Spazio

– Turismo, cultura e sport

– Energia

– Ambiente

– Istruzione

– Accordi marittimi

– Telecomunicazioni e servizi postali

– Sicurezza alimentare e nell’agricoltura

– Acqua

– Cooperazione legale

Eventuali accordi presi prima dell’entrata in vigore del presente Trattato avranno validità a partire dall’entrata in vigore di questo Trattato ammenoché non sia diversamente stabilito in essi.

I principi concordati per la cooperazione in ambiti specifici sono in allegato al presente Trattato e costituiscono parte integrante di esso.

6. Comprensione reciproca e coesistenza: le Parti si impegnano a promuovere la reciproca comprensione, il rispetto, la coesistenza e una cultura di pace tra le società dei due Paesi nello spirito del loro comune antenato, Abramo, e della nuova era di pace e di relazioni amichevoli inaugurata da questo Trattato, anche attraverso lo sviluppo di programmi di scambio interpersonale, il dialogo interreligioso, e scambi tra le popolazioni in ambito culturale, accademico, scientifico, tra i giovani e altri tipi di scambio. Le Parti elaboreranno e metteranno in atto tutti gli accordi e le disposizioni necessari relativamente ai visti e ai servizi di consolato in modo da facilitare spostamenti efficienti e sicuri per i propri connazionali nel territorio dell’una e dell’altra. Le Parti lavoreranno insieme per contrastare l’estremismo che promuove l’odio, le divisioni e il terrorismo e le sue giustificazioni, anche attraverso la prevenzione della radicalizzazione e del reclutamento e contrastando l’istigazione e la discriminazione. Si adopereranno allo scopo di istituire un Forum congiunto di alto profilo per la pace e la coesistenza dedicato al raggiungimento di questi obiettivi.

7. Agenda strategica per il Medio Oriente: al di là degli Accordi di Abramo, le Parti sono pronte a unirsi agli Stati Uniti per sviluppare e lanciare una “Agenda strategica per il Medio Oriente” al fine di ampliare la diplomazia nell’area, espandere il commercio, la stabilità e altre forme di cooperazione. Esse si impegnano a lavorare insieme, con gli Stati Uniti ed altri, se del caso, con lo scopo di far progredire la causa della pace, la stabilità e la prosperità nelle relazioni tra loro e nel Medio Oriente in generale, anche cercando di migliorare la sicurezza e la stabilità nell’area, individuando localmente opportunità economiche, promuovendo una cultura di pace nella regione e valutando programmi congiunti di aiuto e di sviluppo.

8. Altri diritti e obblighi: questo Trattato non incide in alcun modo sui diritti e sugli obblighi delle Parti sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, né deve essere interpretato come tale. Le parti prenderanno tutte le misure necessarie per l’applicazione delle disposizioni delle convenzioni multilaterali di cui entrambe fanno parte, compresa la presentazione di adeguate comunicazioni ai depositari di tali convenzioni.

9. Rispetto degli obblighi: le Parti si impegnano ad adempiere in buona fede agli obblighi sanciti da questo Trattato, senza tener conto delle azioni o dell’inazione di qualsiasi altra parte e indipendentemente da qualsiasi altro documento non coerente con questo Trattato. Ai fini del presente paragrafo, ciascuna Parte dichiara all’altra che a suo giudizio e secondo la sua interpretazione non vi è alcuna incoerenza tra obblighi derivanti da altri trattati in corso e questo Trattato. Le parti si impegnano a non assumere obblighi che siano in conflitto con questo Trattato. Fatto salvo l’Articolo 103 della carta delle Nazioni Unite, in caso di conflitto tra gli obblighi delle Parti derivanti dal presente Trattato e qualsiasi altro obbligo, gli obblighi derivanti da questo Trattato saranno vincolanti e saranno messi in atto. Le parti si impegnano inoltre ad adottare qualsiasi strumento legislativo o altra procedura legale interna necessaria per l’applicazione di questo Trattato, e ad abrogare qualsiasi normativa nazionale o pubblicazione ufficiale in contrasto con il presente Trattato.

10. Ratifica ed entrata in vigore: questo trattato verrà ratificato da entrambe le Parti non appena possibile in conformità con le rispettive procedure nazionali ed entrerà in vigore dopo lo scambio dei documenti di ratifica.

11. Composizione delle controversie: le controversie sorte dall’applicazione o dall’interpretazione di questo Trattato devono essere risolte attraverso la negoziazione. Per qualsiasi controversia di questo tipo che non possa essere ricomposta attraverso la negoziazione si può ricorrere alla conciliazione o all’arbitrato previo accordo tra le Parti.

12. Registrazione: questo Trattato sarà inviato al Segretario generale delle Nazioni Unite affinché venga registrato in conformità con quanto disposto dall’Articolo 102 della Carta delle Nazioni Unite.

Redatto a Washington, DC, il giorno 26 Elul, 5780, 27 Muharram, 1442, che corrisponde al 15 settembre 2020, in ebraico, in arabo e in inglese: tutti i testi sono parimenti autentici. In caso di divergenze nell’interpretazione il testo in inglese dovrà prevalere.

Per lo Stato di Israele

Benjamin Netanyahu

Primo ministro

Per gli Emirati Arabi Uniti

Abdullah bin Zayed Al Nahyan

Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale

Testimone

Donald J. Trump

Presidente degli Stati Uniti d’America

A seguire una serie di allegati concernenti aree di interesse dall’energia all’economia.

Fonte

U.S. State Department 

hhps://www.state.gov./the-abraham-accords

  

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  • Redazione

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