di Alessandro Roazzi
Ammetto che la manovra Giorgetti è modesta e …conservativa, con qualche grottesca furbizia del tipo lo Stato che “da” soldi con il superbonus al cittadino (di solito…benestante visti i dati) e poi se li riprende con gli estimi catastali aumentati.
Ma la grancassa della opposizione, compreso Renzi è tutto dire, tralascia completamente le esigenze del Paese.
A mio modesto parere si tratta di almeno 5 grandi riforme da iniziare e quindi da studiare: reindustrializzazione, manutenzione territorio e patrimonio artistico, sanità pubblica con limiti chiari a quella privata, sicurezza e controlli, welfare per condizione anziana e giovanile.
Capire da dove di può cominciare e cosa serve come priorità sarebbe per la politica un atto di rivalutazione del suo ruolo, che oggi la vede distante, anche i suoi modi oligarchici e propagandistici, dalla cittadinanza.
Per di più se la via maestra è la giustizia sociale specialmente l’opposizione dovrebbe smetterla col prefigurare con il suo vetero assistenzialismo una larga fascia di popolazione trattata come…plebe cui garantire la sopravvivenza e basta.
E’ ovvio allora che i giovani se possono se ne vanno e non li trattieni certo col miraggio del salario minimo. Quest’ultimo poi potrebbe essere utile ma difficilmente potrebbe diventare una priorità: nel tessuto produttivo del Paese guadagna spazio infatti la contrattazione nella impresa.
Nel settore pubblico l’aspetto più importante è quello si ridurre il peso di una immobile ed immensa burocrazia, nel terziario una riorganizzazione dei servizi e del commercio contro l’anonimato arrogante della tecnologia e la sparizione dei negozi di vicinato.
Insomma siamo proprio all’A B C. Ma l’opposizione se ne frega: urla e si dimena e naturalmente con questa misera offerta politica la Meloni non perde consensi nei sondaggi.
Non tutti sono dei cretini…




