
Le dimissioni dei leader del partito tedesco dei Verdi, Ricarda Lang e Omid Nouripour, non sono state accolte con sorpresa nella politica nazionale. Ci si aspettava infatti che la pesante sconfitta elettorale subita domenica nel Brandeburgo portasse a conseguenze immediate nelle fila del partito, che non ha raggiunto la soglia del 5 per cento delle preferenze e non occuperà alcun seggio nel prossimo parlamento regionale.
Da mesi i Verdi non incontrano più il favore dell’elettorato, come evidente dal risultato ottenuto poche settimane fa in Sassonia e Turingia, senza considerare i sondaggi politici a livello nazionale.
Durante la conferenza stampa a margine delle dimissioni, Nouripour ha chiarito che il suo passo indietro dalla direzione del partito è stata una scelta dettata proprio dai “disastrosi risultati elettorali” ed ha ammesso che “i Verdi stanno attraversando la più grande crisi da dieci anni a questa parte”.
La crisi del partito investe anche il governo federale tedesco, dato che i Verdi fanno parte della coalizione che al momento guida la Germania insieme ai socialdemocratici dell’Spd e ai liberaldemocratici dell’Fdp.
Questi ultimi, ormai, sono considerati in profonda crisi politica sia a livello dei singoli Laender (in Brandeburgo hanno ottenuto lo 0,8 per cento dei voti), sia a livello federale, dove, negli ultimi sondaggi, riescono ad arrivare a malapena al 4 per cento.
Olaf Scholz, grazie alla tenuta della Spd in Brandeburgo finge che tutto possa rientrare nella normalità e che il suo governo possa reggere.
Tuttavia, il quadro generale dei sondaggi vede i socialdemocratici ancora fermi al 15 per cento delle preferenze, dietro al partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) e doppiati dall’alleanza tra Unione cristiano-democratica e cristiano-sociale (Cdu/Csu). Sono proprio Cdu e Csu, forti del loro 32 per cento a livello nazionale, a chiedere a gran voce elezioni anticipate. “Dopo quanto avvenuto non vedo come sia possibile evitare elezioni anticipate. I leader dei Verdi hanno tratto delle valutazioni personali dai desolanti risultati elettorali”, ha dichiarato il segretario federale della Cdu, Carsten Linnemann, dopo l’annuncio delle dimissioni di Lang e Nouripour. Il quotidiano tedesco ”Bild”, invece, si chiede come, ”nonostante tutti questi segnali, il cancelliere Scholz continui tranquillamente a governare”.
Le elezioni in Germania sono a ottobre del 2025.
Ancora un anno di governo semaforo sembra davvero un tempo infinito.





