
In due giorni consecutivi Facebook ha censurato due miei articoli pubblicati sul Nuovo Giornale Nazionale.
Il primo riguardava il bolscevismo sulla base di un’analisi di Luciano Pellicani, uno dei sociologi più rispettati in ambito accademico e autore di numerose pubblicazioni.
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/19837-gnosticismo-rivoluzionario-debolscevizzare-la-sinistra-italiana-con-il-riformismo-1.html
Il secondo era una critica politica alle affermazioni fatte all’assemblea generale dell’Onu di Joe Biden, dove il presidente degli Stati Uniti d’America si è profuso in mezze verità e in alcune esplicite menzogne.
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/estero/politica-internazionale/19847-biden-allonu-tra-realta-del-metaverso-e-menzogne.html
La ignobile censura del social di Meta, praticata non da un algoritmo, ma da manipoli di squadristi del pensiero unico politicamente corretto, è una vergogna crescente, in quanto sul social sono bloccati articoli che svolgono ragionamenti, mentre si permettono immagini che sono un insulto alla decenza.
Se non ragioni e pubblichi spazzatura, allora il social di Meta ti passa senza fare una piega, se ragioni e pubblichi articoli, peraltro già pubblicati su un quotidiano on line, allora interviene il manganello, l’olio di ricino della censura mediatica che fa degli scherani del pensiero unico politicamente corretto i nuovi squadristi al servizio della dittatura del progressismo.
Inutile mettere di mezzo l’algoritmo. In Italia, come in altri paesi, ci sono manipoli di censori che evitano qualsiasi critica al progressismo e alle sue declinazioni politiche, nonché ad una sinistra che sinistra più non è.
Non siamo i soli ad essere censurati. Altre testate hanno fatto la stessa fine perché lo squadrismo del pensiero unico politicamente corretto del progressismo non tollera che si possano criticare idee, politiche ed azioni di un mondo che ha prodotto, in questi anni, solo idiozie ideologiche cha stanno naufragando di fronte alla realtà che incalza.
Più la realtà incalza e più loro censurano, dimostrando, peraltro, che il regime boccheggia ed è alla fine.





