
di Marforius
Nel corso di una intervista rilasciata alla rivista La Civiltà Cattolica edita della Compagnia di Gesù, il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, pretende di dettare la linea allo Stato, visti che contrariamente a Cavour, il quale sosteneva un libero Stato e una libera Chiesa, nei fatti mostra di sognare una sovrana Chiesa e un succube Stato.
Nella intervista, infatti, il prode prelato, comunica che la Chiesa italiana chiede al Governo di Giorgia Meloni di salvare i migranti e di creare un “sistema che funzioni, che sconfigga con la legalità l’illegalità”, come se il fenomeno che allo stesso tanto piace non presenti rilevanti profili di illegalità.
Così dopo Bergoglio anche il presidente della CEI continua a parlare di “migranti”. Anche lui forse si è infatti accorto che dopo anni di frontiere completamente spalancate, il numero degli arrivi clandestini da qualche mese è cominciato lentamente a diminuire. Quindi il porporato funge da picchiatore di complemento con la solita propaganda immigrazionista pseudo-cristiana, seguendo in materia le orme del Pontefice, il quale ultimo, stando ad alcune sue dichiarazioni, sostiene che Dio non vorrebbe confini, frontiere e leggi da rispettare. Per non parlare del sostegno che il Pontefice stesso mostra nei confronti del novello Paolo da Tarso, in arte Casarini.
Allora anche Sua Eminenza Zuppi, il cui compito dovrebbe essere anche per lui quello di essere una guida spirituale, pensa che tutti siano cretini? Anche lui crede o spera che l’Italia sia lo “sprovveduto del villaggio”. Certo la cosa viene peraltro facilitata dalla reale politica dell’Europa, che continua a buttare la palla in tribuna, al fine di continuare a scaricare sull’Italia questa problematica, che in parte può essere considerata spontanea, ma anche “spintonea”, cui si aggiunge una opposizione, che invece di invocare serietà e rispetto delle regole, tifa per l’immigrazione e quindi per il solito tanto peggio tanto meglio, che continua ad ispirare l’azione di soggetti che non hanno come obiettivo principale l’interesse del nostro Paese, anzi…
Appare incredibile che, a quanto sembra, nessuno denunci con chiarezza quanto avviene, a cominciare dal fatto che siamo di fronte a un problema politico e geopolitico. Come pure che siamo di fronte a una azione volta a mettere in difficoltà il governo, in quanto lo stesso potrebbe opporsi a coloro che vorrebbero l’Italia una sorta di porto franco, ove scaricare le problematiche immigratorie, al di là delle geremiadi della maggioranza tedesca, che recentemente è stata costretta dalle urne a rivedere almeno a parole la sua politica riguardante l’immigrazione.
Dovremmo veramente smetterla e cominciare a parlare di tutto questo con serietà ed obiettività, contestando taluni media che sostengono la necessità di accettare incondizionatamente un’invasione, che i soliti cattocom e radicalchic appoggiano, analogamente a papa Francesco, che continua con le solite invasioni di campo.
Come non ricordare che Bergoglio appena eletto si recò a Lampedusa quasi invitando chiunque a sbarcare in quel luogo, senza che in pratica, salvo poche voci, nessuno ha contestato, sia riguardo la forma sia riguardo i modi.
Tutto questo non sarebbe possibile in un Paese mediamente normale. Forse sarà il caso che si cominci ad orientarci verso un pur minima normalità. Tanto per cominciare sarà il caso di rivedere il Concordato e tutte le misure fiscali a favore di uno stato estero, quale è il Vaticano, i cui vertici pretendono di dettare la linea politica di un altro stato.
Non è certo una rappresaglia, è uno strumento di difesa di uno Stato che viene in qualche modo tirato per la giacchetta, come pure un indiretto aiuto a una Chiesa assolutamente smarrita, che sembra favorire un processo di secolarizzazione che sta contribuendo alla decadenza dell’Occidente.


Marforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.


