
Le crisi internazionali spesso portano con sé “grandi opportunità: ci costringono a metterci in discussione e a prendere una posizione, senza lasciare spazio all’esitazione” ha detto Giorgia Meloni all’Onu, aggiungendo che “nessun Paese può affrontare da solo le sfide che abbiamo davanti: per questo motivo, l’Italia sostiene con forza il principio del multilateralismo e le Nazioni Unite, dove ogni voce viene ascoltata, e dove impariamo a capirci e rispettarci”.
Per la presidente del Consiglio “le organizzazioni internazionali sono efficaci quando hanno regole chiare, giuste e condivise. Qualsiasi riforma delle Nazioni Unite, e particolarmente per quanto riguarda il Consiglio di sicurezza, non può prescindere dai principi di uguaglianza, democrazia: una riforma ha senso se viene fatta per tutti, e non solo per alcuni”.
All’Italia, ha continuato la premier, non interessa “creare nuove gerarchie e non crediamo che esistano nazioni di serie A e serie B”.
Il Piano Mattei del governo italiano per l’Africa è un piano di investimenti pensato per “collaborare con le nazioni africane attraverso un approccio non paternalistico e non predatorio, ma basato sul rispetto e sul diritto per ciascuno di competere ad armi pari. È la nostra ricetta per contribuire allo sviluppo di un continente troppo spesso sottovalutato e garantire finalmente un diritto che fino ad oggi è stato negato a troppi giovani: quello di non dover emigrare”.
In serata a Meloni è stato conferito il premio Global Citizen Award 2024 del think tank statunitense Atlantic Council, consegnato ogni anno a margine dell’Assemblea Onu a personalità internazionali che si sono distinte a livello globale.
L’Atlantic Council è un think tank statunitense con sede a Washington, D.C. il cui scopo è “Promuovere la leadeship americana e promuovere accordi internazionali basati sul ruolo centrale della comunità atlantica nell’affrontare le sfide del XXI secolo.
Giorgia Meloni ha anche affrontato il dibattito sullo sviluppo, affermando che “non può ignorare le nuove frontiere del progresso tecnologico, a partire dall’intelligenza artificiale generativa”.
“Un fenomeno, quest’ultimo, sul quale temo che non ci sia ancora una sufficiente consapevolezza: l’intelligenza artificiale può essere un moltiplicatore importante, ma dobbiamo chiederci cosa vogliamo moltiplicare”, ha detto Giorgia Meloni, aggiungendo che lo strumento dell’intelligenza artificiale potrebbe essere anche utilizzato per “divaricare ulteriormente gli equilibri globali e in quel caso gli scenari sarebbero potenzialmente catastrofici”.
La comunità internazionale ha davanti a sé uno scenario globale “complesso”, e non ha “altra scelta se non quella di agire.
Il Patto per il futuro che abbiamo siglato è frutto di negoziati complessi e la fase di attuazione che inizia ora è ancora più difficile e importante”, ha detto ancora Giorgia Meloni, aggiungendo che le sfide “che abbiamo di fronte sono multiformi”. Dal cambiamento climatico alla disuguaglianza, dalle crisi umanitarie alla criminalità transnazionale, fino ad arrivare ai conflitti armati. L’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina è “inaccettabile.
I conflitti armati rendono sempre più precaria la sicurezza internazionale: davanti ad uno scenario così complesso, ha affermato Giorgia Meloni, non abbiamo altra scelta se non quella di agire”.
La terza e ultima giornata della visita prevede altri due interventi.
La premier parlerà al vertice della Coalizione globale contro la minaccia alle droghe sintetiche, per poi tenere il suo discorso in serata al dibattito di alto livello dell’Assemblea Onu. Quest’ultimo, hanno spiegato fonti italiane, dovrebbe essere incentrato su una pluralità di temi: dalla promozione del multilateralismo alla centralità dell’Africa, fino ad arrivare a crisi internazionali come quelle in corso in Ucraina e nella Striscia di Gaza, e a temi come la difesa, la sicurezza alimentare e le priorità della presidenza di turno italiana del G7.
L’Assemblea sarà anche una opportunità per portare avanti le discussioni relative al peggioramento della crisi in Medio Oriente, legato alla recente escalation lungo il confine tra Israele e Libano. Le fonti hanno precisato che la premier dovrebbe ribadire la posizione del governo italiano in merito alla vicenda, sottolineando nuovamente il sostegno alla mediazione condotta dagli Stati Uniti.
Nel corso delle giornate di ieri e di oggi, Meloni dovrebbe partecipare anche ad una serie di colloqui bilaterali con altri leader presenti all’Assemblea di New York.
Fonti italiane hanno precisato che i colloqui (la maggior parte dei quali sarebbe ancora in corso di organizzazione) dovrebbero essere concentrati sui Paesi del Golfo. La presidente del Consiglio avrebbe in programma un bilaterale con il premier iracheno, Mohammed Shia Al Sudani, con il quale dovrebbe discutere il futuro dei rapporti tra Roma e Baghdad alla luce della presenza e degli investimenti italiani in Iraq. Il colloquio dovrebbe rappresentare anche una opportunità per parlare del contesto regionale.





