
si Nino Orlandi
Certo che ci vuole un bel coraggio da parte di chi tifava per Di Pietro, Santoro e i lanciatori di monetine mandati da Occhetto, per accusare di populismo chi a costoro si è opposto, dando una casa a chi aveva votato per quei partiti che avevano fatto grande l’Italia, mentre i nominalmente ex comunisti facevano finta di essere diversi, rimanendo sempre gli stessi fin quando, se non dopo, il muro di Berlino gli è caduto sulla testa.
C’è da capirli. Distrutti tutti gli altri partiti dalla inchiesta Mani Pulitte, che per loro fortuna risparmiò guarda caso solo costoro, i quali a quel punto pensavano che nel 1994 avrebbero vinto a mani basse, giocando a una porta sola. Invece si sono trovati davanti Berlusconi, che in pochi mesi ha raccolto il voto di chi non gradiva certi trasformismi, facendo crollare le illusioni di costoro.
Come non “apprezzare” la coerenza di un consigliere regionale PD, allorchè, riguardo Berlusconi, dichiara: “Esempio negativo per tutti”. Forse è ancora contrariato per da tutte queste vicende, dalle quale sono emerse due cose:
– che si può guarire – se prese in tempo – da molte malattie altrimenti incurabili, ma che guarire dalle ideologie anche comuniste è praticamente impossibile;
– che, se non ci si lascia abbindolare dalle loro chiacchiere, li si può battere.
Una ulteriore conferma, di certe “coerenze” viene dal rettore dell’Università per stranieri di Siena, il quale dichiara che non parteciparà al lutto e che non esporrà la bandiera nazionale, a mezz’asta evidentemente. Guarda caso è la stessa persona, che nel passato si è distinta come negazionista delle foibe.
Spiace dirlo, per certuni dalla “comunistite” è praticamente impossibile guarire.
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