
“La Guerra è il Tao dell’Inganno”. Questo è il Principio Assoluto da cui parte “L’Arte della Guerra” di Sun Tzu.
Come naturale conseguenza, per colui che si ritiene il padre del pensiero strategico fino ai giorni nostri,” la politica non è altro che la prosecuzione della guerra con altri mezzi”.
Nel “Della Guerra” Carl Von Clausewitz scriverà: “…la guerra è la prosecuzione della politica con altri mezzi. La guerra è un atto di violenza per imporre all’avversario la nostra volontà, la guerra è un gioco di interazioni tra incertezze,frizioni,casualità. E’ un atto di intelligenza politica,calcolo della probabilità e disponibilità al rischio…”.
Il nostro Mario Draghi ha presentato il 9 settembre il Suo rapporto alla UE conso di ben 393 pagine riguardanti le principali linee guida per le azioni che l’Europa dovrebbe sostenere al fine di evitare il declino, nei fatti ineluttabile, a favore di USA e Cina.
Una parte di tale rapporto, volutamente non approfondita dagli inutili commentatori della carta “stracciata” ben più interessati alle “corna pompeiane” ed a personaggi da operetta , riguarda la “Difesa UE”.
Il Sole 24 Ore di domenica 15 settembre, nella consueta autorevolezza, dedica ben due pagine al Rapporto Draghi sul tema Difesa.
Il titolo è esaustivo “La difesa UE:poche risorse e frammentate in un mondo di guerre”.
Economia di articolo impedisce il commento per singole voci, che partono dalla scarsa spesa europea giusto la necessità di 500 miliardi di euro per costi di ammodernamento militare . Ciò principalmente perchè la Difesa UE da oltre 50 anni è stata sostenuta quasi esclusivamente dall’ombrello della NATO, che significa dagli statunitensi. L’invasione russa della Ucraina ha scoperchiato il vaso di Pandora delle inefficienze europee nei termini che oggi si sostiene l’esercito ucraino fino allo sfinimento per il semplice motivo che non esiste un esercito europeo.
Il Rapporto Draghi continua sul limitato accesso alla Finanza delle PMI come misura di implementazione per l’industria militare, e sempre trattando di industria bellica si evidenzia la eccessiva frammentazione di tutto il sistema produttivo UE finalizzato a tale scopo con il dichiarato obiettivo di un necessario consolidamento del settore. Il tutto ,e lo si ripete con modalità diverse, provoca un alto grado di dipendenza internazionale.
Come è stile di Draghi non ci si sofferma solo ad enunciazioni di principio. Mario Draghi scrive e discute di proposte di settore come quello della Strategia Europea della Industria della Difesa (EDIS) e della adozione del Programma dell’Industria della Difesa Europea (EDIP) a breve termine. A seguire tutte le iniziative dirette al coordinamento strategico produttivo.
Ma il Rapporto Draghi affronta anche un altro tema strettamente connesso a questo, costituito dalle Proposte per il Settore Spazio. E su questo argomento si traccia la linea che parte dalla riforma della governance dello Spazio Europeo, sinergie tra industria ,spazio e difesa, fino alla definizione di regole europee per i “lanciatori” al fine di assicurare un accesso autonomo allo spazio con un chiaro riferimento alla politica “spaziale” di Elon Musk; In finale, come obiettivo di medio termine, promuovere ulteriori accessi ai mercati internazionali dello spazio.
Sono temi questi da impedire il sonno alle Cancellerie Europee, ma al pari di ciò che accadde alla fine dell’Impero Romano, ormai si vive di follie e dottrine woke.
In merito alle politiche di Difesa, e sono opinioni del Ministro della Difesa Crosetto, noi italiani non siamo preparati, laddove si ravvisi un periodo storico differente dall’attuale. Sulla Difesa abbiamo la proposta di 6 anni di carcere verso Salvini per aver cercato di impedire uno sbarco, forse perchè ormai la magistratura militante paleserebbe l’interesse a governare anche tali dinamiche, e figuriamoci cosa si possa pensare per modelli di Difesa operativi diversi dagli attuali, tali da ipotizzare avvisi di garanzia stampati con la fotocopiatrice verso i capi di Stato Maggiore.
In ultimo ma non ultimo.
Nel recente incontro a Londra tra Bill Burns, direttore della CIA e Sir Richard Moore capo dell MI6, si è letta la seguente affermazione:
“…We have no more trusted or esteemed allies..”
Solo il nostro Silvano Danesi ha colto la drammaticità di questa affermazione, espressa in un Suo autorevole articolo a riguardo.
E’ un Dramma. La Storia non vive di “comunicazione” alla tik tok, di follie ideologiche come la società liquida. La Storia fa pagare un prezzo, spesso elevatissimo, a chi non è in grado di comprendere le sue lezioni.
Stiamo scrivendo di Guerra, ma la gente pensa già alle vacanze natalizie, la politica nostrana vive di sogni e di giochi di potere da sottoscala ministeriale, le aziende ormai hanno la consapevolezza di fallimenti imminenti, il debito pubblico ormai scriverà un nuovo capitolo di “guerre stellari”, con un altro aspetto del rapporto Draghi che si chiama “Debito Unico Europeo”.
Mario Draghi non basta. E’ una “Mente” in pieno deserto artico,sahariano,oceanico, del nulla politico europeo.
Un ultimo aspetto.
Ad un popolo si possono dare tutte le armi di questo mondo, ma se non ha lo “Spirito” ripeterà ciò che ha fatto sempre:”..scappa e tradisce..” regalando il Belpaese ieri e l’UE oggi allo straniero di turno.





