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UNA TRAGEDIA, UNA CONTRADDIZIONE ED UNA PREGHIERA

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Di Marco Palombi

DALLE 2024 09 13 17.48.06 A Persian miniature style painting showing a family rejecting their son. The scene features ornate intricate designs with vibrant colors and fine de

Said Malkoun, cittadino marocchino di 47 anni, è stato investito e ucciso dall’imprenditrice Cinzia Dal Pino a Viareggio, dopo che quest’ultima aveva subito un borseggio da parte dell’uomo. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso l’inseguimento e l’investimento, avvenuto la notte tra l’8 e il 9 settembre 2024. Malkoun era un senzatetto noto alle autorità, con piccoli precedenti penali, e viveva in Italia da 24 anni in clandestinità.

Nonostante ripetuti tentativi da parte delle autorità italiane di rimpatriarlo, nessun Paese nordafricano, incluso il Marocco, aveva mai riconosciuto Malkoun come suo cittadino, rifiutandone il rimpatrio.

DALLE 2024 09 13 17.48.17 A Persian miniature style painting showing a family mourning their son after his death for financial benefit. The scene features intricate ornate des.jpg

Questa indifferenza, questo disconoscimento si sono improvvisamente capovolti con la sua tragica morte.

la famiglia di Malkoun, fino a quel momento assente, sconosciuta, si è fatta avanti chiedendo un processo severo e il carcere per l’imprenditrice. Le sorelle di Malkoun hanno persino fatto appello al Re del Marocco, invocando il coinvolgimento delle più alte autorità.

Allo stesso tempo, l’ambasciatore italiano a Rabat è stato convocato dal Ministero degli Esteri marocchino, lo stesso che prima aveva disconosciuto Said.

Questo doppiopesismo è inaccettabile per uno Stato che voglia essere rispettato nell’agone internazionale.

Il Marocco, che aveva rifiutato di riconoscere il proprio cittadino quando si trattava di rimpatriarlo, si mobilita ora. La famiglia, spinta dal potenziale risarcimento economico, emerge dalle nebbie dell’oblio, piangendo lo scomparso (da 24 anni?) affetto. Ed il Regno, interessato ad avere armi negoziali forti da metter sul campo nelle trattative con l’Italia di colpo si indigna per la sorte riservata ad un suo (ora prezioso, prima inesistente) suddito.

Le relazioni tra Italia e Marocco sono delicate e complesse, con in sospeso questioni legate alla sicurezza, all’immigrazione e alla cooperazione energetica, specialmente nel contesto della transizione verso le energie rinnovabili e delle ambizioni comuni nel Mediterraneo e in Africa.

È quindi ora più che mai necessario che le istituzioni italiane, in particolare la Farnesina e il Ministero degli Interni, non si lascino influenzare da queste pressioni opportunistiche e agiscano con fermezza per tutelare gli interessi del nostro Paese e della giustizia.

Prego quindi che Said trovi infine la pace che non ha trovato nella sua vita terrena. E che l’Italia ritrovi il coraggio che un tempo la distinse.

patria virtus

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  • Redazione

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