
La città dei lumi è diventata, in questo tragicomico 2024, la capitale dell’alienazione dell’Occidente.
Tragicomico, questo 2024, perché una serie di tragedie sono gestite da una tale congerie di cialtroni da suscitare, al contempo, orrore e ilarità.
Con il leitmotiv dei Carmina burana, un esercito di clerici vaganti, con il cervello in pappa, tenta di convincerci che vinceremo, saremo poveri e felici e protagonisti del progresso.
In questo Basso medioevo nel quale siamo precipitati non mancano buffoni e giocolieri nelle varie corti, sempre pronti a interrompere, con frizzi e lazzi, la noia dei loro padroni, assediati da monotonia esistenziale e da albagia grottesca e ridicola.
Nella Parigi di questo tragicomico 2014, alla Cattedra laicista e transumana di Emmanuel Macron sono accorsi i clerici vaganti della olimpiade blasfema e senza fiamma e ora da quella Cattedra si volgono alla “Cattedrale” dove, a fine restauro, si vogliono mettere, al posto delle storiche vetrate con immagini sacre, nuove vetrate con disegni astratti senza riferimenti religiosi.
Fare di Notre Dame la “Cattedrale” del laicismo woke è avvenimento che si consuma mentre il Soglio di Pietro è occupato da un pontefice che è impegnato a propagandare l’agenda tecno-finanziaria woke del climat change, in un processo di auto-secolarizzazione della Chiesa (Ratzinger) che sta trasformando il cattolicesimo in una delle tante sette protestanti in salsa americana, con allegato corollario di Ong al servizio.
Joseph Roth, nel 1934, sentendo l’onda avanzante dell’eccecamento riguardante la realtà, che porterà all’avvento del nazismo, scriveva: ”L’Anticristo è arrivato: travestito in modo tale che noi, che da anni siamo abituati ad aspettarlo, non lo riconosciamo. Già egli vive in mezzo a noi, dentro di noi. E su di noi grava la pesante ombra delle sue ignobili ali. Già ardiamo nella gelida vampa dei suoi occhi infernali. Alle nostre gole ignare già si avvicinano le mani pronte a strozzare. Già lambisce il nostro mondo con la sua lingua blasfema che in sé reca l’incendio. Già solleva i suoi piedi di fuoco per metterli sui deboli tetti facilmente infiammabili delle nostre case. Da molto tempo ha sparso veleno nelle anime incolpevoli dei nostri figli. Ma noi non lo notiamo!”. [1]
L’accecamento attuale è assai simile a quello degli anni Trenta del secolo scorso, anche se quanto si propone in arrivo è il nazismo travestito da woke.
Le proposte green di un’Europa di alienati sono contraddittorie in tempo reale e collidono con la realtà. L’accecamento è totale.
Mentre i clerici vaganti del green ci spiegano che dobbiamo ristrutturare le nostre case, la Corte dei conti europea ha reso noto che il fondo di 700 miliardi del dispositivo per la ripresa e la resilienza (Rrf) “non è verde come dichiarato”.
Siamo entrati in un mondo distopico governato da una congerie di alienati? La risposta è: sì.
Se non fosse una tragedia, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risa a vedere l’armata Brancaleone contorcersi nelle contraddizioni.
Il fatto è che gli alienati giocano con la pelle e con il sangue degli europei.
L’ultima follia, comprensiva di ignobile presa per i fondelli, è quella di dare l’assenso all’Ucraina per usare gli Storm Shadow britannici e gli Atacms americani (missili a lungo raggio) mentre le scorte si stanno esaurendo.
L’Ucraina è autorizzata a sparare missili che non avrà. Diabolico.
Nel frattempo la Russia sta vincendo sul campo, mentre la compagnia dei clerici vaganti ciarla di una vittoria che riporterà all’Ucraina la Crimea.
La schiera dei folli produce proclami.
Il ministero della Difesa russo ha reso noto di aver riconquistato in due giorni 10 villaggi nella regione di Kursk che erano nelle mani degli ucraini.
Si tratta delle località di Apanasovka, Byakhovo, Vishnevka, Viktorovka, Vzapnoye, Gordeevka, Krasnooktyabrskoye, Obukhovka, Snagost e Disyatogo Oktyabrya.
La realtà si impone.

Secondo il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, l’esercito russo sta spingendo le truppe ucraine fuori dalla regione. Le informazioni diffuse da Lavrov corrispondono solo in parte alle news fornite da blogger militari e think tank che monitorano quotidianamente le operazioni.
Dall’inizio dell’incursione nella regione il 6 agosto, secondo la Tass, le forze armate dell’Ucraina avrebbero perso almeno 7.000 soldati nel solo distretto di Sudzha.
Quando si perde di vista la realtà e si vive in una bolla irreale si è classificabili come alienati.
Ancora peggio dell’alienazione è la perdita di identità, la destrutturazione di un senso di sé stabile e coerente (self-ambivalence).
Cosa desidero veramente? Cosa voglio essere veramente?
La self ambivalence è correlata al fear of self, l’idea di un sé che si teme di diventare.
Se portiamo questi concetti a livello di massa, possiamo vedere con chiarezza la crisi profonda degli Stati Uniti d’America, che si riflette sugli stati europei.
Anzitutto, come scrive opportunamente Francesco Casarotto su Domino (8/2024), “come per ogni impero, la storia americana è una storia di violenza”, in quanto “la brutalità è intrinseca all’essere superpotenza”.
Il fatto è che nella narrazione della storia americana si stanno combattendo due versioni che, nel complesso, sono destrutturanti dell’identità stessa degli Stati Uniti.
L’idea dell’eccezionalismo, ossia del ritenere il popolo americano eletto dalla divina volontà a portare la democrazia e la libertà nel mondo, dopo aver avuto una sorta di periodo di illusione dovuto alla caduta dell’Unione Sovietica, deve fare oggi i conti, con relativa enorme frustrazione, con il fatto che gran parte dei popoli del pianeta non sanno cosa farsene del modello americano e, spesso, lo rifiutano.
Inoltre, gli attuali rapporti di forza nel mondo, non consentono più agli Stati Uniti di ritenersi l’unica potenza mondiale, in grado di imporre le proprie regole a tutti.
L’altra versione della storia americana è quella woke, colpevolista ed espiatoria, che rigetta non solo il mito dell’eccezionalismo, ma ritiene che il percorso degli americani sia costellato da soprusi, violenze, a scapito dei nativi, degli schiavi, dei deboli e che gli attuali abitanti degli States debbano fare ammenda.
Anche in questo caso, soprattutto in questo caso, l’identità americana viene minata alle fondamenta.
Con il centro dell’impero che non riesce più a sapere chi è e cosa vuole essere, è chiaro che l’Occidente vive un’alienazione pericolosa, destrutturante e, alla fine, esiziale.
Continuare a giocare sulla menzogna, sulle illusioni, su narrazioni che nulla hanno a che fare con la realtà, alla fine non farà altro che creare le condizioni per una sconfitta pesante dell’Occidente, preludio alla sua fine.
I cialtroni, i buffoni, i saltimbanchi sono all’opera.
O Fortuna
Velut luna
Statu variabilis
Semper crescis
Aut decrescis
Vita detestabilis
Nunc obdurat
Et tunc curat
Ludo mentis aciem
Egestatem
Potestatem
Dissolvit ut glaciem
Sors immanis
Et inanis
Rota tu volubilis
Status malus
Vana salus
Semper dissolubilis
Obumbrata
Et velata
Michi quoque niteris
Nunc per ludum
Dorsum nudum
Fero tui sceleris
Sors salutis
Et virtutis
Michi nunc contraria
Est affectus
Et defectus
Semper in angaria
Hac in hora
Sine mora
Corde pulsum tangite
Quod per sortem
Sternit fortem
Mecum omnes plangite
«O Fortuna,
come la luna
costantemente variabile,
sempre cresci
o decresci,
vita detestabile!
La Fortuna or indurisce
ed or lenisce,
per giuoco, l’acutezza della mente;
indigenza
e potenza
dissolve come ghiaccio, indifferentemente.
Sorte immane
ed inane,
tu ruota volubile,
condizione aleatoria,
salute illusoria
sempre dissolubile,
obumbrata
e velata
pure me hai in tua possa.
Ora per ludo
il dorso nudo
offro alla tua percossa.
Destino di salute
e di virtute,
or mi sei nemico protervo.
Ogn’uom tormenti
ed annienti,
riduci in eterno servo.
In questo momento,
senza differimento,
le vostre corde percotete!
Poiché per sorte
la Fortuna prostra un forte,
con me tutti piangete!»
[1] Joseph Roth, L’Anticristo, Edizioni Theoria





