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PENSIONI E ADEGUAMENTO, LA TRUFFA CONTINUA

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di Marforius
PENSIONI, LA TRUFFA CONTINUA. UNO STATO CHE TRUFFA CHI HA PAGATO SERIAMENTE I CONTRIBUTI
Dai rumors che si raccolgono, anche la prossima legge di bilancio tratterà l’adeguamento delle pensioni, e a quanto sembra la legge finanziaria, continuerà a perpretare, riguardo l’indicizzazione delle pensioni, una vera e propria truffa, continuando con una previsione assolutamente iniqua, fuori da ogni logica, sia giuridica sia riferita al più elementare buon senso.
Appare infatti  assurdo che l’indicizzazione delle pensioni, così come formulata dal governo, continui ad essere differenziata mediante un artifizio degno dei migliori bari, che prevede addirittura un inasprimento delle già truffaldine modalità di calcolo da tempo applicate, che riduce ulteriormente in termini reali le pensioni spettanti.
L’artifizio non è quindi una novità,  è stato introdotto da tempo, con criteri che rispetto a  quanto fatto lo scorso anno e a quanto sembra si vada a fare, penalizzavano in modo relativamente limitato e riferito agli scaglioni individuati, come la più elementare logica vorrebbe.
Ora, invece, superando qualsiasi impudenza, si continua a proporre l’introduzione di un calcolo, riferito all’incremento spettante, nel quale si prende come riferimento l’ammontare della pensione, senza considerare i vari scaglioni, il che porterà paradossalmente a incrementare di più le pensioni ai limiti di una certa fascia rispetto a quelle riferite alla fascia successiva: una iniquità assoluta, diciamolo pure un vero e proprio furto.
Si proprio un furto, in quanto le aliquote decrescenti, sono applicate di volta in volta, come cennato, su tutta la somma spettante, non sugli scaglioni di reddito come già fatto in precedenza e con valori limitati, il che significa una perdita secca del potere d’acquisto delle pensioni piu’ alte, che arriva quasi a vanificare gli adeguamenti.
Un provvedimento del genere se reiterato appare, quindi, un ulteriore pesante attacco al sistema pensionistico italiano, che si riflette ovviamente sulla qualità della vita di una significativa parte dei cittadini,  e che appare degno di  un regime cleptocratico.
Alla faccia delle promesse elettorali di non mettere le mani in tasca agli italiani e al fatto che chi è già in pensione da tempo attende adeguamenti che vengono sistematicamente disattesi.
Se il Parlamento approva anciora una volta una proposta del genere, dopo che la Consulta  ha dichiarato incostituzionale il blocco dell’indicizzazione delle pensioni, introdotto dal governo Monti, poi comunque reintrodotto dal governo Renzi, il nostro Paese non sarebbe più uno stato di diritto. Basta pensare che se una modalità di calcolo del genere fosse stata proposta da una compagnia di assicurazioni privata, tutti avrebbero gridato in coro che saremmo stati di fronte a una truffa.
Come spesso accade, oltre ai danni siamo di fronte a una ulteriore beffa, in quanto l’incremento ridotto produrrà effetti sulla pensione per il resto della vita del pensionato.
Peraltro i destinatari delle pensioni di maggior importo sono proprio coloro che hanno pagato effettivamente fior di contributi, senza considerare gli effetti di una tassazione progressiva IRPEF, sulla quale, vista la palese evasione fiscale di massa, ci sarebbe da ridire e non poco.
Un paese alla rovescia, che come spesso accade oltraggia chi rispetta le regole.

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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