
Carlo Di Stanislao
“Una volta iniziata una lite nessuno saprà quello che accadrà”
Marco Tullio Cicerone
In giro c’è aria di tempesta e non parlo di temporali di fine estate.
Maria Rosaria Boccia, la dark lady del momento, femme fatale che secondo Padellaro ha fatto in due giorni poi danni al governo che due anni di opposizione, il giorno dopo le dimissioni del ministro Sangiuliano, sembra replicare con ironia proprio a Giorgia Meloni che più volte è tornata ad indicare l’imprenditrice di Pompei senza chiamarla per nome e con toni alquanto sprezzanti.
Lo fa in una storia su Instagram dove tagga Cernobbio e scrive: “”Ogni donna deve essere libera di vivere la propria essenza, nel rispetto degli spazi altrui. Per comprendere appieno gli spazi conquistati, è necessaria l’umiltà di ascoltare la storia con una mente aperta. Solo così possiamo definire quegli spazi fino a raggiungere la dimensione della verità, che apre la possibilità di scegliere consapevolmente e comprendere che ci sono strade diametralmente opposte tra cui scegliere. Tuttavia, ciò che vedo è una donna pronta allo scontro, che affronta la situazione con la forza di un pugile, che soffia il naso dopo il jab, ma non vede di aver sferrato un colpo al vento, senza intaccare la verità”.
Già nei giorni scorsi, sempre dopo le parole della premier aveva protestato: “Questa persona ha un nome, un cognome e un titolo”. Poi in una successiva intervista a La Stampa, la donna aveva accusato Meloni di aver usato ‘comportamenti sessisti’ contro di lei: “Mi chiedo perché io vengo trattata con arroganza, additata senza nome e cognome” aveva detto. E sul nuovo tag ci va giù ancora piu duro.scrivendo all’indirizzo delle premier:” “‘Questa persona’ è proprio una dilettante!”
La femme fatale è selvaggia, dice sempre ciò che pensa e vive i suoi poteri di attrazione senza fornire giustificazioni. È vera verso se stessa e verso la propria autenticità; la sua sensualità è sua alleata. Sa quello che vuole e quando lo vuole e non ha paura dei suoi desideri. È capace di usare i sentimenti negativi, come insoddisfazione, rabbia, dolore e amarezza, come fossero un fertilizzante miracoloso per i cambiamenti che desidera vedere nel mondo.
L’archetipo della femme fatale ha il suo lato oscuro nella Tentatrice, colei che abusa del suo potere seduttivo con intenti manipolatori. La dicotomia femme fatale/tentatrice esiste in ogni donna, dice la psicologia.
Molte studiose hanno sottolineato come la caratterizzazione negativa di questi personaggi riveli la natura fondamentalmente androcentrica e misogina dell’immaginario cinematografico della Hollywood classica, poiché, “sebbene il film noir presenti spesso figure di donne indipendenti e determinate mosse da un forte desiderio di affermazione sociale, esse sono invariabilmente destinate, letteralmente o metaforicamente, ad essere distrutte.
Ma nello scontro fra due donne tanto diverse e determinate chi distruggerà chi?
Ma questo non è l’unico né il più sanguinoso duello in corso in questa fine estate ancora invasa da agitante calore.
Con un post su Instagram il fondatore dei Cinque Stelle Beppe Grillo lancia un aut aut a Giuseppe Conte: «Ormai è chiaro come il sole: a ottobre vi troverete davanti a un bivio, costretti a scegliere tra due visioni opposte di cosa debba essere il Movimento 5 Stelle – si legge nel post – . La prima è di una politica che nasce dal basso, e non da politici di professione, la seconda è quella di Giuseppe Conte».
Non esistono regole perfette – continua Grillo -, ma è evidente che i conflitti d’interesse si acuiscono quando i rappresentanti si chiudono nei loro privilegi e si rifiutano di lasciare lo spazio agli altri. È un comportamento dettato dal naturale egoismo umano, radicato e difficile da sradicare. Proprio per questo, Gianroberto (Casalegno, ndr) ed io abbiamo capito che, per creare un modello diverso dai partiti tradizionali, dovevamo stabilire alcune regole fondamentali, inviolabili».
A stretto giro è giunta la replica di Alfonso Colucci, che riveste il ruolo di Organo di controllo del Movimento con il compito di vigilare sul rispetto della legge, dello Statuto, dei Regolamenti e delle deliberazioni degli organi associativi. «Il potere di interpretazione autentica delle norme dello Statuto del Movimento 5 Stelle, rivendicato dal garante Beppe Grillo in un post pubblicato oggi, dà luogo a una mera raccomandazione: si tratta di moral suasion ed è priva di qualunque efficacia giuridica», sottolinea.
Gli eletti insomma ci tengono alla poltrona e seguono Conte e non Gruppo che tiene ferma la posizione sul secondo mandato.
La sfida è netta: «Sono pronto ad esercitare i diritti che lo Statuto mi riconosce in qualità di Garante» per evitare lo snaturamento del Movimento. Per sbarrare la strada alle “incursioni”, per chiedere ai 5stelle di restare fedeli alla loro storia, ha scritto Grillo. Ci sarà ancora un mese di scontro, poi la resa dei conti all’assemblea Costituente, il 20 ottobre.
Non è dialettica interna, è un “o io o lui” dietro il quale prende forma lo spettro di una nuova scissione.
E le le liti serpeggiano in Europa.
La Germania è in piena crisi politica con le destre che avanzano ed una economica in recessione per cui dopo essere stato da sempre il più grande Stato membro. sta diventando un peso per il resto dell’Unione europea, una zavorra che trascina verso il basso il resto del continente.
E destra e sinistra si rimpallano le responsabilità.
Ma la vera malata in Europa con debito pubblico fuori controllo e presidente indebolito è la Francia.
Ursula von der Leyen ha rifiutato di commentare i risultati delle elezioni in Turingia e Sassonia, i due Länder della Germania orientale, dove il successo dell’estrema destra di AfD è destinato a destabilizzare ulteriormente la litigiosa coalizione a tre di Olaf Scholz. La presidente della Commissione non vuole nemmeno commentare lo stallo in cui è immersa la Francia da quasi tre mesi, dopo la decisione di Emmanuel Macron di sciogliere l’Assemblea nazionale e di indire elezioni anticipate che si sono rivelate inconcludenti.
Eppure le crisi che stanno attraversando i due più grandi e importanti stati membri avranno serie ripercussioni sull’Unione europea, a cominciare dalla prossima Commissione presieduta da von der Leyen. Il motore franco-tedesco, che tradizionalmente spinge in avanti la macchina comunitaria, non scoppietta da tempo a causa delle continue divergenze tra Scholz e Macron. Ora non funzionerà più. Nei prossimi mesi il rischio per l’Ue è che Germania e Francia siano concentrate esclusivamente su sé stesse, mentre l’agenda dell’Ue si riempie di temi che impongono decisioni.
Insomma l’Europa, un tempo stella del mondo occidentale, non solo non brilla più, ma rischia di esplodere.





