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ATLANTIDE CI ATTENDE

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di Angelo Ciccarella

La materia ha la proprietà di reagire allo sguardo con cui la si osserva. Heisenberg in un certo qual modo lo ha dimostrato, ma è l’esperienza che l’attesta. È la natura dei nostri pensieri a decidere come la materia si manifesta davanti a noi. Ogni nostra cellula, ogni nostra molecola di DNA è solo la cristallizzazione del pensiero che la sottende, sia esso volontario che inconscio. Il cammino interiore, l’itinerario che scegliamo, è più importante della ‘prova provata’ ed immediata di certe realtà. Non è costruttivo, credetemi, aprire la porta d’accesso di una dimora immensa e sontuosa a chi non si dà neppure la pena di cercarne la chiave, ovvero di accettare che le proprie convinzioni vengano completamente rimesse in causa, rendendosi quindi disponibile.
E se la Via iniziatica fosse solo un’illusione, un gioco psicologico di compensazione di una vita spenta, insoddisfacente, a cosa servirebbe tanta audacia, tanto impegno? L’audacia ha valore di per sé. Ti rende un migliore esploratore della vita, della tua vita, e non è poco. Perché rinunciare ad esplorare l’ignoto, lo straordinario continente sommerso della conoscenza? Atlantide ci attende. Voglio dire che tutto ciò che riguardi l’espansione della coscienza contribuisce a far luce sulla realtà, su ciò che veramente siamo. Limitare la nostra esistenza secondo l’offerta del sistema, ci costringe a dibatterci senza speranza in una prigione sensoriale e animica.
So fin dove posso spingermi con questi appelli di richiesta di fiducia. Cerco di generare “fede” e l’apertura nei confronti di realtà considerate intangibili nelle menti e nei cuori delle persone. Più siamo meglio è. Raggiunto quel numero – non c’è limite d’ingresso -, disporremo di una vera e propria batteria psichica, capace di propagare la stessa apertura mentale ad altre persone. E senza sforzo alcuno. Questa nostra corrente magnetica servirà anche da “cuscino” per assorbire l’impatto emozionale che la nostra azione provocherà nel sistema lucifugo che ci opprime. Saremo noi a scegliere il momento della messa a dimora, probabilmente tra l’autunno e l’inverno.
Non saremo soli in tale impresa. Non avremmo possibilità alcuna senza l’ausilio di influenze spirituali provenienti dall’Alto.
Se abbiamo fede nell’invisibile celeste, tutto si manifesterà ed estrarremo luce dalla materia.

Autore

  • Redazione

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