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LA POVERA SHARON, BANALITA’ DEL MALE E ODIATORI SERIALI

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di Carla Ceretelli

La banalità del male e gli odiatori seriali. Che spuntano come i funghi. Ieri tante ipotesi. Oggi tutti sanno.

“Spero venga fatta chiarezza il prima possibile e, in caso di colpevolezza, pena esemplare, senza sconti” osa dire Salvini, immediatamente rampognato dalla minoranza.

Il fidanzato della povera Sharon sulla bocca di tutti, più o meno palesemente. Grande dignità, tanto da non volere un avvocato, forte della sua innocenza.

“In fondo è  solo un povero malato psichiatrico, ha avuto un raptus “qualcuno  avanza anche questa ipotesi.  Nonostante eminenti psichiatri sostengano che il raptus in psichiatria non esiste.

Nei vari TG  si definisce  il killer come italiano. Con grande enfasi lo hanno specificato.  E, in effetti, essendo nato nel nostro Paese, lo è. Purtroppo. Perché non abbiamo certamente bisogno di  membri  di famiglie  di immigrati  , ancorché  italiani, che delinquono. Proprio perchè ne abbiamo abbastanza dei nostri.

 Piccola digressione.  Mi  sovviene la proposta del Ministro Nordio che vorrebbe rimpatriare chi delinque anche per risolvere, almeno in parte, il problema del sovraffollamento delle carceri nostrane in cui tanti detenuti si suicidano.  Spesso per il trattamento che ritengono  non rispettoso dei diritti umani.

Ma i media,   nei servizi successivi ,  hanno dovuto dirne il nome ed abbiamo capito che la sua cultura non è italiana…Trattasi di cultura, appunto.

Naturalmente le note  persone che considerano risorse gli immigrati fanno finta di non capire e continuano a sostenere, giustamente, che “anche gli italiani,  da sempre,   lo fanno”.

Purtroppo è così, siamo circondati da una violenza perversa. Non passa giorno in cui non si sia aggrediti al nostro risveglio, da vicende orribili, prevalentemente con  omicidi di donne  intra e extramoenia, sovente da accoltellamento.

Ecco, questo  fa pensare parecchio. A memoria non ricordo delitti efferati da accoltellamento, prima dell’avvento di immigrati provenienti da vari paesi africani e di religione islamica.  

Negli ultimi decenni questi eventi orrendi con arma bianca, alla portata di tutti, in cucina o da macello,  si sono avvicendati. Come se una emulazione senza remore avesse attaccato in modo perverso anche la nostra cultura.

Nessuno lo può negare. Inoltre, come dicevamo, negli ultimi tempi appellativi e attributi come “immigrati clandestini” “di colore” o addirittura neri,  di origine non italiana ma italianizzati, vengono quasi messi all’indice .Insomma, non è “politically correct” enunciarli.

La nostra lingua viene immancabilmente stravolta  mentre   gli  stranieri  pretendono di  non accettare leggi, norme e regole, del Paese in cui hanno scelto o vogliono vivere. Mantenendo tranquillamente usi e costumi propri, purché non distorcano e sconvolgano  i nostri.

Il killer in questione, di origine africana, aveva precedenti penali, denunciato più volte per maltrattamenti  in famiglia.  E andava in giro per il paese con i suoi coltelli.

Forse La piccola Sharon si sarebbe potuta salvare se questo bruto violento fosse stato fermato. Come tante altre vittime, purtroppo.

Certo, anche gli italiani “originali” lo fanno, purtroppo, ma con un movente, ammesso che avere un movente possa essere considerato un’attenuante,

Inoltre si sottovaluta, a mio avviso , l’uso  e l’abuso di stupefacenti quasi sempre presenti dietro delitti efferati.

Arrivando  alla conclusione, alla parte sostanziale della questione,  si assiste  alla polemica  per le frasi di Salvini su Moussa Sangare, il killer  che oggi pare pentito dato che non sapeva quel che faceva. Addirittura, piagnucolante.   Salvini, ministro delle infrastruture e dei trasporti, si espone, forse in modo esorbitante come consuetudine, semplicemente asserendo che il trentunenne,  è di “origini nordafricane e cittadinanza italiana” ma osa sottolineare  sui suoi canali social. “Spero venga fatta chiarezza il prima possibile e, in caso di colpevolezza, pena esemplare, senza sconti”. Concludendo e   congratulandosi con i carabinieri.   Ma, udite udite, sostiene anche che è di colore, che è nero. Certo,  è africano. O dobbiamo davvero temere di esternare qualunque appellativo oggettivamente realistico.

Anche il senatore Borghi, piaccia o non piaccia, su X. “Oh, abbiamo i giornali che per una volta ci dicono la nazionalità di un criminale. È italiano. Si chiama Moussa Sangaré”. Questo il commento sarcastico a un articolo di giornale che definiva appunto come italiano il presunto omicida.

Anche  l’onorevole  Laura Ravetto  sui social si chiede: “Sono questi i nuovi Italiani cui aspiriamo?”

Naturalmente da sinistra risponde il consueto e devoto squillo.  In primis arriva l’ululìo di  Magi: “Avvoltoi”, Riccardo Magi è fra i promotori del referendum per la legalizzazione della cannabis. Ma, giustamento sto andando fuori tema e mi astengo.

Secondo Magi “Usare un caso di cronaca per opporsi a un dibattito che si è aperto nel paese sulla cittadinanza usando un caso di cronaca è puro sciacallaggio”. Purtroppo l’omicidio della povera Sharon è avvenuto in questo momento. “Vergognoso che lo facciano dei parlamentari di maggioranza e dei ministri che dovrebbero rispettare il dettato costituzionale del giusto processo e della separazione dei poteri. Perché non parlano allora dei due cittadini stranieri la cui testimonianza ha permesso di individuare l’assassino? Salvini e leghisti ancora una volta hanno perso una occasione per fare bella figura”.

Veramente si è parlato a lungo  dei due cittadini di origine marocchina che hanno aiutato nelle indagini presentandosi spontaneamente  all’Arma.  Sono stati ringraziati ovviamente  anche dal povero Sergio, il  compagno sempre accolto dai suoceri,  che non oso pensare quanto abbia sofferto in questo mese, per le illazioni oltre al dolore per la tremenda perdita.

“Non c’è nessun movente religioso, né terroristico, non appartiene ad alcun movimento religioso, poteva essere la signora Verzeni o uno di noi che passavamo di lì”, ha aggiunto.  “Non c’è stato alcun movente, non si conoscevano e non hanno mai avuto contatti”. Il procuratore ha spiegato che il presunto (ancorché reo confesso  nda) killer è “un uomo trentenne, cittadino italiano originario di un altro Paese”.

Non capisco perché il procuratore, nella sua prima conferenza stampa  non  abbia detto  di quale paese.  Esiste una specie di ritegno nel pronunciare i pensieri più lampanti e pacifici, ma evidentemente non politicamente corretti.

Cenni, notizie,  sul killer.

l reo confesso in passato aveva lavorato con alcuni rapper come Izi ed Ernia, ai brani “Scusa” e “Fenomeno”.

«Era un bravo ragazzo, tornato dall’Inghilterra era “bruciato”»

«Io abito qua dal 2016, loro c’erano già. Moussa era un bravo ragazzo, di talento. L’ho visto cambiare quando è tornato dall’Inghilterra, era “bruciato”», ha riferito all’Ansa un vicino di casa della famiglia Sangare. Moussa viveva a Suisio (Bergamo) insieme alla madre e alla sorella, ma litigavano spesso, «fino a che loro non lo hanno buttato fuori di casa e lui ha occupato l’appartamento di sotto», racconta il vicino. Che ha aggiunto guardando il video di “Scusa”: «Adesso è molto più magro e rasato»

«Aveva davanti una carriera, so che voleva anche partecipare a X Factor», racconta un ragazzo che lo conosceva di vista. Moussa Sangare,  anni fa aveva infatti collaborato con i rapper Izi ed Ernia. Il suo nome d’arte era Moses Sangare. Nella sua pagina Facebook, che conta 700 followers, si vedono gli scatti con alcuni artisti e alcune prove dell’aspirante cantante in video amatoriali.

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