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UNIONE EUROPEA, ESPRESSIONE GEOGRAFICA CON PARADISI FISCALI INCLUSI?

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di Savino di Scanno

A voler leggere l’articolo del 7 giugno c.a. della rivista on line PMI NEWS dal titolo “Olanda, buco nero di Europa” si resta smarriti volendolo comparare con gli articoli nostrani da minestrone nazionale circa l’ennesima rottamazione delle cartelle esattoriali.

L’articolo in questione, che riporta fonti autorevoli come Agenzia ICE e CBS del 30/04/24 è una “summa teologica” sulla evasione fiscale nelle forme più raffinate.
Si inizia con: un battitore libero, in Ue, l’Olanda. O meglio: un buco nero dove finiscono i denari degli altri Stati membri.

Sono circa 72 i miliardi di euro di profitti aziendali, secondo l’economista Gabriel Zucman, tra i massimi esperti riconosciuti a livello mondiale. Di questi, circa 10 miliardi finiscono al fisco olandese, gli altri dentro le casse delle multinazionali.

E dall’Italia? L’Olanda sottrae – secondo Zucman – circa 3 miliardi di euro l’anno al fisco italiano. E la conseguenza è che il 40 per cento circa del gettito di tassazione sui profitti di impresa deriva proprio da questa anomalia.

Basti pensare che nei Paesi Bassi sono presenti oltre 15mila società finanziarie speciali, denominate ‘bucalettere’ attraverso cui passa un flusso di circa 4.500 miliardi di euro ogni anno. Ma di questo pacchetto sono soggetti a tassazione soltanto 200 miliardi circa.

Secondo il rapporto Oxfam, già nel 2009 l’80% delle entrate e il 76% di uscite degli investimenti stranieri passavano attraverso questa tipologia di società. Percentuale cresciuta nel 2013 rispettivamente a 83% e a 78%. E poi ancora sempre di più, come dimostra il rapporto del Parlamento Ue del 2018.

Già nel 2018 gli investimenti esteri in Olanda sono pari a più di cinque volte il Pil.

Tra i Paesi più colpiti al mondo da queste strategie di profit shifting, vi sarebbero i grandi Paesi UE: Germania 29%, Francia 24%, UK 21 % Italia 19%; mentre a livello extra UE i più colpiti sarebbero USA 17% e Brasile 10%.

Il Profit shifting, ovvero lo spostamento dei profitti per pagare meno tasse è praticato soprattutto da sei paesi europei: Lussemburgo, Irlanda, Olanda, Cipro, Belgio e Malta. Operano di fatto un dumping fiscale contrario al principio di solidarietà tra i membri dell’Unione previsto dai trattati. Se un’azienda opera in Italia, manda gli utili in Olanda e l’Olanda non la tassa, il gioco è fatto.

E ad avere la sede legale in Olanda sono soprattutto le multinazionali, come la Exor degli Agnelli (cui fa capo la Stellantis che ha i tavoli aperti con il Mimit di Adolfo Urso per mantenere i livelli occupazionali a Melfi) e Unilever. Aiuti italiani permessi grazie alle tasse pagate dalle piccole e medie imprese italiane.

Secondo il rapporto “Offshore shell games 2017” dei due istituti di ricerca statunitensi Itep e Us Pirg – più della metà delle società della classifica Fortune 500 ha almeno una filiale nei Paesi Bassi, la percentuale più alta prima di paesi come Singapore, Hong Kong e Lussemburgo, dove il fisco è particolarmente amico delle imprese.

Nello specifico, su un totale di oltre 24.000 miliardi di dollari di profitti che, nel 2017, i gruppi multinazionali sono riusciti a trasferire verso tutti i paradisi fiscali del mondo, più di 20.000 miliardi avevano trovato ‘riparo’ (temporaneo o definitivo) proprio nei paradisi dell’Unione europea.

Secondo il rapporto Oxfam Italia, “il 2023 è destinato, in particolare, ad essere ricordato come l’anno più redditizio di sempre per le grandi corporation. Complessivamente, 148 tra le più grandi aziende al mondo hanno realizzato profitti per circa 1.800 miliardi di dollari tra giugno 2022 e giugno 2023 con un aumento del 52,5% degli utili rispetto alla media del quadriennio 2018-21. Per ogni 100 dollari di profitti generati da 96 tra i maggiori colossi globali, 82 dollari sono fluiti ai ricchi azionisti sotto forma di dividendi o riacquisti delle azioni proprie”.

Si rimanda la lettura completa dell’articolo al sito PMI NEWS,volendo solo riprendere i punti più rilevanti.

Quindi noi in Europa abbiamo un meraviglioso “Paradiso Fiscale” e nessuno ne parla con attenzione, a partire dalle “testate” (in tutti i sensi) delle riviste dai nomi anglofoli specializzate nel cosidetto giornalismo investigativo.

Ma vi è sempre una ragione. Se ad Amsterdam vi è la sede della EXOR degli Agnelli, che controlla Stellantis, che controlla a sua volta Gedi, che controlla a sua volta le riviste giornalistiche come La Stampa, Repubblica ed Economist, ed avviene che il Governo Italiano ostacola la cessione di Comau da parte di Stellantis, poi si assiste alla furibonda campagna giornalistica di taluni contro il nostro Presidente del Consiglio Meloni, il tutto condito dai principi come la difesa della stampa libera, la difesa dei diritti di tutti i tipi in particolare quelli multicolore.

Non basta. Andiamo a vedere chi governa in Olanda.

In Olanda il nuovo governo è formato da una coalizione di centro destra il cui Primo Ministro è Dick Scoof, che è stato il direttore dell’Intelligence Interna Olandese, e si ricorda che il nuovo responsabile NATO per il quadrante meridionale è un olandese, Mark Rutte.

Quindi un governo di centro destra, diretto da un direttore dei servizi segreti con un alto esponente NATO da poco designato,con una Monarchia di rappresentanza, ma anche paese dei “diritti lgbt ed allegati vari”, assolutamente “largo di vedute”.

Sembrerebbe, in tal modo, che un Paese di circa 18 milioni di abitanti conti più di tutti gli altri Paesi Europei.

Si aggiunge che la Cina ha importanti “basi” ad Amsterdam visto che il Dragone si muove bene. Ovviamente ci sono gli specialisti del FSB, i soliti noti di CIA ed MI6, oltre a tutto il resto al seguito.

Sarebbe il caso di chiedere qualche opinione di merito circa il contrasto alla evasione/elusione fiscale internazionale al 2° Reparto della Guardia di Finanza, oltretutto ritenuta la più qualificata polizia economica finanziaria non solo europea ma di tutto il mondo occidentale.

Questi sono temi seri, complessi, ma sono i veri argomenti circa gli Interessi e la Sicurezza Nazionale.  Per il resto restiamo al mare, da Ladispoli a Campomarino troveremo sempre un ombrellone dove godere la vista di qualche giunonica signora in topless.

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