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PARIGI VAL BENE UNA SENNA

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Doveva essere la vetrina mondiale dell’ecocompatibile, del no all’inquinamento del pianeta, del green e si è trasformata nella vetrina dell’inquinamento.

Si può ben dire che Parigi val bene una Senna, altro che Ville Lumiere. Paris la Ville de la pollution de l’eau.

Il Belgio ha ritirato la squadra dalle gare del triathlon misto che si deve svolgere in parte nelle acque della Senna dopo che una triatleta, 35 anni, “è stata contaminata dal batterio Escherichia coli”, secondo la stampa belga.

L’atleta lamenta problemi di stomaco e intestino.

La Federazione belga ha anche accusato – con una nota ufficiale – l’organizzazione di Parigi, colpevole di non aver saputo gestire allenamenti e gare. «Il Comitato olimpico belga e la federazione triathlon sperano che la lezione venga appresa in vista delle prossime competizioni di triathlon alle Olimpiadi».

La Senna non è balneabile dal 1923 e l’organizzazione di Giochi in questi ultimi anni ha speso l’equivalente di 1,5 miliardi di euro per ripulire le acque del fiume e renderlo adatto alle gare di nuoto, triathlon e paratriathlon.

Ora ci saranno le solite polemiche scientifiche, tecniche, con pareri contrastanti a sostengo di questa o di quella tesi.

Un dato è certo: la Senna non è più una questione sportiva, ma un caso politico.

Macron, ancora una volta, ha trasformato una opportunità in una sconfitta.

Autore

  • Redazione

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