
di Raffaele Romano
In questi giorni che ci avvicinano al ferragosto dove la piccolissima ed infima politica nostrana continua ad azzuffarsi sul nulla o quasi, sul proscenio internazionale, eventi enormi e di portata globale si accavallano vieppiù.
In Italia vige una legge non scritta ma largamente applicata “lavorare ad agosto sembra quasi una lesione di diritti, forse dimenticandosi che il diritto è alle ferie” non a farle tutti contemporaneamente. Ma tant’è sta per arrivare il “generale agosto” e gli italiani, ammesso che ne abbiano mai fatta una, fermano anche la rivoluzione in questo periodo per andare al mare. A questo brutto malvezzo partecipano quasi tutti: datori di lavoro, privati e pubblici, nonché i sindacati a cui, dovendo consegnare un mio libro autografato con dedica ad uno di essi, mi è stato detto di attendere il 1° settembre perché il 31 luglio chiudono letteralmente.
Fra pochi giorni al Senato e alla Camera ci sarà la corsa ad approvare diversi provvedimenti e addirittura si trovano uffici pubblici, per non parlare di luoghi di interesse turistico, che chiudono per ferie! Gli stessi ritmi della politica e della P.A. sono scanditi dall’attesa delle vacanze.
Nel frattempo il mondo se ne infischia del generale agosto per cui stanotte è stato ucciso il capo politico di Hamas. “Ismail Haniyeh” assassinato da un raid israeliano a Teheran
Al Arabiya ieri ha confermato che Fuad Shukr è rimasto ucciso nel raid Israele su Beirut dell’altra notte a tre giorni dal massacro di bambini drusi a Majdal Shams, nel Golan settentrionale. Una potente esplosione ha colpito la roccaforte dei miliziani sciiti filoiraniani a Beirut, obiettivo il Consiglio della Shura di Hezbollah oltre che la sala operativa del braccio militare del partito di Dio e delle Guardie rivoluzionarie iraniane a Fuad Shukr, n. 2 delle milizie di Hassan Nasrallah.
Ma, al di là del generale agosto su cui sono puntati gli occhi di molti qui da noi, la situazione in Medio Oriente, da anni ormai, vede un conflitto permanente e non più nascosto della repubblica islamica dell’Iran contro l’intero occidente. Dal lontano assalto all’ambasciata USA a Teheran dove furono fatti prigionieri e tenuti in ostaggio dal 4 novembre 1979 al 20 gennaio 1981 tutti i dipendenti del Dipartimento di Stato fino all’attacco del 7 ottobre scorso si può affermare con certezza che l’Iran combatte visibilmente, ormai, su 7 fronti: con Hamas, con gli Hezbollah, gli Houthi, le milizie in Irak, in Siria, in Giudea ed in Cisgiordania e chissà quanti altri terroristi mimetizzati o dormienti nell’intero occidente.
L’Iran, avendo a portata di tiro l’unico Paese veramente occidentale e democratico, ha apparentemente cambiato spalla al fucile. Infatti se si guarda con attenzione la cartina geografica del Medio Oriente si nota che Israele è letteralmente circondata e che è, quasi perennemente, in guerra ma accollandosi l’onere di tutti gli occidentali essendo in prima linea.
Nel frattempo e come se non bastasse l’autorevole membro turco della NATO Recep Tayyip Erdogan ha minacciato due giorni fa di invadere Israele per far cessare la guerra: embè?
Noi stiamo per andare al mare!





