
di Angelo Giubileo
In “Il Mulino di Amleto” è detto che l’Anno Zero è contraddistinto dall’incrocio assiale (terrestre-eclittica) – rappresentato diversamente in moto nel corso della Precessione a forma di X (cfr. “Fato antico e fato moderno”, edizione Adelphi, in ordine alla rappresentazione del logos e della fisica di Parmenide) – tra le immagini simboliche di: Vergine-Sagittario-Pesci-Gemelli. Ipotizzando un inizio e un percorso sull’asse est/ovest, i simboli di Gemelli e Sagittario possono rappresentare un “nuovo inizio”. Testimoniato sia dalla domesticazione del cavallo (Sagittario) – e il rilievo decisivo della suddetta “bestia” che, all’esito dell’ultima glaciazione o “diluvio”, consente all’umanità, da quel tempo, di spostarsi nei nuovi territori abitati (cfr. H. Haarmann, “Sulle tracce degli indoeuropei”) – sia dalla relazione tra il tempo circolare (cerchio) e il tempo lineare (diametro), così come simboleggiata dal numero aureo (3,14) in forma di pi greco e, come tale, anche rappresentativo del segno zodiacale dei Gemelli.
Nei Veda (cfr. Tilak, “Orione”), questa relazione è espressione del rapporto tra il ciclo naturale (giorno/notte, stagioni) e l’esistenza umana intesa come sacrificio o rituale (dal vedico “Rta” – cfr. anche G. de Santillana e H. von Dechend, op. cit.).
I due semicerchi, l’uno in alto e l’altro in basso (da Sagittario a Gemelli e viceversa) rappresentano così, essenzialmente, il cammino del sole nel suo percorso quotidiano, diviso esattamente a metà, tra il giorno (cielo, luce) e la notte (inferi, tenebre). Lo stesso può dirsi del percorso della luna, ma naturalmente seguendo il senso proprio antiorario.
Il cerchio come immagine sacra è primevamente raffigurato da un serpente unito dalla testa alla coda (uroboro). Il diametro inscritto è invece rappresentato da quella che potremmo piuttosto dire sia ed è “la via sacra”.
Così che, prendendo come riferimento il libro “sacro” della religione cristiana, il percorso del logos si sviluppa nel senso di seguito indicato.
Dall’inizio, in Gn 3,14: “Allora Dio il Signore disse al serpente: ‘Poiché hai fatto questo, sarai il maledetto fra tutto il bestiame e fra tutte le bestie selvatiche! Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita’”. Prosegue in Esodo 3,14: “Dio disse a Mosè: ‘Io sono colui che sono’. Poi disse”: ‘Dirai così ai figli d’ Israele: ‘IO SONO (ο, ω, ν) mi ha mandato da voi’ “.
E infine, in Gv 3,14, si conclude con: “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo”.





