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ERRORE TECNICO O CONFLITTO CIBERNETICO

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di Manlio Lo Presti*

Ci raccontano che in gran parte del mondo un incidente informatico ha bloccato aeroporti, treni, trasporti. Nessuna interruzione negli ospedali ma nelle borse sì. Ma le borse non camminano su sistemi informatici autonomi, come accade alle banche, ad esempio?

C”è un accanimento ossessivo e troppo generalizzato a raccontare che si tratta di un errore tecnico dovuto ad un buco di programmazione da parte di un gigante informatico, ovviamente americano, che ha affidato ad una azienda terza, sempre americana, l’effettuazione delle modifiche di aggiornamento.

Nessuna voce ha avanzato un dubbio su questa spiegazione “perfetta” e fin troppo lineare. Neanche una.

Hanno spiattellato subito una versione granitica e a senso unico in tutto il mondo, rapidamente rilanciata da tutti i canali di comunicazione.

Il racconto non può essere credibile dal momento che i Servizi segreti nazionali effettuano un controllo continuo sulla gestione dei sistemi cibernetici mondiali che possono avere effetti sui sistemi interni.

Possibile che i controlli siano avvenuti ma che a loro è sfuggito un attacco esterno? A tutti?

Ma allora, a cosa servono le strutture di cybersicurezza del governo e il ruolo del responsabile dei servizi nazionali? A cosa servono gli esperti di cybersicurezza nelle università italiane?

Come mai nessuno dei partiti italiani di opposizione ha presentato una interrogazione parlamentare, così pronti a sparare addosso al governo? Silenzio anche a Bruxelles, Washington, Berlino, Parigi, Londra. Silenzio anche e soprattutto dai Paesi Brics. L’effervescente avatar del Colle non ha detto nulla.

Nessuno ha chiesto pareri al francescano esperto informatico che rappresenta l’Italia nel mondo in tema della cybersicurezza e l’A.I. e opera anche all’Onu? Forse, costui potrebbe dirci se il collasso è stato causato da un tentativo di collegare il sistema attuale con dispositivi di intelligenza artificiale, ovvero se l’A.I. è stata usata da Paesi ostili per provocare falle logiche alla rete informatica occidentale. Ma, ad oggi, nessuno vuole saperlo né dal terziario francescano né dalla responsabile italiana dei Servizi

Nessuno li ha ancora convocati in Parlamento.

C’è un’altra ipotesi, la peggiore. I servizi segreti dei Paesi sottomessi agli Usa sanno da sempre che esiste una ragnatela di rapporti cibernetici intrecciati fra i singoli Paesi e gli Usa. Ma non sussistono rapporti concreti e reciproci fra Paesi cosiddetti “alleati”, almeno in modo stringente, salvo lo scambio dei dati marginali e di servizio. Questo avviene sempre fra nazioni singolarmente con gli Usa che centralizza e che possiede una visione panoramica interdetta ai suoi vassalli.

Il fallimento o la collusione di queste strutture non sarà raccontato da nessuno. Nessuno ci dirà che forse si è trattato di uno scontro di guerra cibernetica. Ci sono troppi miliardi in ballo e gli scossoni di borsa da evitare.

Dire la verità non è necessario!

https://www.lapekoranera.it/2024/07/24/errore-tecnico-o-conflitto-cibernetico/

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  • Redazione

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