Home Opinioni RUSSIA, FANTAPOLITICA: A PUTIN POTREBBE SUCCEDERE PUTIN (LA FIGLIA)?

RUSSIA, FANTAPOLITICA: A PUTIN POTREBBE SUCCEDERE PUTIN (LA FIGLIA)?

0

di Giorgio Cattaneo

KATERINA, LA FIGLIA DI PUTIN, SARÀ AL POTERE NEL 2036?
IL NUOVO GOVERNO È NATO DEBOLE: UN CAPRO ESPIATORIO
DA SACRIFICARE SE IL TERREMOTO TRAVOLGERÀ LA RUSSIA
Beati i sognatori, che vedono Putin e Trump (prima ancora che Xi Jinping) come i prossimi salvatori dell’umanità. I super-ottimisti sentono di avere la vittoria in tasca, convinti che il nuovo sistema finanziario multipolare – e la possibile, futura moneta internazionale alternativa al dollaro, sostenuta dai Brics e basata anche sull’oro – possa essere l’arma definitiva contro il dominio della plutocrazia totalitaria neoliberista. Il progetto esiste – conferma Pepe Escobar, intervistato da Margherita Furlan – ma è ancora di là da venire: resta un’ipotesi che forse domani potrebbe iniziare a svilupparsi, ammesso che ve ne siano le condizioni politiche. Ancora più prudente è Dmitry Koreshkov, che avverte: intanto, i veri salvatori dell’umanità evitano di fare la guerra. Quanto a Putin, ha un assillo: salvare innanzitutto il suo potere, proteggendo la Russia dal terremoto che potrebbe travolgerla nei prossimi mesi. Per questo è immaginabile che pensi di restare sul trono fino al 2036, per poi magari cedere lo scettro alla figlia Katerina.
 
Dice l’analista russo: «L’Occidente sta stringendo la morsa in modo efficace per fare in modo che non vengano più aggirate le mostruose sanzioni contro la Federazione Russa: finora non hanno avuto effetto, ma gira voce che nei prossimi mesi potrebbero minacciare seriamente il bilancio di Mosca». Altra super-grana: la firma del trattato globale dell’Oms, attesa per il 27 maggio. Questione spinosissima: «Se Mosca capitolasse, accettando di consegnare all’Oms la gestione sanitaria nazionale per le emergenze, il contraccolpo sarebbe fortissimo». I cittadini russi lo interpreterebbero come una sorta di alto tradimento: «Penseranno che i loro enormi sacrifici, affrontati per sostenere la guerra nel Donbass e il peso sociale delle sanzioni, siano stati vani». Ragiona Koreshkov: «La Russia è stata colpita da 1.600 misure sanzionatorie: una cosa mai vista. È stata esclusa da tutto, persino dagli eventi culturali e dai tornei sportivi internazionali, ma stranamente non dall’Oms: come mai?».
 
Economista e imprenditore trasferitosi in Italia, studioso della storia russa e acuto osservatore dell’attualità, Koreshkov fornisce l’ennesima analisi spiazzante sui recenti sviluppi. «Fateci caso: anziché un maxi-rimpasto di governo, attesissimo dopo la rielezione plebiscitaria di marzo con l’87% dei consensi, Putin si è limitato a rimuovere dal ministero della difesa Sergej Shoigu: un uomo del clan filo-occidentale di Boris Eltsin, asceso al potere sin dai tempi di Gorbaciov». Al suo posto siede ora il super-manager Andrej Belousov. Il suo primo compito: fare pulizia tra i burocrati militari. «Ormai non c’è giorno che non venga silurato un alto ufficiale, accusato di aver stornato fondi». Secondo Pepe Escobar, la nomina di Belousov va letta in un’ottica strategica: il neo-ministro dovrà potenziare “l’economia di guerra”, ottimizzando l’apparato militare-industriale in vista di uno scontro con l’Occidente che il Cremlino immagina lunghissimo.
 
A parte Belousov, però – la cui scelta sarebbe stata dettata proprio dalla stringente contingenza – il nuovo governo guidato da Mikhail Mishustin (uomo ben visto dalle cancellerie occidentali) non vede l’inserimento di altri campioni: i fedelissimi di Putin ne sono stati tenuti fuori. «Come se questo governo – dice Koreshkov – fosse nato in partenza come possibile capro espiatorio, da sacrificare (incolpandolo di tutto, per salvare il presidente) nel caso la Russia, come ormai in molti temono, venisse travolta dal probabile terremoto in arrivo: una crisi durissima, indotta proprio dallo scontro con l’Occidente». Vede lungo, Koreshkov: «In Europa e negli Usa, Putin viene dipinto in due modi, entrambi sbagliati: un sanguinario dittatore impazzito, oppure un provvidenziale salvatore del genere umano. Invece è un politico accorto, uno statista di valore, abile e navigatissimo: e data la sua storia, per lui è più facile accordarsi con l’Occidente, prima che con i suoi concittadini».
 
Non a caso, aggiunge l’analista, ha tenuto al riparo degli eventi tutti i suoi possibili delfini: vale a dire i figli dei suoi collaboratori più stretti. Vale per i Patrushev: il padre, Nikolaj, già a capo del Kgb e poi dell’Fsb, è sempre stato vicinissimo a Putin. Il figlio, Dmitrij, già ministro dell’agricoltura, è stato promosso vicepremier: un avanzamento, ma in posizione ancora defilata. Discorso ulteriormente evidente nel caso dell’uomo in assoluto più vicino a Putin, il miliardario Yurij Kovalchuk, già presidente di Rossiya Bank. «Il figlio, Boris, è stato messo a capo della potentissima Corte dei Conti: una tribuna da cui giudicare severamente il governo in carica, mettendone sotto controllo il bilancio».
 
Altro nome di peso: quello di Alexandr Dumin, già responsabile della sicurezza personale di Putin, poi governatore per otto anni dell’importante regione di Tula. È stato appena trasferito al Cremlino, come super-consigliere del presidente. Un vero fedelissimo, Dumin: scese in campo in prima persona nel 2023 contro il tentativo di golpe inscenato da Evgenij Prigozhin. Ora, nel lasciare Tula, davanti al pubblico è scoppiato in lacrime: e il video ha fatto il giro di tutte le Russie. Doppia notizia: Dumin è stato anche un militare, col grado di colonnello generale. Un ufficiale duro, ma dal cuore d’oro. «A chi non farebbe piacere, un presidente capace di commuoversi nel ringraziare la sua gente?». Eppure, dice Koreshkov, nemmeno Dumin sembra destinato a guidare il paese. «Si vocifera di un dopo-Putin nel 2030, cioè alla fine di questo mandato. Conclusione affrettata: Putin ha solo 71 anni e gode di ottima salute. Negli Usa si sfidano il 77enne Trump e l’ammaccatissimo Biden, che di anni ne ha 81. Nel 2030, Putin avrà la stessa età di Trump oggi: perché mai dovrebbe lasciare il potere per anzianità?». E poi: a chi?
 
Dmitry Koreshkov si sbilancia: «Non mi meraviglierei se la sua secondogenita, Katerina Putina Tichonova, si avvicinasse ulteriormente alla politica: potrebbe essere il candidato perfetto per succedere al padre, magari nel 2036». Scienziata (tre lauree) e brillante manager, Katerina – appassionata di rock acrobatico – ha collaborato col governo per lo sviluppo dello sport. Poi, nel 2022 è diventata co-presidente della struttura strategica che sovrintende alla sostituzione delle importazioni industriali russe, una volta recise le relazioni commerciali con l’Europa. Questo le è valso l’immediata punizione occidentale: è stata sanzionata da Usa, Ue, Giappone e Nuova Zelanda. In Russia, ormai, sono titoli di merito. Una successione dinastica, quindi? «Se qualcuno sorride, a quest’idea – chiosa Koreshkov – forse dimentica le abitudini dinastiche occidentali: basti pensare ai Bush e ai Clinton».
 
per chi vuole ulteriori ipotesi può vedere Koreshkov con Fabio Frabetti di Border Nights https://www.youtube.com/watch?v=TLLEzX7d7e8
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pietro Malaguti Abbate

E’ comunque evidente come l’occidente di marca statunitense stia tentando il solito gioco dello scaricare la responsabilità su altri dei propri disa

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui