
di Sergio Pizzolante
L’odio. Mai come adesso?
La professoressa Di Cesare ieri da Formigli ha sostenuto, in riferimento alla campagna di Atreju, con le facce dei giornalisti, che una campagna d’odio così non si è mai vista. Mai.
Anche Formigli incredulo. Perbacco.
Ora, io considero quella campagna con le facce non solo sbagliata, ma anche stupida, controproducente per la Meloni stessa.
L’ennesimo esempio che l’indubbia evoluzione politica della Premier non riesce a tirarsi dietro una adeguata crescita dei suoi. Non riesce.
Ma ciò detto. La Di Cesare.
E l’odio. Le campagne d’odio. Con le facce.
Un promemoria per la smemorata.
La sua compagna Barbara Balzerani, brigatista e omicida, ha avuto un ruolo non banale, direi, nella più grande campagna d’odio della storia repubblicana: il terrorismo.
Per rimanere nell’epoca, ricordo le campagne della Cgil, con le facce dei “padroni”. E dei “servi dei padroni “, i sindacalisti che non erano della Cgil.
Nei manifesti.
Ricordo le feste dell’Unita’, con la faccia di Craxi, gli stivaloni, la “trippa alla Bettino”, per non dire delle monetine in faccia, al Raphael.
Per non dire dell’odio di Berlinguer, il santino di Formigli, verso il “il pericolo per la democrazia”, per non dire dei dialoghi, pubblicati da La Terza, fra Berlinguer il buono e il suo consigliere e segretario Tato’, nei quali Craxi oltre ad essere un pericolo per la democrazia era un “bandito d’alto rango”. Un essere mostruoso.
La delicatezza dell’odio.
Posso andare anche indietro, quando Matteotti veniva considerato un social fascista da Togliatti. Matteotti.
Quando un altro santino, Gramsci, considerava Turati uno “straccio mestruato”.
Quando i Turati e i Bissolati erano considerati “putridi riformisti”, da Togliatti, sodale di un bandito di alto rango come Stalin, e fondatore del partito che tanto sta nel cuore ai Formigli e alle Di Cesare. Potrei dire.
Potrei dire delle campagne d’odio orchestrate nei salotti, sui giornali progressisti, de sinistra e “buoni”, per non dire dei Talk, contro i socialisti “ladri” e i democristiani “mafiosi”.
Le facce, le incursioni nelle case, nei viali, gli sputi in faccia, gli insulti.
Ricordo i Talk che riportavano, con divertimento, le immagini dei cartonati con le facce di Craxi, Andreotti e molti altri di allora, all’ingresso di una famosa discoteca di Rimini.
Tutti avevano diritto di sputo, tutti potevano scrivere ogni insulto, tutti potevano dare calci e pugni.
Era durante Tangentopoli.
Delicatezze.
E dico delle facce esposte da Grillo in piazza Maggiore a Bologna, le facce dei politici “ladri”.
Poi in gran parte assolti.
Dove inizio’ l’avventura dei 5 stelle.
Gli alleati del Pd che Di Cesare e Formigli tanto vorrebbero.
Mi fermo qui dai. Desolante.
Facce di tolla.





