Home Opinioni DIMMI CON CHI VAI E TI DIRO’ CHI SEI

DIMMI CON CHI VAI E TI DIRO’ CHI SEI

0

di Savino di Scanno

Vladimir Putin, dopo la sua rielezione plebiscitaria (un tempo si poteva scrivere “bulgara”) ha rivisitato il suo governo.

Conferma per il “falco” Sergej Lavrov al dicastero degli Esteri dove riecheggiano le sue minacce quotidiane di olocausto verso l’Occidente. Capo di Stato Maggiore Valery Gerasimov, un nome come un programma di guerra. Lascia il ministero della Difesa il Generalissimo Sergej Shoigu per alloggiare nelle stanze del Consiglio per la Sicurezza della Federazione Russa.

Shoigu è un personaggio simpaticissimo. La sua passione sono le “operazioni speciali”, azioni queste che ha condotto in mezzo mondo. Se le sogna anche la notte e quando si intrattiene con avvenenti fanciulle con cui dialoga in ben 8 lingue diverse. Shoigu prende il posto di Nikolay Patrushev che diventa uno dei “consiglieri alla presidenza” di Putin. Patrushev per diletto è stato capo del FSB a Mosca. Capo del governo Mikhail Mishustin, già potentissimo capo del dipartimento del fisco (da noi un po’ come il capo delle Agenzie delle Entrate), persona tra le più ascoltate dallo zar. Ma la novità (si fà per dire) è la nomina a ministro della Difesa di un economista, Andrei Belousov, nomina inaspettata per chi non conosce i cekisti, di fatto è la “mente” dell’intelligence economica russa.

Bene o, meglio, non molto bene per l’Occidente. Il comun denominatore di tutte queste persone, a partire dallo zar Putin è una sigla famosissima, vero marchio di fabbrica depositato presso l’ufficio brevetti della Lubianka, rappresentato dalla sigla KGB.

Sono tutti del Kgb, pure il gatto di casa. Si conoscono da decenni, la pensano nello stesso modo, sono stati selezionati tra durissime lotte interne ed esterne. Conoscono il mondo ed in particolare conoscono l’Occidente dove hanno “piazzato” loro uomini in ogni ufficio, dicastero o amministrazione.

Alcune considerazioni. Come è noto chi scrive, scrive solo per esperienza diretta avendo in dileggio gli analisti, professori e scienziati vari. Decenni orsono in una amena località tra il Piemonte e la Lombardia in un centro di formazione bancaria assediata da zanzare tipo elicotteri da combattimento Mangusta, sempre chi scrive sostenne una severa selezione per gli incarichi manageriali a cura di una società di risorse umane tedesca. L’obiettivo era di definire il “profilo” manageriale dei dirigenti in funzione dell’impiego.

Semplificando, il risultato fu più o meno il seguente. I “profili” più aggressivi e spregiudicati furono destinati allo sviluppo dei mercati e al reclutamento di personale, i più riflessivi furono destinati al consolidamento di realtà già esistenti ed al controllo di gestione. Si potrà immaginare a quale ruolo fu destinato lo scrivente, refrattario a restare dietro una scrivania per oltre 5 minuti.

Oggi la moda corrente è parlare del “Piano Mattei” e si può affermare con prove inoppugnabili che tra i primi se non il primo fu sempre lo scrivente a coniare tale termine. Ma cosa realmente significa “Piano Mattei”? Il governo meritoriamente ha decretato un imponente piano di investimenti per l’Africa. Il nostro Primo Ministro Giorgia Meloni con grande impegno si stà prodigando in incontri di vertice con le autorità dell’altra sponda del Mediterraneo, ma tutto questo può bastare?

Il “Piano Mattei” si chiama così perchè vi era Enrico Mattei, ed oggi, pur a conoscenza che in ENI e Leonardo vi sono dirigenti di eccellente qualità professionale,  sorge il dubbio che possano essere limitati dalla burocrazia imperante nel nostro Paese.

Ma scriviamo di “metodo Mattei”. Mattei si muoveva sulla “frontiera” con i metodi della frontiera. I suoi uomini, su cui verrà scritto a loro memoria ed onore un prossimo articolo, non avevano frequentato le università blasonate di oggi, ma avevano fatto la guerra in Africa Orientale, nei Balcani, in Russia. Erano sempre quelli della penna Bic e Beretta ’34. Ed oggi?

A Mosca abbiamo l’Impero KGB. A Washington solo George Bush padre aveva esperienza nella CIA, tanto che a Langley la loro sede si chiama George Bush Center for Intelligence. A Londra a Vauxall Cross sono ancora orfani di Winston Churchill ed in ultimo la maggiore preoccupazione la dovremmo rivolgere a Pechino dove non si conosce quasi niente.

Oggi in Africa i russi hanno sostituito la Wagner con una loro ufficiale “Africa Corps” ovvero un esercito regolare a tutti gli effetti. I cinesi, con i loro metodi, invadono territori con soldi e manodopera con gli occhi a mandorla.I francesi si stanno ritirando . Gli inglesi lo hanno fatto da anni. Noi siamo presenti con pochi militari per la cooperazione ed addestramento di “infide” realtà tribali.

Quindi quali “profili” verranno impiegati per il “Piano Mattei”?

Niente panico, finirà “All’italiana” ovvero malgrado l’impegno di pochi alla fine si andrà “tutti al mare”.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui