
di Massimo Mattolini
IL REGNO ECOLOGICO DI DIO di Hans Gutierrez Salazar Effigi edizioni
Questo denso e appassionato saggio rappresenta un vero e proprio tentativo ed anche un auspicio verso una nuova concezione della Fede e del rapporto fra i credenti e la Natura.
La pars destruens è una serrata critica dell’antropocentrismo e della lettura riduttiva della Bibbia e in particolare dei salmi.
Il regno di Dio della Bibbia non è categoria antropocentrica ma orientata verso il divino, il cosmo.
Percio’ la Fede e’ da intendersi come rinnovamento, ricerca di un nuovo linguaggio.
E non si tratta solo di rinnovare il linguaggio ma anche di istituire una nuova teologia.
Sotto accusa è il pensiero positivista occidentale che, se da una parte ha permesso uno spettacolare progresso tecnico-scientifico dall’altra è corroso interiormente da un lato oscuro che provoca il suo stesso logoramento e la sua alienazione.
L’Autore dedica pagine significative ad un’ analisi del linguaggio dei salmi. Un linguaggio sobrio e minimale che vuole sollecitare l’uomo a parlare.
La forma dei salmi è la plurivocita’, cioe’ varie accezioni sono possibili.
Quello dei salmi è un linguaggio ambivalente, non concettoso ma complesso perché vuole riprodurre la complessità umana.
La lettura dei salmi è impiantata in chiave ecologica, con una palese dialettica fra il piano antropologico e l’ecosistema.
Da qui l’analisi e il copioso commento di numerosi salmi, nei quali spiccano le metafore.
L’albero, ad esempio, è metafora fortemente ecologica, simboleggia quello che il credente è chiamato ad essere.
La Montagna è metafora di verticalità.
In altri salmi troviamo l’acqua, la terra, i fiumi di Babilonia, la vite, l’olivo.
È esemplare la visione cosmoteandrica, ovvero la relazione ecologica di Dio col cosmo, del filosofo e teologo Raimon Panikkar.
Per l’Autore è imprescindibile l’approdo ad una religiosità ecologica e ad una antropologia olistica, relazionale, di stampo affettivo : il Cosmo, il nostro ecosistema, è il corpo di Dio.
Il saggio si segnala, oltre che per lo spessore e la pregnanza degli argomenti affrontati, anche per uno stile di scrittura limpidissimo, per le numerose citazioni di famosi teologi e pensatori e anche per il ricco apparato di note, costituendo una vera e propria bibliografia della materia.





