
Se si guarda alla vicenda del conflitto Israelo-Palestinese con gli occhiali della nuda e cruda realtà, non si può non vedere che, mentre la guerra ad Hamas prosegue senza alcuna tregua e andrà fino in fondo, già si pensa a come sarà il governo della Striscia senza Hamas.
Il portavoce dell’Idf, Rear Admiral Daniel Hagari, secondo quanto si legge sul canale Telegram dell’esercito israeliano, è stato chiaro: “Le Forze di Difesa Israeliane stanno continuando la loro operazione mirata contro Hamas a Rafah come parte degli sforzi per ottenere una sconfitta definitiva di Hamas e riportare a casa tutti i nostri ostaggi”. “Dall’inizio dell’operazione abbiamo eliminato decine di terroristi”, ha aggiunto Daniel Hagari, sottolineando che “prima delle nostre operazioni invitiamo i civili a spostarsi temporaneamente verso le aree umanitarie e ad allontanarsi dal fuoco incrociato in cui Hamas li mette. La nostra guerra è contro Hamas, non contro la popolazione di Gaza”.
Mentre le operazioni proseguono, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha affermato che Israele ha bisogno di un piano per il governo del dopoguerra a Gaza. Altrimenti, ha detto, ci sarà “un vuoto che probabilmente sarà riempito dal caos, dall’anarchia e, alla fine, di nuovo da Hamas”.
In un’intervista con “Meet the Nation” della CBS, il massimo diplomatico americano ha affermato che senza un piano su chi prenderà il controllo di Gaza dopo la sconfitta di Hamas, Israele “si ritroverà a tenere in mano la situazione di un’insurrezione duratura perché rimarranno molti [combattenti] armati di Hamas”.
“Se [gli israeliani] ne vanno da Gaza, come crediamo debbano fare – ha aggiunto Blinken – allora si creerà un vuoto che probabilmente sarà riempito dal caos, dall’anarchia e, alla fine, di nuovo da Hamas”.
I commenti di Blinken hanno fatto eco a precedenti dichiarazioni dell’amministrazione Biden che incoraggiavano il primo ministro Benjamin Netanyahu a sviluppare e annunciare una cosiddetta strategia del “giorno dopo” per chi governerà Gaza dopo la guerra.
Netanyahu e il suo governo sono da tempo criticati per il loro rifiuto di elaborare un piano per la gestione della Striscia dopo la guerra.
Netanyahu ha respinto i tentativi di includere l’Autorità Palestinese nella pianificazione del dopoguerra, sostenendo che l’opposizione più moderata a Hamas, che sostiene pubblicamente la soluzione dei due Stati, non è diversa dal gruppo terroristico che governa Gaza in quanto anch’esso rifiuta di accettare l’esistenza di Israele e promuove l’odio verso lo Stato ebraico.
“Abbiamo lo stesso obiettivo di Israele”, afferma Blinken. “Vogliamo assicurarci che Hamas non possa più governare Gaza. Vogliamo assicurarci che sia smilitarizzato. Vogliamo assicurarci che Israele abbia i leader [di Hamas]… Noi abbiamo un modo diverso, e pensiamo che sia un modo più efficace e duraturo per raggiungere questo obiettivo. Rimaniamo in dialogo con Israele proprio su questo”.
L’Amministrazione americana, oltre a perorare una soluzione, dovrebbe, a questo punto, proporne una che non sia la solita storia ormai fuori gioco dei due popoli e due stati. Fuori gioco in quanto in decine d’anni non ha prodotto nulla.
Una possibile soluzione potrebbe essere quella di un governo provvisorio, sotto la tutela degli stati arabi sunniti (Egitto, Arabia, Saudita, Giordania, ecc.) e con il controllo di una forza internazionale, composta da soldati arabi degli stati suddetti.
L’Onu appare screditata ed è meglio che non interferisca.
Nella direzione di una possibile intervento degli stati arabi va la dichiarazione dell’Egitto, il cui ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, durante una conferenza stampa ha affermato che il trattato di pace tra Egitto e Israele è una “scelta strategica”.
“L’accordo di pace con Israele – ha detto Sameh Shoukry – è da 40 anni la scelta strategica dell’Egitto e rappresenta un pilastro fondamentale nella regione per raggiungere la pace e la stabilità”.
L’Egitto, nella vicenda, se supportato economicamente a livello internazionale, potrebbe essere la carta fondamentale da giocare per una stabilizzazione della Striscia.





