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CAMPAGNE ELETTORALI PER “PROCURA”

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di Giuio Galetti

Mi si perdoni il calambour ma se date un occhio al tempismo di alcune Procure qualche perplessità sorge almeno per chi si interroga sulla divisioni dei poteri sancita dalla Costituzione.
Undici casi di incredibile tempismo seguiti sistematicamente da una successiva assoluzione, con l’unica eccezione dell’ultimo caso di Solinas a cui si aggiunge adesso Toti (e dodici)
1️⃣Mario Oliviero – già presidente della Calabria dal 2014 al 2020, azzoppato da un’inchiesta per abuso d’ufficio e corruzione e una misura cautelare dell’obbligo di dimora, a 1 mese dalle regionali. Poi, nel 2021, l’assoluzione. Seguita da un altro avviso di garanzia (per peculato) e da un’altra assoluzione nel 2022. Intanto però il danno era fatto. Senza quell’errore giudiziario la storia politica della Calabria sarebbe stata diversa.
2️⃣Raffaele Lombardo – da governatore della Sicilia, finì sul banco degli imputati per concorso esterno in associazione mafiosa. E nel 2012, a pochi mesi dalla scadenza,e della votazii e per il rinnovo, lasciò per affrontare l’inchiesta. Sfociata in una condanna in primo grado a sei anni e 8 mesi, ribaltata però da due assoluzioni in appello e Cassazione. Carriera finita
3️⃣Vasco Errani – da presidente dell’Emilia, nel 2014, si dimise dopo una condanna in appello a un anno di reclusione per falso ideologico. L’accusa era quella di aver inviato alla procura di Bologna, in risposta a un articolo di stampa, una relazione fuorviante sui contributi “facili” concessi dalla regione alla cooperativa «Terremerse», presieduta in passato dal fratello Giovanni. Accusa ribaltata in Cassazione, dove Errani fu assolto. Al pari di tutti gli altri indagati.
Le elezioni si tennero dopo 3 settimane dalle sue clamorose dimissioni
4️⃣Stefano Bonaccini – doppia archiviazione, che però non si dimise e è rimase in sella alla guida dell’Emilia Romagna. Il non luogo a procedere è stato decretato sia per il caso “spese pazze” del 2015, sia due anni fa, per l’accusa di abuso d’ufficio e concussione esplosa dopo l’esposto del sindaco di Jolanda di Savoia. Assolto, invece, da un’altra accusa per abuso d’ufficio, nel 2013.
5️⃣Enrico Rossi – governatore della Toscana, fu lambito prima da un procedimento per un maxi buco nei conti dell’Asl di Massa Carrara (archiviato), poi per la gara sul trasporto pubblico locale: l’accusa, ancora in piedi, è di turbativa d’asta. Ma lo scorso gennaio i pm hanno chiesto l’archiviazione.
6️⃣Catiuscia Marini – già governatrice dell’Umbria coinvolta in una “concorsopoli” sanitaria. È l’inchiesta che nel 2019 portò alle dimissioni, a un mese dalle elezioni, nel frattempo assolta dalla Corte dei Conti per l’ipotesi di danno erariale.
7️⃣Ottaviano del Turco,  forse il caso più doloroso, il cancro si e presentato dopo Alzheimer e Parkinson e un calvario giudiziario che è un caso di studio per gli studiosi di diritto. Governatore dell’Abruzzo commise l’imperdonabile errore di mettersi contro alla gestione degli imprenditori della sanità che si vendicarono accusandolo di concussioni rivelatesi inesistenti. La Procura lo perseguitò malgrado il suo proscioglimento da 4 dei 5 capi d’accusa, smontando le prove prodotte dal ras della sanità Angelini.
8️⃣Vincenzo De Luca – finito sui giornali con l’etichetta “indagato” a due settimane dal voto, a settembre 2020. La procura di Napoli gli contestava l’ipotesi di abuso d’ufficio, falsità ideologica e truffa, ipotesi che, a pochi mesi dalla rivelazione di Repubblica – nonostante la notizia fosse ancora coperta da segreto -, venne archiviata. L’indagine era in corso da tre anni ma «lo straordinario scoop giornalistico», ironizzò il governatore su Facebook, venne reso pubblico solo a pochi giorni dal voto.
9️⃣ Marcello Pittella, ex governatore della Basilicata, finito ai domiciliari con l’accusa di falso e abuso d’ufficio per la presunta Sanitopoli lucana. In quel caso era stato lo stesso giudice per le indagini preliminari a spiegare il proprio tempismo a 15 giorni dal voto: secondo il magistrato, c’era il rischio di reiterazione dei reati, data l’intenzione di ricandidarsi alla guida della Regione. Pittella, alla fine, è stato assolto, ma per tre anni la sua vita politica è rimasta in sospeso.
? A venti giorni dal voto (ma guarda, proprio come Toti) era toccato anche a Attilio Fontana, accusato di abuso d’ufficio per un incarico al socio di studio Luca Marsico, rimasto senza posto in consiglio regionale. L’inchiesta si chiuse con un’archiviazione, arrivata a marzo del 2020.
1️⃣1️⃣ Ancora in sospeso l’ex governatore della Sardegna Christian Solinas, finito in un’inchiesta per corruzione a poco più di un mese dalle elezioni. Si attendono sviluppi.
E QUESTI SONO SOLO I CASI CHE RIGUARDANO I GOVERNATORI…

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  • Redazione

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