
Nika, una sedicenne iraniana ammazzata a botte dalla polizia morale dopo che un agente aveva cercato di stuprarla.
La cosa non stupisce. Le grandi manifestazioni anti regime di poco più di un anno fa sono state represse con inaudita violenza dai teocrati iraniani. Centinaia di manifestanti uccisi, molte le condanne a morte eseguite.
Proviamo ad immaginare cosa succederebbe se qualcosa di simile avvenisse in un paese occidentale, magari in Israele…
Però queste cose sono avvenute ed avvengono in Iran ed allora tacciono le proteste, si affievolisce il radicalismo delle femministe pronte a lottare per le desinenze dei nomi ma mute di fronte a stupri ed omicidi.
I “progressisti” occidentali non si interessano a Nika, preferiscono difendere Hamas, creatura dell’Iran, e strillano contro Israele che intende difendere, con le unghie e con i denti il suo elementare diritto di esistere.
Meglio così, in fondo. In momenti come quelli che stiamo vivendo è essenziale la chiarezza. Chi odia Israele è schierato di fatto coi teocrati iraniani che di Isrtaele sono i più pericolosi nemici, è dalla parte della polizia morale, di chi ha condannato a morte decine di giovani iraniani rei di volere uno stile di vita più occidentale, di rifiutare l’oscenità del velo imposto alle donne.
Ognuno ha diritto di odiare e amare chi vuole. Ma, per favore, sia chiaro. Non si spacci per difensore dei diritti delle donne nel momento stesso in cui si schiera con la teocrazia iraniana. Lo faccia almeno per decenza!





