
Se guardiamo alla proposta politica reale oggi sul tappeto europeo e mondiale, chi l’ha elaborata allo stato dell’arte attuale è solo il mondo monopolistico e speculativo della finanza internazionale.
Lo strumento primario di cattura del consenso negli strati più poveri e polari sta nell’utilizzo della cosiddetta ex sinistra in posizione di assoluta genuflessione nel riconoscere il primato della finanza e dell’economia su un asse di monopolio .
Oggi è di moda nel Pse e nel Pd leggere pubblicamente di sezioni finanziate dal finanziere più aggressivo contro l’Italia: George Soros. La cronaca indica anche che nel Parlamento europeo questo personaggio ha un controllo di oltre 200 deputati di vari gruppi, ma in prevalenza del PSE .
È la naturale e immorale politica di chi segue le lobby finanziarie .
Le priorità degli obbiettivi sono indicati da questo blocco finanziario di potere a partire dalle scelte strategiche del green in ogni ambito economico .
La sinistra è chiusa da queste sue scelte suicide in una riserva indiana controllata, non da militari, ma da ottimati provenienti dal mondo accademico del mondo della finanza, i quali fungono da mediatori ed educatori saccenti (specialmente nel mondo della comunicazione: tv e stampa), in grado di snaturare anche il suffragio universale .
Finalmente a tutti e consentito comprendere i pretesti o le ragioni politiche illuminanti della ricerca della terza via di Enrico Berlinguer; una via che ha portato ad un incontro con un pezzo di mondo cattolico per costruire la cultura e la piattaforma politica attraverso la quale l’Ulivo ha portato l’Italia a sfociare nella via globalista del mondo della finanza, che produce sinfonie in grado di sconquassare l’esperienza della socialdemocrazia Europea.
L’Europa e stata messa sotto questo tipo di messaggio, con il risultato di far saltare le forme partecipative della cogestione nel mondo dei servizi e della produzione, con ricadute devastanti sul proprio welfare che tanta storia del socialismo liberale hanno rappresentato.
E questo dimostra in tutta evidenzia che il socialismo né oggi, né mai, potrà essere coniugato privilegiando il mondo aggressivo della finanza che opera con la sola bussola di riferimento della cultura dei monopoli, i quali intendono saldarsi con una geopolitica fatta di egemonie che tolgono aria ad ogni radice delle patrie federative territoriali . Una politica di umiliazione che sta portando nel cuore dell’Europa una guerra fratricida.
Non si è voluto capire in tempo che in Ucraina si delegittimava la diplomazia per dare corpo ad una logica dove le alleanze non erano paritarie, ma solo cinica obbedienza insensata cieca e perdente.
Green, guerra e bipolarità in politica estera hanno ammazzato la prospettiva di uno schema di socialismo democratico.
Ora restano sul campo solo vedove – sprovviste di pensiero politico – come molti socialisti che seguivano Bettino Craxi solo per opportunismo e radicali alla Bonino, sempre a caccia di poltrone, seguendo una direzione opposta a quella di Marco Pannella e così tanti altri spregiudicati seguaci dei moderni Giuda .
Il socialismo, se ha come riferimento il mondo dell’industria dello sviluppo e del lavoro, lo spazio lo può trovare perché è un fatto di sviluppo naturale, fatto di regole da aggiornare e di compromessi da costruire e in politica estera di sviluppo multipolare flessibile, mediato da regole politiche che gioco forza devono tener conto delle congetture complesse del mercato: sia dei prodotti (manufatti o agricoli) sia delle infrastrutture e delle materie prime fondamentali .
Se invece prevale – come sta avvenendo – il rapporto di una spocchiosa presunta sinistra che privilegia il mondo della finanza speculativa, si regredisce e si fa regredire tutti nel nuovo Medioevo, perché il prezzo che i monopoli impongono e la sterilizzazione delle radici dei popoli e delle nazioni .
E allora di che socialismo parliamo? Di un brand, come fosse La Nutella e la Coca Cola, di uomini che per ambizione utilizzano una cultura del trasformismo. Ognuno può osservare oggi esempi di uomini politici eclatanti .
Siamo al ridicolo. Oggi la sinistra è la sezione Soros e il Medioevo .
Osservo, visto giovedì si è celebrato il 25 aprile, che Geoge Soros, con la sua storia di infiltrato permanente, da giovane ebreo denunciava in Ungheria i suoi fratelli ebrei ai nazisti e oggi stimola e finanzia una sinistra sconsiderata sulla via maestra che indica nel sistema della finanza speculativa la stella polare da seguire .
L’effetto politico simbolicamente mi sembra interessante.
Un luogo, quello della presunta sinistra, dal quale stare politicamente lontani, per le ragioni esposte.
Poi, certo, ci si deve turare il naso e andare a votare ma, votare cum grano salis, facendo prima un consapevole serio esame di realtà .
Oggi, per esempio, si può ancor meglio capire il ruolo svolto da Craxi sul terreno dello sviluppo, privilegiando, anche attraverso lo scontro sulla scala mobile, – come elemento primario le compatibilità per far stare sul mercato l’economia e l’industria italiana e darsi una politica che esaltasse il Made in Italy .
Una traiettoria che, pur con tanti limiti, attualmente, specialmente sul piano della politica verso i paesi più poveri ma possessori di materie prime, l’attuale presidente del consiglio Giorgia Meloni sta cercando di resuscitare, seguendo il piano e soprattutto la filosofia di Enrico Mattei, mettendoci così, di fatto, prospetticamente sulla scia di Bettino Craxi .
Scegliere lo sviluppo economico ed industriale è sicuramente e strategicamente l’opposto di stare sulla scia della finanza monopolista e speculativa che peraltro mostra solo tutta la protervia, ma è in totale affanno sul piano delle strategie.
Green, green è solo un suono schematico ripetitivo buono solo per gli allocchi.





