Home Politica ELEZIONI EUROPEE, VOTIAMO CHI OFFRE ALTERNATIVE CHIARE E DI BUON SENSO

ELEZIONI EUROPEE, VOTIAMO CHI OFFRE ALTERNATIVE CHIARE E DI BUON SENSO

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di Ugo Busatti

Tanti anni fa, il giornalista Indro Montanelli che godeva di grande seguito mediatico per quei tempi, disse una frase celebre: ” tappiamoci il naso e votiamo DC” . Erano le elezione del ’76 ed il pericolo comunista era molto grande. Il solo “argine” per non disperdere voti, era la DC, nonostante fosse simbolo di malaffare, corruzione e quant’altro.
Ci sono dei momenti storici dove il voto, anche se porterá conseguenze pratiche non sempre corrispondenti a quanto promesso, potrebbe essere utile per dare una immagine e un indirizzo al pensare comune della gente. Indipendemente da come ciascuno la pensa.
Ho sempre scritto che non voto da 30 anni e che anche a queste elezioni europeee non avrei votato. Ma stamattina ho letto del gruppo europeo Identity and Democracy, che almeno a parole promette certi cambiamenti.
Difesa delle libertà, stop all’immigrazione irregolare, contrasto alle politiche green e alle follie del politicamente corretto sono i principali cavalli di battaglia. E soprattutto in politica estera, con un cambiamento di posizione nella guerra in Ucraina.
Guarderó con attenzione a quanto propone il gruppo, in quanto partendo dalla fine (guerra in Ucraina), oggi abbiamo bisogno di una Europa meno guerrafondaia e talebana nella cosí detta rivoluzione green, piú solidale ed efficace nella gestione dei processi di immigrazione, meno idiota nel politicamente corretto, e meno stringente sui controlli a raffica sui cittadini che questa digitalizzazione sta imponendo spacciandoli per un vantaggio.
Certo, servirebbero altri punti importanti, come una politica di dazi corretta, una regolamentazione fiscale ai mercati speculativi, una difesa comune che sia veramente “difesa” e non come oggi camuffata da una aggressivitá contro altri, e per ultimo un sistema fiscale comune.
Sorvolando su questi ultimi punti che richiederanno decenni se non secoli per superare i vari interessi nazionali, se il programma di cui sopra verrá reso manifesto in modo netto e indiscutibile, io lo voteró.
Sará un referendum su cosa i cittadini europei vogliono come futuro del proprio continente.
Svegliarsi la domenica mattina al suono dolce delle campane, in un continente che rifiuta la guerra, che non da sanzioni per imporre il proprio modello che non necessariamente piace a tutti, che vuole certamente proteggere l’ambiente, ma in modo serio ed efficace e non distruggendo quanto di buono abbiamo per favorire i grandi gruppi industriali con denaro pubblico.
Il senso della frase di apertura, ovvero di tapparsi il naso e votare un certo partito anche se non certamente quello che vorremmo, é che ci sono dei momenti storici dove o si fa una rivoluzione armata, o si vota.
Il bivio che abbiamo davanti é: da una parte una guerra devastante, immotivata, inutile, accompagnata da un indebitamento europeo faraonico per finanziare le imprese e le societá di servizi a fare cose del tutto inutili, ed in alcuni casi persino dannose (auto elettriche in esclusiva e non come alternativa). Un continente invaso senza una politica di accoglienza, una diffusione di comportamenti immorali e fastidiosi come il “woke” ci impone.
Se vi va bene mandare i vostri figli e nipoti a morire prima, ed i sopravvissuti a restare indebitati a vita, continuate a sostenere chi governa oggi. Ma poi, non lamentatevi se la realtá diventerá cruda e violenta come questi guerrafondai che abbiamo al governo vogliono.

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  • Redazione

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