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BLACK OPERATIONS E FALSE FLAG

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di Savino di scanno

ll 31 agosto 1939 fu assaltata la stazione radio di Gleiwitz, località oggi rinominata Gliwice posta nella regione della Slesia.

Ufficialmente la propaganda nazista accusò i polacchi della aggressione, ma in uno dei pochissimi casi della Storia, la storia dimostrata fu un’altra.

Hitler da molti mesi stava pianificando la realizzazione di un “casus belli” per invadere la Polonia, ed incaricò l’Abwehr ovvero il servizio segreto militare tedesco di organizzare una operazione “sotto copertura e falsa bandiera” per determinare l’evento.

Fu coinvolta la Gestapo con Reinhard Heydrich ed il suo personale, e l’ammiraglio Canaris fornì armi, munizioni, documenti e divise polacche.

A capo della operazione fu posto un giovane, Alfred Helmut Naujocks.

Nella sintesi personale dei servizi segreti militari tedeschi, della Gestapo e delle SS simularono un assalto alla stazione radio tedesca a dimostrazione della volontà bellicosa polacca. Furono uccisi, per l’occasione, detenuti slavi travestiti da militari polacchi.

Immediatamente dopo l'”incidente” i nazisti invaderanno la Polonia.

Come scritto all’inizio dell’articolo è uno dei pochissimi casi storici che evidenziano una classica operazione “false flag” ovvero una operazione posta in essere da una Nazione attribuendo la responsabilità ad un’altra Nazione od altra/e entità politiche o militari.

Nei decenni molti i sospetti di altre operazioni simili.

Qualcosa di simile può essere avvenuto nell’agosto del 1964 nel Golfo del Tonchino in Vietnam, si potrebbe scrivere di accadimenti analoghi in Medio Oriente fino all’invasione di Israele da parte dei macellai di Hamas di qualche mese fa, ma arriviamo a venerdì 22 marzo 2024.

Venerdì scorso nel Crocus City Hall a Mosca un gruppo di tagliagole tagiki ha compiuto una strage tra poveri civili inermi. Le scene del massacro sono orribili. Quasi 140 le vittime.

L’onnipresente FSB (figlio unigenito del KGB) sempre attivo sembrava assente. Telecamere di sorveglianza di ultime generazioni inutili spettatrici dell’eccidio. Le forze speciali russe famose per la loro efficienza forse erano al bar con qualche donnicciola di passaggio.

Il giorno successivo i tagliagole venivano arrestati dagli “orchi” dei reparti speciali. Conoscendo i “soggetti” in questo momento i tagiki saranno diventati mangime per animali domestici e prossimamente i paesi di origine degli assassini saranno rasi al suolo nella migliore tradizione cekista già in passato dimostrata. Stessa cosa con nuove offensive in Ucraina.

I cow boy e gli snob qualcosa avevano previsto ed erano stati abilissimi ad avvertire “formalmente” i residenti della Lubjanka.

Da venerdì si sono scatenati gli analisti, scienziati, professori, tutto lo scibile accademico compreso gli ornitologi dell’intelligence.

Le riviste con nomi in latino o riferibili a imenotteri pontificano in lungo ed in largo.

Sui social tutti e ripeto tutti dicono la loro.

L’altra sera un giornalista, di quelli di tendenza, su una televisione dei radical chic ha dato del “pazzo” ad un generale Ucraino che aveva accusato i russi per la strage di Mosca.

È la moda del momento quella dell’intelligence, finita quella del Covid.

Però, perchè vi è sempre un però, nei fatti abbiamo una guerra in Europa, e questa si chiama “invasione russa dell’Ucraina” e non un derby calcistico e quando si scrive di islamici ribelli russi si dovrebbe ricordare che Giulio Verne nel 1876 scrisse il romanzo “Michele Strogoff”.

Quando lo zar Putin dichiara di avere molti amici in Italia non si dovrebbero dormire sonni tranquilli considerando il gene italico cromato “8 settembre”. Qualcuno potrà dire che anche americani, inglesi, francesi, tedeschi, ed in ultimo cinesi hanno amici in Italia, e si potrebbe rispondere che da qualche parte qualche italiano non accetterà mai che la sua Patria si riduca ad un postribolo.

L’altro giorno al poligono del TSN con i soliti vecchi commilitoni si ricordava il generale Paolo Inzerilli e le storie sulla VII divisione del Sismi passata alla Storia come Gladio. Si ricordava di come finì la vicenda con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei nomi degli appartenenti a cui seguirono persecuzioni giudiziarie indicibili. Altro che operazioni Black Operation.

Comunque si resta fiduciosi. Le nuove generazioni saranno all’altezza del compito. Sono bravissimi, preparatissimi, addestratissimi. Loro con tutti gli analisti stile Confindustria e Bocconi con l’aggiunta della Link saranno capaci di contrastare il Kgb e tutto il resto al seguito.

Con i vecchi, quelli sporchi, brutti e cattivi, con l’alito di sigaro toscano ed anfibi indecenti ai piedi, si stava pensando di aprire un circolo, un circolo di caccia e pesca.

Il nome, per evitare una causa per plagio con il regista del film “I 4 dell’Oca Selvatica” potrebbe essere “I soliti 4 della Fagiana Selvatica”.

Nel bar del circolo appendere cartelli del tipo “non sparate al pianista” oppure “malgrado l’alzheimer non dimenticate di pagare il conto” perchè si sa, in Italia i conti non li paga mai nessuno”.

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  • Redazione

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