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EVGENY MESSNER E LA “MYATEZRIEVOYNA”

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di Savino Di Scanno

È un personaggio importante Evgeny Messner tanto da meritare, come da evidenze di fonti aperte, studi ed attenzioni da parte della Oxford Accademy, Royal United Service Institute, King’s College of London, NATO Strategic Communications Center e Marine Corps University, di cui un suo docente il professor Nicholas Vidal ha dedicato un libro intitolato “Enemy at the gates”, Modern War Institute.

Wikipedia, l’enciclopedia on line di stampo liberal, dedica una sezione ma in lingua inglese. In italiano troviamo una recensione in Aliseo Editoriale a cura del professor Federico Ramponi. Perchè è importante Evgeny Messner? Perchè forse è il “padre” ideologico della guerra ibrida.

Messner nasce il 16 settembre 1891 nel governatorato di Cherson, pronipote di un nobile di Wurttemberg emigrato successivamente in Russia durante il regno di Caterina II.

Nella sintesi della sua biografia scriviamo che durante la I° Guerra Mondiale come giovane ufficiale in qualità di Comandante della 15° divisione di fanteria partecipa alla svolta di Brusilov ed all’assalto di Lutsk. Grazie alle sue qualità militari il generale Pyotr Lomnovskyl insieme agli alti gradi della gerarchia zarista lo avviano agli Alti Studi della Accademia Imperiale Nicholas di San Pietroburgo.

Nel febbraio 1917 scoppia la Rivoluzione e la scelta di campo di Messner è per il partito “Bianco” contro i bolscevichi.

Durante la guerra civile russa come comandante delle milizie “Bianche” impegna le forze bolsceviche nella battaglia di Tsaritsyn, futura Stalingrado. Tra l’ottobre 1919 ed il gennaio 1920 dirige a Kiev la sezione del dipartimento di propaganda ponendo le basi per i principi della guerra psicologica. Nel novembre 1920 a causa della disfatta dei Bianchi abbandona la Russia. A seguire una serie di pellegrinaggi europei che lo portano ad arruolarsi nel 1941 nel Corpo Volontari Russi della Wermacht, Nel 1945 diventa direttore della sezione propaganda della divisione Russland del generale Boris Smylosvky.

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale si trasferisce in Argentina dove morirà il 30 settembre 1974 a Buenos Aires.

Passando, sempre nella sintesi, al pensiero di Messner ed alla Sua visione della “guerra sovversiva” si presentano i primi 5 punti considerati pilastri del nuovo pensiero militare che considerano la “via della guerra” secondo la ideologia comunista , elaborato di processi materiali e sociali, fondati su:

1) morte della dicotomia clausewitziana Pace-Guerra e Guerra-Pace;

2) rivoluzione dei “centri di gravità”;

3) sviluppo della complessità del campo di battaglia;

4) cessazione della linea di demarcazione tra fronte militare e fronte interno;

5) volgarizzazione della guerra.

Solo a voler sviluppare questi primi 5 punti un ordinario testo accademico di 500 pagine non sarebbe esaustivo.

Passiamo ad un ulteriore approfondimento della “Myateshvoina” o “stile della donnola”.

I cacciatori conoscono che la donnola uccide più di quanto è in grado di mangiare e continua senza scopo le sue uccisioni, e tale principio secondo Messner può essere applicato solo alle forze eversive del blocco comunista in contrasto con quanto afferma l’ideologo di Putin Alexander Dugin, figlio di un alto ufficiale del KGB.

Sulla teoria dello “Stile della donnola” Messner afferma altri 6 principi:

a) non ortodossia, ovvero le guerre preferiranno sempre più i metodi nascosti e non ortodossi;

b) ambiguità Strategica ovvero la creazione e lo sviluppo del caos per mascherare i fini ultimi degli obiettivi militari e politici;

c) professionalità intesa come costituzione di un unico centro di comando occulto che gestirà più forze ed operazioni tra loro inconsapevoli delle loro stesse esistenze;

d) principi della Guerra con l’utilizzo di strumenti pacifici e non letali miranti alla manipolazione delle volontà delle collettività;

e) nichilismo Ideologico ovvero la creazione di un nuovo mondo con non meglio qualificati valori sociali ed ideologici;

f) psicologia come esasperazione di modelli propagandistici per il raggiungimento di obiettivi politici.

L’articolo di Ramponi enfatizza, e chi scrive è d’accordo, su questi ulteriori principi.

La “propaganda delle parole” secondo l’affermazione di Joseph Goebbels che “se dici una menzogna enorme e continui a ripeterla poi il popolo ci crederà” e la “propaganda dei fatti” che è esaltazione dei risultati ottenuti.

Questi sono tra i principi “base” delle “Psyops”.

Vediamo ra gli strumenti.

Tra i primi gli “utili idioti” come chiamava Lenin gli intellettuali occidentali che sostenevano la rivoluzione bolscevica.

La creazione di un amalgama tra “masse in rivolta” e “forze occulte”, sinergie tra movimenti di resistenza ed apparati dello Stato.

Il fine della guerra sovversiva è “rendere incapace il nemico di ragionare ed agire” utilizzando gli insegnamenti di Sun Tzu e Von Clausewitz che invitano a sottomettere il nemico distruggendo la sua volontà

Messner conclude il Suo pensiero, si ripete egregiamente interpretato dalla rivista Aliseo, che per combattere la “Myatezrievoyna” bisogna operare con i metodi dell’intelligence, utilizzare un pensiero strategico elastico, adottare i metodi del nemico che significa “Combattere Mao con i metodi di Mao”.

Messner invita alla massima attenzione finalizzata nella esasperazione finale ad una militarizzazione sociale collettiva significando l’utilizzo di ogni singolo sforzo per raggiungere la vittoria.

Bene, anzi male o malissimo.

In questo momento a volere riflettere si dovrebbero aggiungere le componenti dei nuovi strumenti di “idiozia” di massa come i Tik Tok, Ma dobbiamo andare oltre con coraggio ed “intelligenza”.

Ha ragione il professor Silvano Danesi, il direttore del nostro giornale,  quando scrive della “Grande Scimmia”, ovvero in senso poi non tanto metaforico, degli abomini realizzati dagli stregoni di Davos che hanno ridotto la civiltà Occidentale in un cimitero di idee e di valori. 

C’è poco da dir, i “russi fanno i russi” perchè nascono così.

Personalmente penso che quando Vladimir Putin ha deciso di riprendersi l’Europa? Lo ha deciso quando da colonnello del KGB a Berlino Est guardava i carri ferroviari trasportare mezzi e materiali dell’Armata Rossa in patria, a seguito del crollo del Muro di Berlino. Il KGB ha memoria, una lunghissima memoria, e bisogna sempre temere chi ha memoria perchè solitamente questi non perdonano mai. E gli occidentali cosa hanno fatto o fanno? Dobbiamo scrivere che in Europa circa 80 anni di pace, che è sempre una pausa tra una guerra ed un’altra, non si erano mai visti, ma da noi in Occidente le hanno pensate tutte. Hanno pensato ad eliminare il ceto medio, hanno santificato le politiche gender, hanno realizzato la società liquida, hanno instaurato la cancel culture, hanno posto le basi per l’abominio del metaverso e molto altro. 

Aggiungiamo a questo punto i cinesi ma poi non si dovrebbe scrivere solo un articolo,

Come si è scritto in qualche giorno fa, “non si perde la guerra perchè vincono i russi, ma i russi vincono la guerra perchè noi la avevamo già persa”.

Ora qualche domanda.

Ma adesso che gli straordinari ed eroici soldati ucraini non ce la faranno più cosa facciamo? Ma veramente possiamo credere che i cugini francesi che non riescono a sedare le rivolte nelle periferie parigine da parte degli immigrati possono mandare i loro soldati in Ucraina? Ed i cow boy pensate che realmente vogliono impegnarsi in una guerra in Europa, loro che hanno il Dragone nel Pacifico?

Per motivi di stile e stanchezza non si scriverà più di “noi” in quanto a personale vocabolario si è terminato ogni termine che possa ispirare insulti ed offese.

Era tutto scritto, bastava studiarle le “cose” ma vi è da chiedersi come mai  i nostri scienziati non abbiano dedicato del tempo per studiare Evgeny Messner.

Si avvicina la primavera e poi l’estate. Abbiamo un Paese meraviglioso, donne bellissime, paesaggi e mare da sogni. Lasciamo perdere quei 4 che scrivono su riviste patinate, ciarlatani del nulla, professori dell’inutile, della non correttezza eretta a sistema.

L’Italia, ovvero l’Italietta, se la caverà sempre, secondo i principi di furbizia tipici nostrani.

Vedi a noi Italiani non ci può insegnare niente nessuno.

I nostri Carabinieri dei ROS, i Baschi Verdi della Guardia di Finanza, la Digos della Polizia di Stato, i ragazzi della Folgore, qualche reparto di Artiglieria di quelli “brutti sporchi e cattivi” come lo potevano essere i “ragazzi del 48° Taro”, qualche reggimento di Bersaglieri ed Alpini, i nostri piloti dei Tornado ,i nostri sommergibilisti e tutti i Reparti Speciali che abbiamo possono mettere in “fila per 3 con il resto di 1” buona parte di tutto quello che vi è in circolazione a partire dalle grandi sigle mondiali?

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  • Redazione

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