
Storia di una nuova era glaciale nel sindacato italiano.
Chiusa la partita della partecipazione dei lavoratori alle assemblee – cuore pulsante della democrazia degli anni 80- siamo passati dell’esaltazione di un rito che prevede la cappa burocratica di giochi di rappresentanza brand da far valere: i valori sindacali del passato si sono trasferiti tramite burocrazia sui più congrui interessi pecuniari.
Per molti osservatori era una fine prevedibile di un’era storica che prevedeva la diffusione del verbo politico della socialdemocrazia nata nel congresso della Bad Godesberg, centrata sul riconoscimento delle regole democratiche del mercato e in contemporanea sull’applicazione di forme istituzionali di partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori nei consigli di amministrazioni delle aziende.
Una rappresentazione plastica del segno partecipativo allo sviluppo economico diffuso anche tramite l’welfare .
Oggi il nuovo scenario, dove prevale la finanza sulla politica, porta il nuovo orizzonte ad affermare il primario degli obbiettivi di verticalizzazione e delocalizzazione dell’economia e del mondo della produzione, la liturgia sindacale cambia in un silenzio rumoroso spartito e ruolo.
Non è un caso che la prima ventata “di droga finanziaria in questi anni sia avvenuta intervenendo dilettantisticamente nel mondo dell’edilizia”, con il 110 e legge sul rifacimento delle facciate .
Tema questo che imporrà un chiarimento anche “anche di lunga durata” per chi ne ha usufruito per sanare con soldi pubblici eventuali abusi non sanati con dai precedenti condoni.
Le tecnologie video fotografiche ci sono, oltre che la memoria degli archivi a disposizione: se ne vedranno delle belle !
Oggi sarebbe più saggio, anche per il sindacato, attrezzarsi per fare chiarezza su questi aspetti di trasparenza istituzionale. Serve solo valorizzare in fondo ruoli istituzionali locali, collocando in contemporanea in modo decentrato sui territori provinciali italiani un vero osservatorio su trasparenza sulla memoria degli abusi così come sulla prevenzione degli infortuni .
Campagne di propaganda anche sindacale sono utili, ma non bastevoli. Presidi di bandierine nelle piazze italiane vanno bene ma non per ripetere “i riti vuoti degli influencer stile Ferragni “:servono a fare fumo – propaganda – non ad accogliere dati rilevanti. Meglio girare i cantieri con la macchina fotografica o il telefonino.
Chiedere trasparenza di ruoli e competenze precise agli uffici burocratici preposti per le verifiche e/o coinvolgere i cittadini nelle segnalazioni reputo sia molto più utile anche per un contraddittorio pubblico.
Dopo la buriana dei tempi grassi, dove” il burro pubblico abbondava per tutti con i soldi pubblici”, questo sarebbe il tempo che anche il sindacato si desse strumentazioni funzionali ad attenti consuntivi e verifiche sul campo sulle molte dinamiche perverse in uso nella politica clientelare .
Se la strategia che presenta il sindacato è una rappresentazione di una dinamica interna per il controllo esclusivo delle risorse finanziarie degli enti bilaterali, rappresentata da molti milioni di euro da distribuirsi sul territorio su base di numeri convenzionali, tutte le ragioni sopra elencate sono state considerate di fatto esplicitamente messe in secondo piano, anche se rappresentavano il cuore o la missione storica di un sindacato tradizionale partecipativo .
Per chi come me ha avuto modo di leggere il contenuto e lo stile protervio e aggressivo della lettera dei dirigenti nazionali del sindacato edile firmata da Cgi e Uil ,in forte polemica con la Cisl ,avendo una certa storica esperienza sindacale, dove il confronto anche duro è sempre stato mantenuto nell’ambito delle motivazioni e non nel debordare in un diritto alla “scomunica preventiva “ in nome di presunti valori ,si può ben dire che con tutta probabilità l’intrapresa corre sui binari di un destino ignoto ai molti : lavoratori compresi.
Un gioco cinico quello esclusivamente sulla gestione delle risorse finanziarie centralizzate – perché è poi lì che si va a parare- costruendo un campo largo centralizzato nella gestione che consente ai vertici sindacali di controllare la struttura con la logica di una disciplina dall’alto di una burocrazia che impone ubbidienza selettiva.
Un’alternativa ci potrebbe essere è sarebbe molto, ma molto saggia se in nome della democrazia che si perpetuasse per legge un iscrizione al sindacato con una delega che fosse definita in modo puntuale nel tempo a partire dai pensionati dalla validità di un anno solare .
Sarebbe pure una vera garanzia di verifica contro una realtà che così come serve ad alimentare solo una burocrazia dei vertici del sindacato nazionale .
D’altronde in Germania, per farne un esempio concreto, l’iscrizione al sindacato si fa con delega bancaria. Questo percorso è fatto per tutelare la libertà individuale del lavoratore.





