
di Savino di Scanno
La cartina che si vede è tratta dal capitolo “Grandi Spazi e Grandi Assi” tratto dallo straordinario libro di Jared Diamond “Armi, Acciaio e Malattie”.
Il capitolo in questione narra della evoluzione della produzione agricola nel corso dei tempi, ed esprime il principio che dalla Mezza Luna Fertile l’ umanità ha vissuto di prodotti della terra spostandosi sull’ asse longitudinale trovando difficoltà di approvvigionamenti sull’ asse della latitudine.
Si può capire, quindi, che i Continenti come l ‘Eurasia hanno prodotto maggiori quantità di derrate alimentari rispetto alle Americhe od all’Africa.
La Geografia, come la Matematica, non è una opinione ma si fonda su realtà.
Da qui una riflessione certamente pertinente.
Oggi i “Pifferai Magici” ovvero i soliti professori, analisti, tuttologi dell’inutile e del nulla, ma che da decenni dall’alto delle loro riviste patinate scrivono, tutto ed il contrario di tutto, passando dal pacifismo all’europeismo, fino a ipotizzare un nuovo riarmo, cosa tutta da dimostrare, dimenticano o evitando di ricordare alcuni episodi della Storia.
Scriviamo “Ab initio” della Dottrina Monroe, ovvero della dichiarazione di James Monroe nel Discorso sullo Stato dell’ Unione del 2 dicembre 1823. Con la quale si affermava la supremazia statunitense su tutto il Continente Americano, che posto fra due Oceani, era di per sé autosufficiente.
Ora spostiamoci a Pearl Harbour il 7 dicembre 1941 ove vi fu il celeberrimo attacco giapponese alla flotta statunitense. Accadimento riguardo al quale si narra che, nello strano mondo delle Spie, che il servizio segreto Britannico era a conoscenza dell’imminente attacco, grazie alla loro rete nel Mar della Cina, nel Pacifico, ma Churchill si guardò bene di avvertire Washington perché sapeva che senza l’ entrata in guerra degli Stati Uniti avrebbe perso la guerra contro Hitler.
Si potrebbe anche scrivere di come sia potuto accadere che il giorno dell’attacco a Pearl Harbour l’Ambasciatore Nipponico abbia atteso più di un’ora per consegnare la dichiarazione di guerra alle autorità americane, ma questo lo lasciamo ai professori nostrani.
Arriviamo alla Conferenza di Bretton Woods, del luglio 1944, che disegna il nuovo assetto finanziario mondiale con la sostituzione della Sterlina con il Dollaro ed infine arriviamo al febbraio del 1945 con la Conferenza di Jalta dove furono disegnati i confini del dopoguerra.
A seguire l’Unione Europea, la Caduta del Muro di Berlino, una pace in Europa che tra mille difficoltà comunque è stata garantita per oltre 70 anni.
Ed ora arriviamo ai giorni nostri.
Se dovessimo immaginare una nuova Jalta dovremmo aggiungere una sedia e far accomodare un leader cinese.
In Europa è tornata la guerra, quella vera, e per chi scrive non è vero che noi stiamo perdendo la guerra, come scrive il professor Caracciolo, perché i russi la stanno vincendo, ma si scrive che i russi stanno vincendo perché noi questa guerra la avevamo già persa.
La avevamo persa grazie alle follie sociali, economiche, finanziarie di questi decenni che si è oltremodo stanchi di ripetere.
Adesso dobbiamo guardare avanti.
Guardare avanti significa avere visione e coraggio.
Gli Stati Uniti, indipendentemente da chi governa a Washington, non hanno più interesse od almeno non hanno più lo stesso interesse che avevano fino agli anni ’90 per l’Europa. Loro hanno problemi seri all’interno e devono fronteggiare la Cina nel Pacifico e sui mercati internazionali, assunto che lo Juan, grazie anche agli accordi Brics, sta sostituendo il Dollaro.
I russi “fanno i russi” e sempre i nostri scienziati da operetta conoscono bene che dagli Zar a Putin passando per Stalin, il Mediterraneo resta un obiettivo importante. Si proprio il “Mare Nostrum”.
Ai russi non interessano poche basi in Siria od in Egitto, loro vogliono basi dal nostro lato del mare.
Il Mediterraneo, mai come oggi è di eccezionale importanza strategica, militare ed economica, considerando la sua espansione dell’Atlantico al Mar Rosso passando per il Canale di Suez.
Ci vuole coraggio. Coraggio significa spostare la politica europea da Bruxelles a Roma. Ci vuole il coraggio di convincersi che dobbiamo difenderci da soli perché il 7° Cavalleria si è ritirato, e ciò significa che appare urgente ed indispensabile una nuova Politica di Difesa, comune seria e condivisa.
L’ Italia può molto. L’Italia deve fare molto. L’Italia ha mezzi e capacità per farlo.
Deve fare solo una cosa semplice. Mandiamo a casa tutti quelli che hanno governato la pubblica amministrazione in questi decenni. Basta avere centinaia di generali quando non abbiamo caporal maggiori. Basta insignificanti, inefficienti e discutibili dirigenti e funzionari, tanto poi, come a Perugia, le vicende alla fine emergono.
Abbiamo il coraggio di promuovere le nuove generazioni, il resto visto che le pensioni le continuano ancora a pagare, quindi gli atri tutti a casa.
Facciamolo così eviteremo che la portaerei nucleare Gerard Ford, in rientro verso le coste orientali americane, sia costretto a solcare le bionde acque del Tevere per sedare le vere guerre italiche per le poltrone.





